Urologia senza specialisti fissi in struttura, chirurgia otorinolaringoiatrica e chirurgia pediatrica «un valore aggiunto alla struttura», sulle liste d’attesa c’è ancora da fare. Questi alcuni dei punti toccati dalla dottoressa Ilaria Bernardini, direttrice sanitaria dell’ospedale ‘Santa Maria della Stella’ di Orvieto udita nel corso della Terza commissione consiliare permanente della città della Rupe.
Ospedale Orvieto «Per me è un onore – ha detto la direttrice in carica dal febbraio 2024 – guidare un ospedale di rilevanza strategica come quello di Orvieto per la sua particolare geolocalizzazione. Appena insediata la prima cosa di cui mi sono dovuta occupare è stata la risposta al Ministero sul Punto nascita per descrivere la situazione e spiegare perché dobbiamo mantenerlo a Orvieto. Come sapete – ha spiegato – il decreto ministeriale 70/2014 fissa degli standard minimi di 500 parti l’anno che il presidio di Orvieto non raggiunge. Ma per una gestante di Orvieto il primo punto nascita è a 50 minuti da qui e il nostro ospedale garantisce la partoanalgesia e i Lea (Livelli di assistenza essenziali, ndr) h24. Mantenere il punto nascita è dunque un obiettivo rilevante». La direttrice inoltre ha spiegato che si sono conclusi i lavori per la piazzola dell’elisoccorso, che a breve sarà inaugurata.
Il punto Quel che emerge dalla relazione in Terza commissione sono le carenze per quanto riguarda la struttura complessa di urologia che, in realtà, «non c’è da diverso tempo». Due o tre volte a settimana, spiega Bernardini, «ci sono urologi dell’azienda sanitaria che vengono da Foligno. E’ stato emesso un avviso pubblico ma non ha partecipato nessuno specialista, solo specializzandi e nemmeno dell’ultimo anno. Del resto la figura dell’urologo è rara in Italia e ora stiamo verificando le disponibilità per l’implementazione delle attività a Orvieto con personale dell’azienda». Nel frattempo però è stata attivata la struttura semplice dipartimentale di Chirurgia multidisciplinare che prevede anche attività chirurgiche urologiche. Non solo, «la nuova struttura garantisce anche la chirurgia otorinolaringoiatrica e la chirurgia pediatrica che rappresentano un ulteriore valore aggiunto». Mentre sulle liste d’attesa la direttrice spiega «che sono di competenza distrettuale. C’è da lavorare».
Terza commissione Riguardo alla proposta sperimentale dell’Usl Umbria 2 di un accorpamento delle direzioni dell’ospedale e del Distretto sanitario, la dottoressa Bernardini ha evidenziato come «la migliore integrazione tra ospedale e territorio è la partita più complessa da giocare». «L’integrazione delle due direzioni in alcune regioni è stata fatta e ha portato risultati, in altre no, ma a mio avviso era una proposta da valutare. Al momento le due direzioni restano distinte ma l’obiettivo resta comune». Relativamente al pronto soccorso e agli altri reparti la dottoressa ha parlato delle assunzioni per il personale infermieristico facendo riferimento alle graduatorie esistenti e alla mobilità interregionale.
Le parole della sindaca Dopo l’audizione della direttrice dell’ospedale in Terza commissione, la prima cittadina Roberta Tardani: «Voglio ringraziare innanzitutto la dottoressa Bernardini sia per il suo impegno quotidiano che per l’approccio serio e costruttivo che ha avuto nella sua relazione alla commissione. Ma soprattutto per essersi messa a disposizione del consiglio comunale, e quindi della città, per portare avanti un percorso comune fornendo spunti e obiettivi sui quali lavorare congiuntamente». E prosegue: «Nel merito delle questioni è stato ribadito quanto abbiamo sostenuto in ogni occasione in questi anni e anche in questi ultimi mesi. La direttrice non ha nascosto le criticità che investono il nostro territorio e che sono quelle della sanità nazionale, a partire dalle difficoltà a reperire alcune figure specialistiche e dalle liste d’attesa su cui incide il tema dell’appropriatezza delle prescrizioni oltre che il meccanismo centralizzato del Cup regionale sicuramente da rivedere. Ma allo stesso tempo ha evidenziato sia le soluzioni che si vogliono mettere in campo che i tanti progetti che sono partiti o sono in itinere per potenziare il ruolo dell’ospedale di Orvieto».
