di Carlo Forciniti
Non è la prima volta ma è come se lo fosse. Un esordio al Mondiale è portatore sano di sensazioni a loro modo uniche. Anche se si sono già vissute. Perché riaffiorano in una veste sempre inedita. Carica di adrenalina e attesa. Anche per chi, come la Sir Sicoma Monini, custodisce nel proprio album dei ricordi immagini indelebili per quanto fatto nel 2022 e nel 2023. L’avvicinamento al torneo iridato si vive sempre con un trasporto originale. E con la voglia di fare bene. Fin sa subito. Fin dall’incrocio di martedì 16 dicembre contro lo Swehly, formazione libica.
L’analisi del diggì La conferma arriva anche dalle parole del direttore generale di Perugia, Bino Rizzuto. «Essere qui in Brasile ci riempie di gioia e di orgoglio. Sarà un torneo molto complicato, la formula è cambiata. Ci sono molte più squadre rispetto alle passate stagioni. Anche le condizioni ambientali potrebbero influire. Lo Swehly? Come tutte le partite, ci aspetta una gara impegnativa e tosta. Gli esordi sono sempre complicati, bisogna adattarsi al gioco dell’avversario ed esprimere al meglio il nostro gioco».
Quella del coach «I ragazzi hanno rispettato tutte le richieste fatte anche in termini di adattabilità – svela Angelo Lorenzetti – Siamo pronti per la prima partita, con la volontà di leggere subito bene la prima palla».

E quella di Sebastian Solé «Dobbiamo goderci questo Mondiale perché è una bella prova. Cercheremo di arrivare fino in fondo».
Quarto di nobiltà Dal Mondiale alla Superlega. Anzi, alla Coppa Italia. Nel quarto di finale in programma a fine dicembre, la Sir in versione Susa Scai incrocerà Civitanova di fronte al pubblico amico. Una sfida di grande fascino. Una grande classica della pallavolo nostrana. Rizzuto puntualizza che «la Sir è finita al terzo posto solo per una questione di quoziente set. Siamo arrivati a pari punti con Trento e Verona al termine del girone d’andata. Ci aspettiamo un palazzetto carico e pieno di gente che può darci una mano a passare il turno contro una squadra forte».
