di M.T.
Le ultime notizie risalgono, in effetti, ad un mese fa, quando il tribunale del riesame aveva revocato i ‘domiciliari’ anche per le ultime due persone indagate per il caso dei presunti maltrattamenti nei confronti degli anziani ospiti della casa di riposo Villa Maria Luisa.
La denuncia «Appena una settimana di interventi indignati – denunciano il sindacato dei pensionati Spi e la Cgil – poi una sorta di assopimento generale. Noi – ricordano – siamo stati molto chiari sull’accaduto; per questo vorremmo tornare sulla questione perché riteniamo grave ed offensivo per tutta la città ciò che è successo tra quelle mura. Dove, lo vogliamo ricordare a tutti, si aveva a che fare con delle persone, perlopiù non autosufficienti, e non con delle merci».
La richiesta Spi e Cgil chiedono «di nuovo a chi di dovere di rispondere alla città, all’opinione pubblica, ai pensionati ricoverati ed ai loro familiari. Vorremmo capire, sapendo che il corso della giustizia farà il proprio, cosa veramente sia accaduto all’interno di quella struttura. Le raccapriccianti immagini che abbiamo visto, le misure di contenzione adottate ed i resoconti degli organi di stampa non lasciano margini di alcun dubbio. Almeno per noi. Non sarebbe una novità tra l’altro per il nostro paese». Tanto che, ricordano, «proprio per questo abbiamo promosso una campagna di sensibilizzazione titolata ‘Aprite quelle porte’, mirata a denunciare abusi e prepotenze ai danni di anziani indifesi».
Le autorizzazioni Quella struttura, ribadiscono Spi e Cgil, «per noi, doveva essere chiusa, immediatamente. Convinti del fatto che l’indignazione del momento non basta. Occorrono atti concreti e decisi che servano da monito affinché non avvengano più soprusi a danno di persone anziane e indifese. Per questo chiediamo di nuovo che le istituzioni preposte al rilascio delle licenze, alle convenzioni con le strutture private, responsabili dei controlli, dalla regione al comune, intervengano in maniera decisa, senza lasciare ombre o sospetti di alcun genere».
I controlli Queste strutture, secondo i sindacati, «devono essere aperte ai controlli 24 ore su 24, per consentire di verificare le condizioni di agibilità in cui versano gli ospiti. I controlli non devono essere solo di carattere igienico-sanitario e i contratti di lavoro dei dipendenti le strutture devono essere applicati, facendo sparire tutte quelle zone d’ombra oggi presenti nei rapporti di lavoro». Per fare questo, però, le amministrazioni, in questo caso quella di Terni, dovrebbero dotarsi di un piano straordinario di controlli nelle residenze per anziani presenti sul proprio territorio e – concludono Spi e Cgil – anche per questo non caleremo l’attenzione su questa triste vicenda»

ma la CGIL continua ad ignorare la questione dell’assegno di cura domiciliare cancellato dalla regione … l’assistenza domiciliare è l’unica strada per evitare questi abusi !