Centottanta minuti alla fine. Tanti ne restano da giocare e da raccontare alle cronache sportive della Lega Pro. Ma è solo un capitolo, importante, di un libro che ha sempre un capitolo in più. E’ questo lo sport. Dare, insomma, a tutti gli avvenimenti la giusta dimensione, anche se per tre tifoserie in particolare, le ultime due gare di campionato di Prima divisione girone B, assumono una importanza insolita. Le palpitazioni di una intera stagione, le attese, dopo anni di delusioni, per trovare infine la gioia del successo finale.
Alla ripresa del campionato, dopo le festività di Pasqua, il Perugia affronta la Salernitana, una partita particolare per l’antica amicizia, rotta alcuni anni fa. La Salernitana, tra l’altro, reduce da una sconfitta in trasferta, vive un momento particolare con conseguenti polemiche in un ambiente che si attendeva un risultato diverso dalla propria squadra e, probabilmente, dalla propria società. Umbria24, nei giorni scorsi, si è soffermata sul clima che regna in una parte della tifoseria campana, in vista del match del 27 aprile contro i Grifoni. L’obiettivo dell’articolo – che ha messo in subbuglio sostenitori trasversali agli schieramenti, ripreso anche da social network e da altri giornali – era ed è solamente quello di fare cronaca, riportare una testimonianza che ci è giunta, che di certo non rappresenta la maggioranza dei tifosi salernitani. Chi esprime disappunto è nelle condizioni incontestabili di poterlo fare. Se, però, malauguratamente, qualcuno si fosse convinto della volontà di creare allarmismo, il nostro invito è quello di riconsiderare il giudizio, alla luce del rigore che questa redazione quotidianamente si impone e che si orienta, da un lato, alla massima cautela nel dare informazioni ma, dall’altro, anche al rifiuto dell’autocensura.
E neppure c’era l’obiettivo di raffreddare gli entusiasmi della tifoseria perugina, opportunamente smaniosa di potere seguire la squadra del cuore anche all’Arechi. Si trattava di un allarme infondato? Meglio. Ma se è servito anche solo a rafforzare di un briciolo la sicurezza delle persone di entrambe le tifoserie sarà un risultato positivo. A scanso di equivoci, questo giornale auspica, anzi, che il 27 vadano più perugini possibile a Salerno e che si viva lì una bella pagina di sport dentro e fuori dal campo.
Quanto alle interpretazioni sulla geografia attuale di certe frange di tifo salernitano non c’era alcun intento di criminalizzare e alcune frasi possono essere state male interpretate. Senza entrare nello specifico delle differenti ipotesi si può ribadire che questa testata, come ampiamente dimostrato dalla sua storia, seppure recente, ha sempre anteposto i valori positivi che lo sport trasmette, mai alimentando polemiche fini a se stesse, su presunte o concrete rivalità tra sostenitori opposti. Senza, però, sottrarsi al suo dovere di raccontare fatti di cui è a conoscenza.
Umbria24 fin dal suo nascere ha seguito il Perugia e continuerà a farlo rafforzando le proprie risorse anche nel raccontare ai suoi lettori gli ultimi centottanta minuti di campionato, augurandosi che siano sufficienti a riportare il Grifo in serie B, dopo nove lunghi anni di assenza. Non è soltanto un auspicio, ma un convincimento. All’Arechi ciascuno farà la propria parte con rispetto dei ruoli e con piena consapevolezza degli obblighi che occorre tenere presente quando si partecipa ad una manifestazione pubblica. E’ in questa ottica che le informazioni sono state raccolte e diffuse da questo giornale.
Queste puntualizzazioni non rappresentano una diversa visione del pianeta tifo rispetto a quanto raccontato. Di violenza negli stadi se ne parla da oltre trent’anni, nei salotti televisivi e nelle riunioni istituzionali di quanti sono preposti a garantire la tutela, la sicurezza dei tifosi che vanno allo stadio unicamente per sostenere i colori della propria squadra e che hanno dato ampia dimostrazione di capacità. Ciascuno svolge la missione professionale che gli compete. Umbria24 è schierata con i tifosi ed appassionati di calcio che possono sprigionare allo stadio liberamente la loro energia, gioendo in caso di vittoria e accettando il responso se il risultato non è, alla fine, favorevole. Perché, nello sport, si sa, c’è sempre l’occasione successiva da rispettare e onorare.
E chissà che proprio la sosta di campionato, contemporaneamente ad una festa che si traduce in ‘ramoscello di pace’, unitamente a qualche opportunità di riflessione e di prevenzione, rappresentino quei presupposti utili per una straordinaria giornata di competizione, anche muscolare, dove a vincere sia la sportività.
