L'opinionista Mario Mariano

di Mario Mariano

«Scrivi quello che vedi», questo diceva fino alla noia quel grande giornalista sportivo che si piccava solo quando qualche lettore superficiale di ‘Tuttosport’ lo definiva con un termine che lui considerava come spregevole, ‘juventino’.

Lui era Vladimiro Caminiti, con tanti difetti come ne abbiamo tutti, ma anche con una grandissima qualità: l’onestà intellettuale che gli permetteva appunto di usare aggettivi in quantità industriale ora di critica, ma molto più spesso di elogio per i protagonisti del calcio, e lui non aveva dubbi che i migliori erano i calciatori. Ci è tornato in mente Caminiti vedendo il Perugia comandare a piacimento la partita di Catanzaro, dove non ha battuto solo l’avversa tradizione , ma anche la spocchia di un allenatore , Francesco Cozza, abilissimo nella comunicazione , cosi come abile era, da calciatore, a raccogliere molti consensi tra il pubblico femminile.

Caminiti avrebbe anche aggiunto che gli allievi per meritarsi almeno questo titolo debbono saper assorbire qualche qualità dal loro maestro, e dunque Andrea Camplone può essere definito un giusto erede del pensiero di Giovanni Galeone, perché non si lascia travolgere dalle emozioni che i risultati determinano, con questo attuando quella sorta di distacco che aiuta un po’ tutto l’ambiente a non deprimersi quando le cose vanno male o ad esaltarsi quando, come è accaduto a Catanzaro, vanno benissimo. Al di là di ogni più rosea aspettativa, oltre ogni ragionevole proponimento il Perugia corre il rischio di insidiare il primato all’Avellino. Ad onore di Camplone va detto che lui certe convinzioni le aveva espresse prima, cioè alla vigilia della partenza per Catanzaro.

E alle parole, ai proponimenti, hanno fatto seguito i fatti: ne consegue che aveva visto giusto, che ha saputo fotografare in maniera perfetta la situazione, trasmettendo alla squadra quella stessa sicurezza che fu alla base del successo di Galeone che dopo un avvio in sordina, riuscì a recuperare e addirittura a vincere il campionato di serie B.

Avesse mantenuto un comportamento più coerente sotto l’aspetto umano e non sotto quello tecnico, Galeone sarebbe rimasto a Perugia per almeno un lustro, ed invece il suo divorzio da Gaucci avvenne dopo poco più di un anno di coesistenza: il ‘profeta’ (definizione coniata da Antonio De Leonardis, cronista del Messaggero) non venne licenziato perchè non fece giocare Gaucci junior neppure la domenica in cui gli mancavano sette titolari, ma per ragioni comportamentali.

Acqua passata, è vero, ma Camplone sta usando un comportamento forte nei confronti di un certo Clemente (neppure convocato per Catanzaro) e questo denota assunzione di responsabilità. Visto che i risultati gli danno ragione, a Clemente non resta che allenarsi e aspettare il suo turno,sempre che ci sarà….

Camplone, partito tra lo scetticismo generale (compreso quello di chi scrive ) ha avuto modo di allontanare ogni dubbio sulle sue qualità, specie dopo le critiche raccolte dopo il pareggio interno contro il Frosinone e la sconfitta con il fanalino di cosa Barletta.

Si dirà che all’epoca non era stato completato il mercato di gennaio,con Nicco, Massoni, Canentrati e subito diventati inamovibili o quasi. Vero in parte, perché se si esclude Nicco, autentico rinforzo, capace di dare sempre il 100%, anche a Catanzaro i migliori sono stati quelli della vecchia guardia, cioè della campagna estiva. Piuttosto, il grande merito di Camplone, che è alla base della straordinaria rimonta, sta nell’aver saputo inculcare alla squadra il suo modo di intendere il calcio. Esattamente come riuscì a Giovanni Galeone 17 anni fa.

