di Carlo Forciniti
La notizia della scomparsa di Aleksandar Boricic ha fatto il giro del mondo. Come erainevitabile che fosse. Ha turbato gli animi di addetti ai lavori e semplici appassionati. Di chi ha visto crescere sensibilmente il movimento pallavolistico internazionale, anche grazie alla visione di colui che dal 2015 al 2024 è stato presidente della Cev, la confederazione europea di volley. Boricic ha rappresentato una delle figure di riferimento per diverse decadi. Da giocatore. Da allenatore. Da dirigente illuminato e precursore dei tempi, soprattutto.
Emozione Particolarmente colpito dalla sua morte, il presidente della Sir Safety Perugia, Gino Sirci, che a Umbria 24 ha voluto tratteggiare il personale ed intimo ricordo di un totem della pallavolo. Il patron dei Block Devils parla a cuore aperto. Con trasporto. Con la voce che ogni tanto si interrompe per l’emozione che provoca ricordare momenti indelebili: «Boricic è stata una delle persone più belle che abbia mai conosciuto e frequentato in ambito pallavolistico. Un uomo di altissimo profilo» – sottolinea -.
Impressione super Che il presidente Sirci ha sempre stimato. E che nel 2016 ha incontrato dal vivo in una circostanza impossibile da dimenticare: «Mi trovavo a Rio de Janeiro in occasione delle Olimpiadi del 2016. Stavo per assistere alla semifinale tra Italia e Stati Uniti. Ero molto carico data l’importanza dell’evento. Ad un certo punto, fuori dal palazzetto incontrai proprio Boricic e mi decisi a fare una foto con lui. Il mio entusiasmo per la partita lo contagiò. Mi fece davvero una gran bella impressione. Una persona a modo, con i piedi per terra. Ripeto, una delle grandi figure della pallavolo europea».
Quel pranzo a Belgrado… Con cui i contatti sono diventati più frequenti negli anni a venire, in cui la Sir, da squadra di provincia, cresceva sempre di più. In Italia e oltre confine. Non a caso, nel 2017 era tra le candidate ad ospitare le Final Four di Champions League a Roma. Chiaro indizio di quanto Perugia stesse acquisendo sempre più valore e credibilità in Europa. E proprio nei mesi precedenti alle Final Four che si sarebbero poi disputate proprio a Roma, Sirci svela un altro aneddoto che lo lega a Boricic. «Ci siamo incontrati a gennaio a Belgrado per discutere della nostra candidatura che poi è stata accolta a fine mese. Sono andato in Serbia insieme a Goran Vujevic. Boricic ed il suo board ci hanno portato a mangiare del pesce, è stato un pranzo che non dimenticherò mai non solo per la qualità del cibo, ma anche per il modo ed il tatto in cui ci hanno accolti e trattati. Devo ammettere che in quell’occasione mi sono sentito importante. Nel corso degli anni, con Boricic mi sono poi sempre interfacciato con grande affetto. Lo stesso con cui voglio ricordarlo».
