di Gordon Brasco

Chissà quale droga hanno somministrato a Naomi Watts per convincerla ad accettare questo copione. E chissà a quanti nel panorama politico italiano ne farebbero volentieri una scorta, perché se si accetta di recitare una boiata del genere votare una fiducia o una legge ad personam diventa una passeggiata. Centotredici minuti di tortura infinita dove la povera Lady D viene cotta, stracotta e ricotta in tutte le salse possibili e immaginabili, facendola passare da donnetta incerta a paladina dei diritti umani, da insicura e timorosa a pasionaria dal piglio incrollabile e il tutto grazie all’amore per un medico pachistano di nome Hasnat Khan. Ammettiamo di essere stati a digiuno delle peripezie amorose della fu principessa del Galles fino alla visione del film, tutto quello che sapevamo sulla sfortunata vita sentimentale della moglie di Carlo era che era terminata sotto il ponte dell’Alma a Parigi, perciò ci eravamo avvicinati al film con una certa curiosità pensando di trovarci di fronte a una storia raccontata come nel The Queen – La regina (film del 2006 diretto da Stephen Frears), errore nostro. Quello che ci siamo sorbiti per più di due ore è una specie di polpettone stile Harmony (la celeberrima serie di romanzi rosa) pensato più per la tv che per il grande schermo, denso di dialoghi da filmetto romantico di quart’ordine e di così tanti sospiri che neanche una professionista delle commediole rosa come Meg Ryan si sognerebbe di infilare nella recitazione.

Polpettone Dopo dieci minuti avrete voglia di una birra, dopo trenta di una tequila doppia, a metà film implorerete il vostro Dio di farla finita e risparmiarvi così il resto della pellicola che possiamo a questo punto giudicare appassionante come una colonscopia. Manca tutto quello che potrebbe rendere interessante una storia e quello invece su cui punta il regista è talmente debole da risultare banale: per esempio è davvero inutile insistere sulla mancanza di privacy per storie d’amore di persone come una principessa, primo perché è ovvio e secondo perché un bravo cinefilo non potrà non fare un confronto con la commedia Notting Hill (film del 1999 diretto da Roger Michell) dove il tema è lo stesso ma letto in chiave divertente e veloce. Qui si assiste a una storia d’amore barbosa, ordinaria, appassionante come una cartella esattoriale e di cui già si sa il finale. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questa roba? Secondo noi no: è un film tedioso, ordinario, buono per un circuito televisivo in vena di commedie rosa, che racconta una storia talmente poco appassionante che potrebbe essere raccomandata come cura per l’insonnia. Fatevi un favore e risparmiate i soldi per qualcosa di davvero interessante.

Un film di Oliver Hirschbiegel. Con Naomi Watts, Douglas Hodge, Geraldine James, Charles Edwards, Cas Anvar. Titolo originale Diana. Drammatico, durata 113 min. Gran Bretagna, Francia, Belgio, Svezia, Mozambico 2013. Bim.

Trama: Il film ripercorre la storia della Principessa del Galles negli ultimi anni della sua vita e racconta in particolare della sua relazione con il medico di origine pakistana Hasnat Kahn. Il film mostra come trovare la felicità interiore le abbia consentito anche di raggiungere i suoi più grandi successi a livello pubblico.

Perugia
Gherlinda: 17.30 20.00 21.30 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.30 20.00 22.30
Comunale Sant’Angelo: 18.30 21.15

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.15 20.20 22.40

The Space: 17.35 20.00 20.05 22.35

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