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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 23:14

Perugia, lavori alla stazione di Fontivegge: «Caos alle fermate dei bus e turisti con la bussola»

Una cittadina scrive a Busitalia, Regione e Comune per le fermate provvisorie: «Pessimo e misero biglietto da visita»

di Carla Belloni*

Gentili signori,

con la presente intendo far presente la situazione a dir poco scandalosa dei trasporti nella città di Perugia e in particolare relativa alle fermate della stazione Fontivegge. Già appare incomprensibile come si siano potuti autorizzare lavori in contemporanea che impediscono l’accesso alla piazza e al parcheggio antistante e laterale la stazione, ma stante questo fatto, non si capisce come non si sia riusciti ad organizzare uno spostamento delle fermate minimamente decente.

La situazione che si presenta a chi arriva alla stazione di Perugia è la seguente:  si esce su un piazzale di macerie circondato da reti metalliche. Non c’è nessuna indicazione, né per il posteggio dei taxi (che però allungando un po’ il collo di possono vedere) né per la nuova collocazione dei bus che non possono più transitare e fermare davanti all’ingresso della stazione. Bisogna intuire di dover percorrere un passaggio a sinistra, stretto tra il muro della stazione e le reti metalliche, attraversare un pezzo di piazza, infilare la nuova e incompleta pensilina e infine arrivare al piazzale antistante la stazione del Minimetrò. Intuire appunto, perché nessuno ha pensato di mettere delle indicazioni.

Arrivati sul piazzale si presenta una scena assurda. Pali delle fermate con tabelloni color marrone tinta unita. Attaccati ai vari pali dei cartellini (dimensione mezzo foglio A4) con scritti, in carattere 12 al massimo, la lettera della linea e gli orari. Dunque per sapere dove ferma il proprio autobus bisogna leggere tutti i cartellini (perché è impossibile alzare gli occhi e leggerlo sulle pale,). Questo se si è del posto e si sa quale sia la linea che si vuole prendere per andare dove si deve andare.

Se invece si ha la sfortuna di essere un turista che abbia avuto la pessima idea di venire nella nostra città, si rimane lì guardandosi intorno smarriti. Come si arriva in un certo posto? Con quale linea? Da quale fermata? Chissà. I cartellini infatti non riportano chiaramente i percorsi. A quel punto al malcapitato forestiero non resta che chiedere lumi alle persone in attesa, sperando di incontrare qualcuno che parli qualche lingua.

Questa mattina, per la precisione ho dovuto fornire informazioni (che non avevo e ho dovuto scoprire io stessa) a studenti spagnoli, cinesi e italiani. Ho inoltre fornito spiegazioni anche a un indiano e alcuni americani. Per fortuna parlo inglese.  È possibile che una città che si vanta di voler attrarre turisti, che ha una importante università, oltre a quella per stranieri, sia così disorganizzata? Ma è davvero così difficile far stampare dei pannelli adesivi con le linee per le pale? O mettere un punto informativo con qualcuno che parli almeno l’inglese? E mettere quattro cartelli che indichino la direzione da prendere per arrivare alle fermate?

Io vi avrei fatto sentire i commenti, ma immagino che non vi interessino. Ad ogni modo un pessimo, davvero misero, biglietto di presentazione per chi arriva in questa città (dove spende pure i propri soldi).
*Umbria24 pubblica la lettera che la cittadina Carla Belloni ha inviato a Busitalia e agli assessorati ai trasporti del Comune di Perugia e della Regione Umbria

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