di D.B.
Promuovere il jazz giovane, sia dal punto di vista dell’età dei musicisti che da quello, soprattutto, della musica che andranno a proporre. Dal 20 al 24 maggio a Foligno è in programma lo Young Jazz Festival, la cui undicesima edizione è stata presentata giovedì mattina al Postmodernissimo di Perugia. Il festival, che si svolgerà in molte location del centro storico folignate, è diretto dal pianista Giovanni Guidi: «Non ci sono nomi di punta – ha detto – ma volutamente abbiamo cercato di dare l’idea del collettivo». Tra i nomi che spiccano ci sono quelli di Franco D’Andrea, che si presenterà con il suo nuovo progetto Electric Tree, di Theo Teardo che eseguirà dal vivo una ideale colonna sonora per i vecchi film di Man Ray, della pianista giapponese Pak Yan Lau, della collega slovena (ma naturalizzata olandese) Kaja Draksler, del collettivo belga Maak, di Gabriele Cohen e del suo quartetto che porteranno in scena un omaggio alla musica di John Zorn.
YOUNG JAZZ, TUTTO IL PROGRAMMA
E proprio con lo scopo di promuovere il jazz più giovane è stata stretta, nell’ottica di promuovere scambi culturali, un’alleanza con la Bihmuis di Amsterdam, importante istituzione di livello europeo che lavora
per la promozione del jazz. Secondo guidi il cartellone 2015 «è uno dei migliori fatti e ci permette di raggiungere una forza notevole». All’interno del festival sono previste anche due sezioni come Jazz Community, che prevede tra l’altro la mostra «Migranti per forza», e Jazz Zone, che intende creare sinergie tra il festival e le attività commerciali cittadine. Per il settimo anno consecutivo il festival ha il patrocinio di Umbria Jazz il cui direttore artistico, Carlo Pagnotta, era presente giovedì alla presentazione.
UMBRIA JAZZ, IL PROGRAMMA DELL’ARENA
INTERNATIONAL JAZZ DAY, A PERUGIA IONATA E MORONI
«Ho visto crescere Giovanni Guidi e i ragazzi di Young Jazz – ha detto Pagnotta – e posso dire che sono riusciti a fare a Foligno quello che io non sono riuscito a fare a Perugia nonostante la tradizione di Umbria Jazz, ovvero a coinvolgere le nuove generazioni visto che da tempo sto chiedendo ai più giovani di collaborare con me, e con orgoglio posso dire che ho creduto a Young Jazz fin dall’inizio». Young Jazz che anche quest’anno avrà il suo spazio all’edizione numero 42 del festival perugino. Secondo l’assessore regionale alla Cultura Bracco «Abbiamo lavorato per costruire un rapporto solido fra i due festival, Young Jazz e Umbria Jazz, e spero che questo percorso continui per fare dell’Umbria sempre più la regione del jazz».
Twitter @DanieleBovi
