Diego Mencaroni (foto F.Troccoli)

di Diego Mencaroni*

Tra i primissimi interventi di natura politica della nuova amministrazione municipale vi è la sostituzione del membro in seno al Consiglio di Amministrazione di Umbria Tpl e Mobilità operata dal Comune di Perugia. Al dottor De Paolis subentra l’avvocato Delia Adriani, e tale manovra sembrerebbe un avvicendamento dei tanti; ma se andiamo a vedere alcuni dettagli per nulla trascurabili, notiamo più di un’incongruenza confermando quanto da noi dubitato sull’operato della nuova amministrazione cittadina. Emergono, senza neanche tanta discrezione, le trame che si celano dietro l’aspetto di facciata del giovane sindaco Romizi. Innanzitutto si conferma la funzione di direzione politica svolta dallo studio Modena, luogo d’incontro delle forze del centro destra che hanno sostenuto il Sindaco. Non dimentichiamo come le scelte sulla giunta e sul Presidente del Consiglio Comunale siano state prese al termine di riunioni nello studio legale di Porta Sole e non – come un certo galateo politico vorrebbe – nelle fumose stanze di partito. Questo elemento seppure possa apparire come un segnale di novità, fa comprendere – anche alla luce della nomina in questione – l’importanza del ruolo di Fiammetta Modena alla regia sotto mentite spoglie del comune di Perugia. Diviene rilevante – ai fini della nostra critica di opposizione – far presente come nello stesso studio legale dove è stato impiegato il sindaco Romizi fino alla sua elezione, eserciti anche l’Avvocato Adriani, che di conseguenza è “collega” del Sindaco e subordinata all’avvocato Modena. Non va nemmeno tralasciato il ruolo di Delia Adriani, che come mandatario elettorale di Andrea Romizi, viene in un certo senso ricompensata con questa nomina.

Sindacatura eterodiretta Si sommano a questi ormai noti e poco chiari elementi altre due situazioni che riteniamo opportuno portare all’attenzione. I rappresentanti in quota ad altri Enti, in quanto di questi dipendenti, non percepiscono alcun compenso, condizione precedentemente condivisa anche dal Dottor De Paolis allora dirigente del Comune di Perugia. Stessa cosa non vale per l’avvocato Adriani che dovrà ricevere un corrispettivo. In ultimo, solo per enunciazione e non per importanza, permangono perplessità anche in merito alle competenze dell’Avvocato Adriani in materia di gestione dei servizi pubblici. Ricordiamo come l’avvocato Adriani sia una rinomata matrimonialista e vederla nel Consiglio di Amministrazione della massima autorità che sovraintende al trasporto pubblico in città ci porta immediatamente a pensare che tale scelta non sia stata basata sulla preparazione quanto sulla solidità del legame tra l’avvocato Adriani e lo studio da cui dipende e da cui sembrerebbe dipendere anche l’operato di Andrea Romizi. Riteniamo che già dalle prime scelte si stiano determinando situazioni contrassegnate da inopportunità, una caratteristica che sebbene non sia legalmente argomentabile come l’incompatibilità, è quantomeno discutibile dal punto di vista morale. Sarebbe dunque appropriato che l’avvocato Adriani rinunci o venga invitata a rinunciare alla carica, in segno di rispetto nei confronti di una città che vede profilarsi una sindacatura eterodiretta dalle stanze, seppur luminose, di uno studio legale a Porta Sole.

*Capogruppo Pd Perugia

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.