di Giorgia Olivieri
Si tratta della «mostra più coraggiosa e importante che abbiamo immaginato» da quando è stata rinnovata la Galleria nazionale dell’Umbria, che ora è pronta a restituire ai visitatori – dal 4 marzo all’11 giugno – un percorso a tutto tondo sul «meglio maestro d’Italia»: il Perugino. Tante le iniziative che ruotano intorno alle celebrazioni per il cinquecentenario della morte del Vannucci, che mostra al pubblico un volto nuovo, anche attraverso la sorpresa che riguarda un autoritratto.
VIDEO:
La mostra L’esposizione, curata dal direttore della Galleria, Marco Pierini, e da Veruska Picchiarelli, conservatrice del museo, restituisce a Perugino un ruolo da assoluto protagonista del Rinascimento. Il Vannucci godeva, invece, «di una sfortuna critica a livello pubblico, che lo vedeva grande discepolo di Verrocchio e grande maestro di Raffaello», spiega Pierini. La mostra si dipana lungo sette nuclei tematici per un totale di quasi 70 opere, che raccontano il percorso artistico del Perugino, dalla giovane età al periodo d’oro fino all’eredità trasmessa ai Perugineschi.
Le opere Per l’occasione ha fatto il suo rientro in città anche lo Sposalizio della Vergine, opera del 1504 che segna l’apice della carriera dell’artista e che il sindaco Andrea Romizi, presente all’inaugurazione, sente «la voglia di riammirare in quanto perugino»; un quadro che non tornava a Perugia dal 1797 e che, grazie alla rimozione della cornice, permette di ammirare anche un piccolo personaggio nella parte alta del dipinto, prima coperto proprio dalla cornice. I tanti prestiti hanno permesso ricongiungimenti inediti, come nel caso del Polittico della Certosa di Pavia del 1506, ricostituito qui per la prima volta, con le tre parti che arrivano dalla National Gallery di Londra e la cimasa conservata nella città lombarda.
FOTOGALLERY:
Due percorsi La collezione messa in piedi presenta «due possibili percorsi di lettura – spiega Picchiarelli – quello del maestro che trova la sua strada e la porta a maturazione facendone un linguaggio personale che diventa un canone in tutta Italia, e quello del secondo Perugino, nel suo tempo, attraverso le figure che lo hanno formato fino ai grandi che lo prendono come punto di riferimento».
La novità Dopo vent’anni torna a Perugia una mostra dedicata a Vannucci, grazie al contributo del Ministero della cultura, che ha investito circa 750 mila euro per l’esposizione, a fronte di un costo pari a quasi «un milione e mezzo, molto meno della precedente», spiega Pierini. «Il meglio maestro d’Italia» nasce come un «discordo orchestrale con qualche sincope che ci sorprendesse», continua il direttore facendo riferimento all’autoritratto (due finora quelli certi) concesso dalla Galleria palatina degli Uffizi. Il dipinto era stato attribuito in passato a Lorenzo Di Credi, poi a Verrocchio e infine a Raffaello, come ritratto di Verrocchio. Per il direttore però l’opera va attribuita al Perugino e la dimostrazione di ciò arriva dal lavoro di confronto fatto nei giorni scorsi con le opere conservate nel vicino Collegio del Cambio. «Sovrapponendo l’immagine all’affresco nel Collegio del Cambio mi sono accorto che tornava perfettamente – ha detto Pierini all’Ansa – anche se il volto era più giovane di cinque o sei anni».

Una porta per l’Umbria L’esposizione rappresenta «la porta migliore per avvicinare le persone all’Umbria, attraverso la pittura, lo sguardo e i colori di un pittore come Perugino» secondo Ilaria Borletti Buitoni, che presiede il comitato nazionale istituito per il cinquecentenario. «Perugino – continua – è un testimonial straordinario di questa terra, di questa Umbria, regione timida e un po’ nascosta. Vannucci è il migliore influencer 2023, uno che lo merita». Perugia, infatti, gode del bollino Lonely planet come miglior destinazione per quest’anno, proprio grazie all’anno peruginesco. Fondamentale per questo riconoscimento è stata la partnership degli Uffizi e del Museo di Belle arti di Caen, ma anche Louvre, Washington, Londra e Berlino, che hanno prestato numerose tavole alla Galleria, insieme al contributo della Regione Umbria e di Rai cultura.

Podcast e non solo Ad accompagnare le celebrazioni e arricchire il panorama del Perugino ci saranno anche un podcast, a cura di Chora media e del Ministero della Cultura, dal titolo Perugino – Il meglio maestro d’Italia, in uscita il 13 marzo, e un’edizione speciale dedicata ai più piccoli dell’amato fumetto Geronimo Stilton, intitolato «Perugino, un viaggio stratopico alla scoperta del grande pittore», disponibile esclusivamente presso la Galleria.
Vittorio Sgarbi All’inaugurazione ha partecipato anche il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, che ha ripercorso la storia del maestro, il rapporto con l’allievo Raffaello e i suoi limiti: «Perugino è stato un grande mediatore, non è un inventore. Prende da uno che è grande più di tutti, Piero della Francesca, e porta verso un artista altrettanto grande, Raffaello. È il ponte tra queste due grandi personalità del Rinascimento, che ha fatto diventare popolare un linguaggio devozionale, porta le pale d’altare nelle chiese, a Perugia nel Collegio del Cambio mostra la sua visione. Se Raffaello è così grande il suo maestro è stato quasi grande quanto lui». Loda però l’ultimo Perugino, che, «dicono non abbia fatto un c… ma a me piace moltissimo, è sublime». Pittore ospitato in quella che Sgarbi, grazie al lavoro di rinnovamento fatto nella Galleria, ha chiamato «la più bella pinacoteca d’Italia».
