di Carlo Forciniti

Gratitudine ed eccitazione. Ambizione e consapevolezza. Del buonissimo momento che attraversa la squadra e delle relative prospettive nel torneo iridato. Delle possibilità di vivere una settimana da ricordare. Di scrivere un’altra pagina di storia della società del patron Sirci. Delle insidie – tecniche e ambientali – legate a una manifestazione in cui Perugia dovrà partire subito forte. Perché la concorrenza non mancherà. Con l’avvicinarsi del Mondiale per Club in programma a Belém dal 16 al 21 dicembre, coach Angelo Lorenzetti – che al pari della Sir Sicoma Monini ha vinto due Mondiali di cui uno con Trento – convive con diversi sentimenti, e a Umbria 24 tocca tanti temi. Con un grande obiettivo sullo sfondo: arrivare fino in fondo. Ancora una volta.

Gratitudine «Se penso alla partenza per il Brasile provo una sensazione di gratitudine verso i ragazzi per quanto siamo riusciti a fare lo scorso anno – sottolinea l’allenatore originario di Fano -. Stiamo per disputare il Mondiale per Club (il terzo cui prende parte Perugia) perché nella passata stagione siamo riusciti ad arrivare in finale di Champions League che poi abbiamo vinto. Questo senso di gratitudine che nutro per i giocatori mi è utile nell’arrivare motivato ed eccitato verso un Mondiale che rispetto agli ultimi anni sarà il più equilibrato dopo quello giocato in Polonia. Se c’è una favorita? Il Sada Cruzeiro è campione in carica. Lo Zawiercie sta giocando molto bene. E’ più fresco fisicamente rispetto a quando l’abbiamo affrontato in finale di Champions League. Il livello è alto».

La forza del gruppo Perugia torna a disputare il torneo iridato a distanza di due anni. Dall’edizione indiana di Bangalore che ha visto la Sir sollevare al cielo il trofeo di campione del Mondo per la seconda volta in altrettante partecipazioni. Rispetto a quell’edizione, il coach spiega che «ora c’è un po’ più di esperienza da parte di Ben Tara, e forse anche una maggiore capacità e naturalezza di stare insieme come gruppo. In India ero arrivato da poco. In termini di conoscenza reciproca siamo migliori. Vuol dire che ci sono meno possibilità di sorprendersi negli atteggiamenti reciproci». 

Lorenzetti osserva un attacco di Cvanciger. Foto: Michele Benda

Il momento della Sir Reduce da quattro vittorie consecutive in campionato e dal successo maturato all’esordio in Champions League contro Praga, la squadra ha comunque dei margini di crescita. Nel breve come nel lungo periodo. «Dal punto di vista tecnico arriviamo con una fase punto che regge. C’è da migliorare la fase nel cambio palla. Come ho detto tante volte, stiamo cercando di ragionare sugli eventi in maniera diversa. Di costruire un’identità che vada al di là dei risultati. Siamo in linea con quello che ho chiesto ai ragazzi, e cioè di essere concentrati sul gioco, di essere pronti tutti, di accendersi quando vengono chiamati in causa».

Le avversarie del girone A loro, anzi anche a loro, ai giocatori, il compito di misurarsi in un gruppo (il B) che Lorenzetti presenta così: «Per quanto riguarda i libici dello Swehly abbiamo faticato a trovare dei dati. Affrontarli sarà una sorpresa. Almeno i ragazzi non si rompono le scatole ad analizzare i video (ride, ndr). Starà a noi leggere il gioco ed adattarci durante l’evolversi della partita. Osaka è ben costruita, ha del talento tecnico non solo riguardo ai giocatori stranieri. Sono tutti di livello internazionale. Non sarà facile. Sarà un buon banco di prova per noi. Il Sada Cruzeiro è una squadra storica, negli ultimi campionati brasiliani non ha quasi avuto rivali. Per loro il Mondiale rappresenta l’apice della stagione. Quando si presentano a certi appuntamenti danno tutto e di più».

La ricetta Per capitan Giannelli e compagni, dunque, le insidie non mancheranno. La ricetta per essere competitivi è chiara. «Si deve partire subito con le marce alte, riuscendo ad adattarsi il più velocemente possibile ad un clima ed un ambiente differenti. Non è solo una questione di fuso orario. A Belém ci sarà umidità e caldo. In una competizione del genere conta già il primo set della partita inaugurale».

L’obiettivo Che Perugia approccerà con la mentalità giusta. Da squadra abituata a competere ai massimi livelli. Il modo migliore per provare ad essere protagonista fino alla fine. «Alla squadra non dovrà mancare la voglia di provarci fino all’ultimo e giocare ogni partita con motivazioni massime. Ne vogliamo giocare cinque – sottolinea Lorenzetti – . C’è la volontà di portare a casa una medaglia. La Sir vincerà se sarà capace di leggere bene il gioco e di adattarlo rispetto a quello che succede durante le partite». Cosa già accaduta con profitto nei precedenti due Mondiali. Perugia è pronta al decollo. E punta al tris.

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