di Gordon Brasco

Che succede quando alla regia metti Steven Spielberg e la sceneggiatura la scrivono i fratelli Coen? Succede che ci ritroviamo a guardare il miglior thriller di questo fine 2015. Smaltita la sbornia di James Bond e delle sue avventure a metà tra Sherlock Holmes e Superman, la spy story torna alla sua declinazione più classica dove la spia è una persona normalissima e la Guerra fredda degli anni ’50 è un intricatissimo gioco a scacchi. Spielberg va sul sicuro e piazza Tom Hanks per il ruolo dell’avvocato James Donovan, sapendo che l’ex protagonista de «Salvate il soldato Ryan» non solo è un bravissimo attore ma è perfetto per rappresentare la parte più nobile dello spirito americano: la sincerità e l’onestà in primo luogo ma soprattutto la fede ferrea nei capisaldi della costituzione americana. Donovan infatti sarà l’unico (o quasi) in una società accecata dalla paura e dalla fobia del comunismo a guardare il mondo come dovrebbe essere visto da una società sana, che non si ferma all’apparenza ma cerca di dare profondità alle persone, ne cerca l’umanità, a prescindere che ci sia colpevolezza o meno, perché ciò che facciamo potrebbe non essere il solo metro di giudizio per capire chi siamo dentro.

Spy thriller E su questo tema del sembrare ed essere Spielberg gioca per tutto il tempo, dandocene persino un assaggio esplicito quando apre il film con il pittore Rudolf Abel che si fa un autoritratto: chi è cosa? Chi è l’uomo e chi la spia? Se Tom Hanks fa egregiamente il suo lavoro una menzione a parte la si deve a Mark Rylance (nella parte di Rudolf Abel) che si meriterebbe non uno ma dieci Oscar: riuscire a strapparlo dal teatro dove recita normalmente per il grande schermo è stato un colpo di genio da parte di Spielberg che è stato ripagato con una prestazione magistrale. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: siete stanchi di una Galassia lontana lontana? Tutta la promozione di Guerre stellari vi ha esasperato? Allora mentre al botteghino si compiono duelli rusticani per gli ultimi due biglietti in piccionaia del nuovo film della Disney voi andate a vedere qualcosa di diverso. «Il ponte delle spie» è un gran bel film, con attori in stato di grazia, una sceneggiatura eccezionale firmata dai fratelli Coen e la regia sobria ma efficace di Spielberg. Non ci saranno droidi rotolanti e spade laser ma la vicenda raccontata fa parte della nostra storia e a volte ciò che è stato nel nostro passato può essere un buono spunto per capire il nostro presente. Perciò se avete bisogno di uno spy thriller di alto livello correte al cinema, non rimarrete delusi.

Un film di Steven Spielberg. Con Tom Hanks, Mark Rylance, Amy Ryan, Sebastian Koch, Alan Alda. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 140 min. USA 2015. 20th Century Fox.

Trama: Sceneggiato dai fratelli Coen insieme a Matt Charman e tratto da una storia realmente accaduta, il film narra le vicende di James Donovan, un importante avvocato americano ingaggiato dalla CIA negli anni della Guerra Fredda. Donovan dovrà negoziare il rilascio di un pilota catturato dopo l’abbattimento di un aereo spia che stava sorvolando l’Unione Sovietica.

Perugia
Gherlinda: 15.50 / 18.55 / 22.00
Uci Cinemas Perugia: 16.30 / 19.30 / 22.30

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
The Space: 15.30 / 18.30 / 21.30
Cityplex Lucioli: 15.45 / 18.15 / 21.30