Koprivec: è sempre in partita, dal primo minuto all’ultimo minuto. Concentrato, audace, da sicurezza al reparto, opponendosi quando il distacco non era clamoroso, opponendosi alla rimonta e affatto responsabile sui due goal finali. Cosa chiedere di più? Voto:7+

Cangi: E’ ovvio che resta in campo per cosi poco tempo da non meritare un giudizio, se l’arbitro è stato fiscale non lo può stabilire neppure la moviola di Sky, figurarsi il moviolone di Biscardi. Che la squadra accusi solo alla distanza la fatica per aver giocato in inferiorità numerica non può essere un alibi. Voto:5

Russo: Erano accreditati i punteros di Cozza, ma alla fin fine hanno trovato pane per i loro denti, limitando il passivo solo quando la fine delle ostilità era sempre più vicina. Fisicità e concentrazione prevalgono ancora una volta. Voto:7

Massoni: Se ha una colpa specifica è quella di essere riuscito a farsi ammonire in una partita che ha preso una piega ben definita da subito, scandita dai goal e dal gioco. Entra solo in agitazione quando prova a stringere la marcatura in zone del campo che non sono affatto pericolose. Per il resto, calma olimpica e piazzamento. Voto:7

Liviero: Cresce in maniera esponenziale la sua intesa con Fabignho, fa l’elastico come gli hanno insegnato alla Juventus, decisivo nelle due fasi. Sui dettagli da migliorare ci penserà Camplone. Cosi può bastare ed anzi essere il rinforzo tra i più importanti dopo il grave infortunio. Voto:7+

Moscati: Dove lo metti sa dare il suo contributo, mai routinario, ma importante. Se l’inferiorità numerica viene assorbita è merito delle geometrie, ma anche della corsa per venire in aiuto al compagno. Una squadra di mutuo soccorso, ma lui ha anche il merito di sbloccare il risultato, seppure favorito da una deviazione. Voto:7.5

Esposito: Sta avendo ragione lui e se volete anche quei pochi o quei tanti che hanno visto più qualità che difetti, anche nelle giornate meno felici. La fiducia accordatagli gli permette di giocare ora di fino, cioè tentare il lancio lungo, ora il fraseggio a centrocampo per mantenere il possesso di palla. Ora più che mai elemento insostituibile. Voto: 7.5

Nicco: Si diceva che nella rosa non c’erano centrocampisti capaci di piazzare la ciliegina, di tentare il goal. Appunto: si diceva. Lo aveva confessato anche lui. «Non ho dimestichezza con il goal». Ha smentito se stesso: due goal in due domeniche con la freddezza del goleador.Voto: 7.5

Politano: Tutto gli riesce o quasi, e se per una volta non va in goal nessuno gliene fa una colpa. Tiene sotto scacco la difesa, Cozza neppure in 15 contro 10 sarebbe riuscito a fermare la Freccia biancorosso. Voto:7+ (dal 22 st Rantier: Gli viene dato il giusto premio di entrare in un momento in cui non era più indispensabile fare goal, e lui si impegna lo stesso per aumentare il bottino.Voto:6)

Ciofani: Si sta ritagliando un ruolo importante e decisivo come assist-men, come rifinitore, lui che sembra mostrare più di un limite proprio nel giocare il pallone a terra. Magari vorrà presto tornare a gioire per i goal fatti, ma intanto è deciso lo stesso con assist che danno gloria a chi con il goal sembrava non avesse grande dimestichezza. E anche di questo può menarsi vanto. Voto:7.5 (dal 26 st Tozzi Borsoi: Nel suo caso l’importante è partecipare, solo questo.Che abbia riacquistato il peso di un tempo? Voto: 6 –)

Fabinho: Quando il suo procuratore questa estate diceva che era capace di tutto, aveva perfettamente ragione. L’attaccante che driblava se stesso e sbagliava i goal a due metri dalla porta ora trascina la squadra, ha fiato per due partite di seguito, fiuto del goal. Fermiamoci qui, altrimenti si sconfina nell’esagerazione. Attualmente “esagerato” lo è davvero. Voto:8.5

Camplone: Per il giudizio basta ed avanza il commento espresso nell’analisi della partita. Voto: 8

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