di Carlo Forciniti
Si sta per chiudere un cerchio lungo 19 anni. Tanto è passato da quando Massimo Colaci ha esordito in Serie A con la maglia di Corigliano. Correva l’annata 2007-2008. Il libero era all’alba di una carriera divenuta via via leggendaria e che lo ha poi portato a vincere tutto: in Italia, in Europa, nel mondo. Nel 2017, a dieci anni dalle prime esperienze in massima serie e dopo i proficui trascorsi a Trento dove si è imposto tra i big nel suo ruolo, arriva a Perugia, rivelandosi uno dei fattori principali della metamorfosi della Sir. Che dal suo sbarco a Pian di Massiano comincia a fare quello che aveva a lungo inseguito invano. Comincia a vincere, a vincere trofei. In serie. Otto anni più tardi, in ogni trionfo dei Block Devils c’è stata l’impronta di Massimo Colaci. Il ministro della difesa bianconera. Colui che come pochi altri, all’elevato rendimento sul campo abbina doti di leadership non banali. Naturali. Sviluppatesi nel corso del tempo e fondamentali anche per la Perugia di “oggi”, dove all’alba dei 41 anni che compirà a febbraio, Colaci da Gagliano del Capo, Puglia, resta elemento imprescindibile.
Ultimo ballo Lo sarà ancora per qualche mese. Perché al termine di questa stagione, il libero classe 1985 con ogni probabilità dira “basta così”. Appenderà le scarpe al chiodo. Perugia e più in generale il mondo della pallavolo, saluterà un totem. Un riferimento degli ultimi 20 anni mal contati. Un giocatore che ha sempre saputo godere delle tantissime vittorie, sapendole però mettere nella giusta prospettiva. Lo stesso, dicasi per le sconfitte. Proprio l’equilibrio di cui dispone gli ha permesso di essere un fattore così a lungo. E adesso, il già citato equilibrio è presumibile pensare che gli “consigli” di archiviare una parte fondamentale della propria vita senza rimpianti. Ma con l’ambizione di rimettersi in gioco in una nuova veste. Probabilmente restando nel mondo della pallavolo.
Futuro Ed è possibile che Colaci possa ritagliarsi un ruolo da dirigente nella Sir. In quella che è ormai diventata la “sua” Sir. Nulla di deciso. Nulla di definito. Ma la possibilità che il matrimonio tra Perugia e il libero prosegua sotto altre spoglie, esiste. Nelle prossime settimane il quadro sarà più chiaro. Intanto Colaci è focalizzato sulle prossime sfide che attendono i bianconeri.
Archiviato il passaggio del turno in Champions League dove in questa fase la Sir ambisce a staccare il pass diretto per i quarti di finale, per Perugia sono alle porte altri obiettivi a breve scadenza: le Final Four di Coppa Italia e quelle di Supercoppa in programma rispettivamente il 7 e 8 febbraio a Bologna, e il 28 febbraio e 1 marzo a Trieste. Poi sarà tempo di playoff scudetto e delle partite decisive della Champions League. In cui Colaci sarà ancora un punto di riferimento imprescindibile per Perugia. E chissà che nel futuro più o meno prossimo possa diventarlo anche in un’altra veste.
