Angelo Lorenzetti allenatore della Sir Susa Scai Perugia

di Daniele Sborzacchi

Sono venticinque anni di serie A1 (ora Superlega) per Angelo Lorenzetti. Il tempo passa ma rimanere nell’olimpo di questo meraviglioso sport, <<è sempre una figata>>, ammette col suo sorriso contagioso l’allenatore della Sir Susa Scai Perugia. E’ giusto che nel dare il via all’operazione ‘ritorno al PalaBarton Energy”, alla vigilia del big-match con la Lube Civitanova, sfida mai banale questa anche se siamo solo alla seconda giornata di regular season, a parlare sia il grande timoniere dei Block Devils.

L’umiltà dei campioni Dialogare con Angelo Lorenzetti è sempre cosa incredibilmente piacevole. L’umiltà dell’uomo, lo spessore del professionista, si fondono alla perfezione dando veramente l’idea di una persona capace di spiegare concetti (non solo tecnico-tattici) e situazioni, con una ammaliante semplicità. E che, avendo vinto tutto ma proprio tutto a livello di club, avendo vissuto i cambiamenti di uno sport sempre più amato non solo in Italia, è comunque intrigata dalla nuova avventura. La prossima. Quella già iniziata con la vittoria di Monza e che adesso fa ritrovare subito i rivali marchigiani, pochi mesi fa giustizieri della Sir ai playoff Scudetto. <<Dobbiamo capire che nel nostro modo di giocare, di stare in campo, di porci al cospetto dell’avversario, qualcosa dobbiamo cambiare chiaramente in base alle fasi della partita ed a ciò che essa propone. Sapere di poterci trasformare deve essere uno stimolo e non una barriera. Deve averci insegnato qualcosa l’eliminazione della scorsa post-season. Siamo solo all’inizio di un percorso, come sempre difficoltoso – prosegue il tecnico nato a Fano -. La pallavolo è sempre più potenza e fisicità, almeno questo sta proponendo e lo abbiamo visto anche ai recenti mondiali, sta a noi quindi vivere l’evoluzione di squadra per essere pronti a mettere vestiti diversi>>. Una sorta di imprevedibilità, che comunque parte dai capisaldi. Ovvero da una squadra campione d’Europa, infarcita di talento e dalle grandi potenzialità. Altro concetto, che si sposa a quanto detto, la capacità di <<accendersi durante la partita. Vale per tutti i giocatori, soprattutto per quelli che subentrano. La maturità della squadra si misura anche dalla capacità di rientrare nel match dopo che si è usciti dallo stesso. Ecco, voglio che la mia squadra non rimanga sui binari dell’abitudine, perché così prima o poi ci si spegne. Io voglio accendermi, e questo devo trasmettere alla squadra>>. La scorsa stagione l’etichetta di corazzata ha costantemente accompagnato la Sir, <<ma questa immagine del carrarmato Perugia non è più fondata. Dobbiamo mettercelo in testa, ci sono anche altre realtà in cui si è investito molto. E più in generale, io non faccio proclami su favoriti o meno, ma voglio però che anche gli altri non ci rompano le scatole>>. Chiaro. Parola al campo. Come sempre.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.