di Gordon Brasco

L’idea era buona, il risultato un po’ meno. Puntare i riflettori su un fenomeno di massa come quello del poker è sicuramente un punto a favore di Gianluca Mingotto, giovane regista qui all’esordio dopo una lunga gavetta, che ce la mette tutta per imprimere alla storia un ritmo serrato e coinvolgente …peccato che a mancare sotto i piedi del regista sia proprio la storia. Lo spunto iniziale è interessante e originale, tutto quello che viene dopo no. Troppi cliché  da Happy Days con i protagonisti in bilico tra un tra Tony Manero e Tony Montana, una trama troppo facile da indovinare e un finale da libro Cuore spezzano le reni anche al più bonario degli spettatori. E poi basta con questa contrapposizione tutta italiana Nord-Sud dove Milano è la capitale della perdizione e il Mezzogiorno è tutto famiglia e i sentimenti, possibile che non si riesca a uscire da questo impianto narrativo già vecchio ai tempi di Totò?  È interessante invece nella seconda parte del film l’impronta che il regista imprime alla storia, trasformando a un certo punto la vicenda dei protagonisti in una velocissima clip video-musicale, una scelta azzardata che ci è piaciuta.

Poker nuova malattia sociale Dopotutto è proprio questo che ci si aspetta dalle nuove leve del nostro cinema: idee nuove, azzardi, sperimentazione …se le regole non vengono sovvertite dai registi all’esordio da chi ci dovremmo aspettare tali novità? Da Pupi Avati? Insomma siamo onesti nel dire che ci saremmo aspettati molto di più da Mingotto, soprattutto non gli perdoniamo di aver sfruttato così poco l’idea del poker come nuova malattia sociale, un terreno fertile per nuove dipendenze e drammi dei giovani (e non) italiani. Menzione particolare per Francesco Pannofino che dimostra ancora una volta la sua capacità artistica drammatica, un attore che non delude mai le aspettative. Vale quindi la pena spendere dei soldi per questo Poker Generation? Dipende…se siete alla ricerca di un film solido, ben recitato e dalla trama originale questo film non fa per voi. Se invece siete amanti delle nuove leve e siete pronti a perdonare quasi tutto pur di non perdervi l’esordio di qualche giovane regista allora fiondatevi in sala.

Un film di Gianluca Mingotto. Con Piero Cardano, Andrea Montovoli, Francesca Fioretti, Francesco Pannofino, Lina Sastri. Azione, durata 105 min. Italia, Malta 2012. Iris Film Distribution.

Trama: In una famiglia povera residente in un paesino siciliano, vivono due fratelli, l’uno l’opposto dell’altro. Il più grande, Tony (Andrea Montovoli), è un fanatico dei film sulla mala americana e sogna di diventare un giocatore di poker professionista, l’altro, Filo (Piero Cardano), è un genio introverso e scontroso, la sua sindrome semi-autistica lo porta ad analizzare l’ambiente che lo circonda in modo ossessivo e meccanico. I due ragazzi si ritroveranno uniti nella missione di trovare i soldi necessari per pagare le cure della sorellina Maria (Naomi Assenza).

Perugia

Gherlinda: 18.05 20.10 22.15

Uci Cinemas Perugia: 17.45 22.35

Terni

Cityplex Politeama Lucioli: 10.00 17.00 20.35 22.35

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