di Gordon Brasco

Era da Al centro del mirino (del 1993) che Eastwood non si concedeva come attore a un altro regista, la scelta di farlo per l’esordiente Robert Lorenz non è casuale visto che per anni i due hanno collaborato insieme come produttori di alcuni dei più blasonati film dell’ex pupillo di Sergio Leone. Trouble With the Curve (il titolo italiano è come sempre campato in aria) non è un film alla Clint: non è geniale come Invictus, non è commovente come Gran Torino, non è un morso rabbioso alla vita come Million dollar Baby …insomma non è, perciò non aspettatevi il solito capolavoro cui il regista originario di San Francisco ci ha abituato in questi ultimi anni. Piuttosto siamo di fronte a una storia piacevole, dalla trama superficiale ma delicata e a un’interpretazione di Eastwood gustosa ma non da Oscar, tutta giocata nel mettere in risalto il lato ironico e umoristico della sua proverbiale irritabilità. Come in Gran Torino Eastwood non nasconde il suo personaggio alle ingiurie della vecchiaia mostrandoci senza imbarazzo la fatica di ritrovarsi in un corpo che sta cedendo le armi quando ancora la propria mente combatte con le energie di un adolescente.

Rapporto padre-figlia Gus Lobel (Eastwood) è un leggendario scopritore di talenti del baseball che oramai potrebbe essere ospitato in qualche museo: rifiuta le innovazioni tecnologiche, le statistiche e tutto quello che potrebbe essere d’impiccio all’unica cosa che per lui è importante, l’intuito. A reggere il tutto c’è la traccia un po’ sfruttata del rapporto difficile «padre-figlia» e di come questo possa essere recuperato con pazienza e robuste iniezioni di «discussioni in famiglia» volte a chiarire tutte le incomprensioni di una vita passata all’ombra del proprio lavoro, un tema già affrontato da Eastwood per esempio nel film Potere Assoluto del 1997, anche se in quel caso non si trattava della trama portante della storia. Quando a Eastwood fu fatto notare durante a un’intervista che nei suoi film abbondavano i conflitti generazionali tra padre e figli (l’attore-regista californiano ha ben sette figli) lui rispose con un laconico «Pensate che avere me come padre possa essere una passeggiata?».

Ironico Insomma vale la pena andare a cinema a vedere questo film? Secondo noi SI: è una storia dalla trama piuttosto semplice ma piacevole, recitata non in modo superbo da Eastwood ma che offre al proprio pubblico un lato ironico del proprio carattere che poche volte abbiamo visto sul grande schermo. Se state cercando un film senza troppe pretese per passare una piacevole serata al cinema questo è il titolo giusto per voi, ma se vi aspettate il solito capolavoro di Clint allora lasciate perdere e affittatevi uno dei suoi film cult, magari Gli Spietati del 1992 con Morgan Freeman e Gene Hackman.

Un film di Robert Lorenz. Con Clint Eastwood, Chelcie Ross, Ed Lauter, Amy Adams, Raymond Anthony Thomas. Titolo originale Trouble With the Curve. Drammatico, durata 111 min. USA 2012. Warner Bros Italia.

Trama: Con l’avanzare dell’età un anziano scout del baseball perde la capacità di riconoscere i talenti. Insieme alla figlia, si mette in viaggio per la sua ultima missione, direzione Atlanta, per visionare un giovane futuro campione.

Perugia
Gherlinda: 17.20 19.50 22.20
Uci Cinemas Perugia: 17.30 20.00 22.25

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 17.00 20.20 22.35
The Space: 15.40 17.55 20.15 22.35

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