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venerdì 7 maggio - Aggiornato alle 20:10

Primo Maggio, Benaglia (Fim Cisl) sceglie Terni: «Siderurgia spina dorsale dell’industria»

«La vendita di Ast deve costituire una occasione per attrarre investimenti che riqualifichino e diano sviluppo a questo importante sito»

di Roberto Benaglia*

Per il secondo anno consecutivo a seguito della pandemia siamo costretti a festeggiare il Primo maggio in emergenza e con ancora troppe vittime a causa del virus. Questo ci costringe a non dar vita a come vorremmo a manifestazioni e iniziative per animare questa giornata. Ma è giusto cosi e credo che sia importate ricordare in questa giornata le tante persone che nel corso di quest’anno e mezzo hanno continuato a lavorare, con molti sacrifici, purtroppo perdendo anche la vita. Questa festa è dedicata a loro con uno sguardo di speranza.

Fim Cisl Il Primo maggio è una festa carica di significati simbolici e i simboli ci aiutano, e questo Primo Maggio deve essere quello della speranza e della ripartenza, nel momento in cui grazie al vaccino e la ripresa dell’economia reale si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. Dobbiamo affrontare questa ripresa con uno spirito nuovo mettendo al centro l’occupazione e le tutele per il lavoro futuro in piena trasformazione, nessuno deve essere escluso. La pandemia ha mostrato la fragilità antropologica ma anche della nostra economia. Dobbiamo ripensare il modello di sviluppo, sul tema della sostenibilità siamo a una svolta, non è più un optional nel processo produttivo ma un fattore chiave per creare valore e superare quella frattura tra ambiente e lavoro che spesso si verificata ma dobbiamo farlo tenendo ben presente che la transizione ambientale e digitale della nostra industria deve avere al centro le persone e la sostenibilità sociale. Le risorse in arrivo dall’Europa sulla sostenibilità sono una grande opportunità da sfruttare a beneficio dei nostri figli.

Benaglia a Terni Come Segretario della Fim Cisl ho scelto di essere presente alla manifestazione di Cgil Cisl Uil davanti all’Ast di Terni, perché la siderurgia è la spina dorsale della ripresa e della nostra industria, anche di quella digitale. Senza acciaio non c’è industria di nessun tipo e un paese industriale come l’Italia non può permettersi di perdere una sovranità industriale su un settore così importante e strategico per l’intera economia italiana come la siderurgia. La messa in vendita dell’Ast deve costituire una occasione per attrarre investimenti di lungo periodo che riqualifichino e diano sviluppo a questo importante polo siderurgico, dando certezze alla occupazione e guardano alla possibile creazione di un polo nazionale dell’acciaio, definito dal ministro Giorgetti un settore strategico. Il covid-19 ci ha insegnato quando sia importante avere, almeno in settori chiave filiere corte a cui approvvigionarsi, per questo nei prossimi mesi anche grazie alle risorse del recovery plan sarà necessario trovare una soluzione stabile e sostenibile per i nostri siti siderurgici da Taranto a Terni, passando per Piombino, Genova.

*Segretario generale Fim Cisl

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