di Lucia Caruso
Quelli di Gianna Nannini sono concerti indimenticabili, un concentrato di pura adrenalina. Dal cappello magico l’outsider della musica italiana continua a tirare fuori imprevedibili sorprese.
La mamma rock a distanza di due anni è tornata sul palco del Palaevangelisti di Perugia accompagnata dalla sua inseparabile grinta a cantare “Inno tour”, che prende il nome dall’omonimo disco, uscito lo scorso 15 gennaio, suggello della sua maturità artistica ed espressiva.
L’ouverture Dopo le urla dei fan in delirio che la acclamano, Nannini, esce fuori da un pedana semimovibile che la fa apparire, tra i fumi e le luci soffuse, al centro di un palcoscenico che è una sorta di cattedrale rock, come fosse una dea. L’ouverture di quello che non è solo un concerto, ma un vero show, è affidata a “Baciami qui” che aleggiante tra allusività e ironia la stessa cantante esaspera con un pizzico di malizia e provocazione. Il brano composto proprio per aprire gli spettacoli, non si trova nella track list di Inno, ma è in download gratuito per chi acquista il biglietto del concerto.
Salto indietro A seguire la notevole trackle metal “Scegli me”, “Hey Bionda” e “La fine del mondo”, singolo composto con i suoi storici collaboratori, Pacifico e Isabella Santacroce. Poi è la volta di “In The Rain”, prima del salto indietro nella sua celebre antologia da cui va a ripescare brani capaci di far tremare il cuore: “Meravigliosa creatura” e “Sei nell’anima”.
Eleganti melodie si alternano a un rock che infiamma e lo show procede a ritmo incalzante. Schiaffi e carezze, tormento e passione, amore carnale e dolcezza dell’anima: è un’ altalena di sentimenti e sensazioni a disegnare “la celebrazione della vita che arriva e passa”, in quel cerchio, in cui inizio e fine s’incontrano in un unico punto chiamato “amore”. E quella stessa altalena la ritroviamo nell’album e poi ancora nel suo concerto, dove pentagrammi morbidi e ritmi graffianti si avvicendando creando uno spettacolo camaleontico.
La platea balla, canta, applaude, urla: è incontenibile quando arrivano i suoi successi di sempre: “I Maschi”, “Fotoromanza” e “Bello impossibile”. Tutti si rivedono nei suoi testi, nelle sue parole, ripercorrono le sue stesse emozioni, rivedono quelle immagini, rivivono quegli stessi ricordi. Le sue canzoni paiono essere cucite addosso all’anima di ogni persona: e la vera magia è che tutti le possano indossare. Dopo questo turbinio di emozioni e suoni forti e ribelli arriva come un delicato bacio sulla fronte “Ogni tanto”, dolcissimo pezzo dedicato alla figlia Penelope.
Gianna Nannini è imprevedibile, inarrestabile. Percorre il palco in lungo e in largo, canta, balla, suda, gioca. Cambia look per ben sei volte. Gioca con il pubblico, raccoglie i regali che i fan le fanno volare sul palco, si avvicina a loro, si lascia sfiorare, e pare guardare negli occhi tutti, concedensosi nella sua umanità.
La band Durante tutto il concerto gioca anche con la sua band, con la quale si avverte subito un feeling eccezionale. Ad accompagnarla in questa performance mozzafiato tutti musicisti di respiro internazionale all’altezza della sua statura artistica: alle chitarre Davide Tagliapietra (lo storico musicista della rocker senese) e Milton Mcdonald, alle tastiere, sintetizzatore e chitarra Davide Ferrario, al basso Alex Klier, personalità di spicco nel mondo musicale tedesco (che già aveva suonato con Gianna nel “Grazie tour 2007”), alla batteria Mylious Johnson, (già batterista di artisti del calibro di Madonna, Jovanotti, Tiziano Ferro, Quincy Jones).
Profumo A regalare un momento di assoluta poesia è l’interpretazione di “Profumo” in versione acustica. La sua voce è accompaganata dal solo ritmo della batteria che concede spazio e forza alle parole.
La scenografia è essenziale ma al top. Il tocco magico è del light designer Patrick Woodroff (che ha lavorato con Rolling Stones, Lady Gaga e Dylan). Sono 4 arcate metallichee con ai lati due schermi ovali a retrospezione a fare da cornice ad incredibili giochi di luci, che seguono il ritmo incalzante dell’esecuzione musicale.
Il look griffato Giorgio Armani segue la linea equilibrista delle prestazioni e della natura di questo angelo e demone, a sottolineare le sue mille sfumature, a raccontare la rabbia romantica che canta e incanta. E’ la volta di “America”: Gianna esce fuori da una pedana semi-movibile al centro del palco con un completo di pelle nera in sella a una moto e tra le braccia la sua chitarra elettrica. Aggressiva, graffiante e audace.
Inno Poi quando tutto pare essere finito e i riflettori si abbassano la ritroviamo a sopresa, dall’altra parte del Palaevangelisti, vestita in total white, avvolta in una nube di fumo, come fosse una figura evanescente, eterea, a tratti angelica. Intona “Inno”, mentre cade una delicata pioggia di petali rossi sul pubblico. E questo canto di lode alla vita e all’amore, penetra radioso, forte, inarrestabile, ovunque, in ogni angolo.
E’ un sussulto emotivo, una carezza all’anima, capace di farsi preghiera che invoca la fragile bellezza concessa dall’amore a questa fuggitiva esistenza.
Le prossime date
24.04.13 – RIMINI – 105 STADIUM
26.04.13 – MILANO – MEDIOLANUM FORUM
27.04.13 – MILANO – MEDIOLANUM FORUM
30.04.13 – TORINO – PALAOLIMPICO
03.05.13 – VERONA – ARENA
04.05.13 – VERONA – ARENA
08.05.13 – Vienna (Austria) – Arena
11.05.13 – Villach (Austria) – Stadthalle
15.05.13 – Munich (germania) – Tonhalle
17.05.13 – Berlin (Germania) – Columbiahalle
19.05.13 – Parigi – Le Trianon
21.05.13 – Stuttgart (Germania) – Liederhalle
23.05.13 – Dortmund (Germania)- Westfalenhalle
24.05.13 – Brussels -Ancienne Belgique
28.05.13 – Amsterdam Paradiso (main hall)
