di Gordon Brasco

Se è vero che per avere successo nel mondo editoriale bisogna avere in dote un’indiscutibile genialità narrativa è anche vero che senza il supporto di un curatore editoriale appassionato questo percorso diventa molto difficile se non impossibile. Dopotutto queste persone non si limitano a correggere bozze o strafalcioni grammaticali… i più illuminati riconoscono il genio quando ci si imbattono ed è merito loro e della loro tenacia se poi il resto del mondo potrà appassionarsi a quelle pagine. Il biopic girato da Michael Grandage prende questo assunto e lo rende reale grazie all’interpretazione di Colin Firth e Jude Law: il primo è Max Perkins, l’editore che ha scoperto e lanciato Ernest Hemingway e Francis Scott Fitzgerald, il secondo è Thomas Wolfe, scrittore incompreso dall’esistenza tormentata. Il doppio binario narrativo funziona abbastanza, soprattutto per la diversità delle figure proposte, perché sia Perkins che Wolfe sono soggetti decisamene sopra le righe, ognuno perso nel proprio mondo ma legato strettamente alle sorti dell’altro perché se Wolfe è alla continua ricerca di una figura paterna a cui aggrapparsi, per Perkins la letteratura è tutto e scoprire nuovi talenti è l’unica cosa che lo renda vivo. A dispetto del cast il livello recitativo non è superlativo e questo probabilmente è dovuto a una sceneggiatura che funziona a corrente alternata: i due protagonisti sono molto ben delineati, anche se l’attenzione principalmente è focalizzata su Max Perkins (Colin Firth), ma tutto quello che c’è intorno sembra un po’ sfocato, tirato via, come se gli autori avessero ritenuto il rapporto tra i due uomini più che sufficiente a reggere il peso dell’intero film.

Per amanti della letteratura Bellissimi i costumi e le ricostruzioni scenografiche, che denotano un’attenzione ai particolari che fa sempre piacere in film ambientati nei primi anni del ventesimo secolo dove l’eleganza, specialmente quella femminile, ispira i costumisti a dare il meglio di sé. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me sì: non stiamo parlando del film drammatico dell’anno e neppure del miglior biopic in circolazione, eppure «Genius» ha vari meriti che possono giustificare un biglietto al cinema. Ha un buon livello di recitazione e sia Colin Firth che Jude Law si impegnano da matti per lasciare nella memoria dello spettatore il ricordo della loro performance, meno Nicole Kidman che oramai dovrebbe concedersi più ai cataloghi di smalti per ceramiche da bagno (visti i risultati dei suoi lifting) che ai casting di Hollywood. La storia è poco conosciuta e forse riesce ad appassionare poco lo spettatore che si concentra più nel rapporto tra i due protagonisti che su tutto il resto, finendo per apprezzare alcuni passaggi del film ma senza restarne mai coinvolto appieno. Perciò se state cercando un buon film, amate la letteratura americana e siete in vena di biopic drammatici correte al cinema, questo è il film giusto per voi.

Un film di Michael Grandage. Con Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman, Laura Linney, Guy Pearce. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 104 min. USA 2016. Eagle Pictures.

Trama: biopic dedicato all’editore newyorkese Max Perkins, che pubblicò le opere, tra gli altri, di grandi scrittori come Hemingway, Thomas Wolfe e Francis Scott Fitzgerald.

Perugia
Gherlinda: 16.55 / 19.25 / 21.50
Uci Cinemas Perugia: 17.40 / 20.00 / 22.25

Terni
The Space: 19.30 / 22.00
Cityplex Lucioli: 20.30 / 22.30

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