San Giovanni Battista di Foligno

di Chiara*

Un anno fa nasceva la mia seconda figlia, Anna, nel reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Giovanni Battista di Foligno. Un giorno meraviglioso, non scontato.

Cinque anni prima, il giorno in cui è nata la mia prima figlia, era stato uno dei momenti più dolorosi, spaventosi e difficili della mia vita: svegliarsi in una stanza di terapia intensiva senza poter vedere la bambina che hai inutilmente tentato di far nascere dopo 16 ore di sala parto non è esattamente il modo migliore di diventare mamma, anche quando alla fine tutto va per il meglio. Ti senti distrutta, senza forza e coraggio, sbagliata, inadeguata.

Con questo fardello di brutti ricordi mi sono rivolta al reparto di Ostetricia dell’Ospedale di Foligno, nella speranza di tornare a casa sana e salva e con qualche ricordo più in armonia con le circostanze. Il team di medici e ostetriche (quasi tutto rosa) che ha lavorato al parto cesareo mi ha fatto sentire serena, tranquilla, in buone mani, ma soprattutto rispettata e coccolata. E questo grazie sì alla professionalità e alla competenza, ma anche a una cosa che raramente incontriamo sul nostro cammino: quella cosa che spinge un essere umano ad accudirne un altro anche se non lo conosce, anche se non ne ricaverà nulla, solo per quella capacità di mettersi nei panni dell’altro e di sentirsi sempre e comunque “fratelli” …anzi “sorelle”.

Quando una bambina nasce in un reparto così è molto fortunata perché la sua mamma, rimasta sempre sveglia, può subito occuparsi di lei, si sente felice e tutto diventa più facile, in una catena di eventi positivi l’uno dipendente dall’altro (benessere – bambino al seno – perfetto inizio dell’allattamento – e così via). Per questo, a un anno da quel giorno perfetto, voglio ringraziare di cuore tutte le persone che mi hanno aiutato: in particolare le dottoresse Stefania Bori e Lisa Scassellati e tutte quelle persone che erano con me, di cui pur non conoscendo i nomi non potrò mai dimenticare i volti. Grazie

*Chiara mamma di Anna che il 16 marzo ha compiuto il suo primo anno di vita

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