di Mario Mariano
Nessun gioco al mondo regala così tante emozioni come una partita di calcio, e se ce ne fosse bisogno la conferma si è avuta in Perugia-Cesena. La pallina della roulette, non può competere minimamente con la sfera di cuoio che ha catalizzato l’attenzione dei diecimila e passa spettatori del Curi. Veri momenti di grande intensità non solo negli attimi in cui il pallone si è stampato su pali e traversa della porta, ma anche per le accelerazioni di Rizzo, le percussioni di Lanzafame e la voglia matta di Comotto di dimostrare di essere ancora utile alla causa. Appena quattro giorni dopo La Spezia, un Perugia che non ti aspetti, niente affatto in sudditanza contro un Cesena accreditato di gioco e classifica superiore. Un Cesena che, globalmente, esce sconfitto su tutti i fronti. Ma adesso attenzione: guai a fare del vittimismo perché gli arbitri non concedono il rigore alla squadra di Bisoli. Certamente Abisso non è stato all’altezza delle sue migliori giornate; certamente diverse sue decisioni non hanno convinto, ma occorre mantenere la lucidità: per tutto il lavoro svolto dalla squadra, pare semplicissimo concludere che si è trattato solo di una giornata storta, carica di sfortuna. Di quella è stato fatta il pieno, ma solo alla quinta di campionato, il Perugia ha finalmente convinto da cima a fondo nel gioco e nel numero delle occasioni da rete. Manca poco per l’optimus, ma quel poco va assolutamente perseguito: ci vuole lucidità sotto rete, rabbia e non egoismo. Ci vuole freddezza per valorizzare il lavoro di tutti.
Il Perugia c’è Gli episodi sfortunati resteranno a lungo impressi nella memoria di chi era allo stadio o davanti la tv. Bisoli ha mantenuto fede agli impegni che si era assunto alla vigilia, e diamogli atto che quella contro la sua ex squadra è stata più di una vittoria morale. Allora avanti con lo stesso spirito, partendo dal concetto che ancora una volta i tifosi sono stati generosi e magari questa volta gli applausi sono stati decisamente più meritati rispetto alle ultime prestazioni. Le note liete non sono mancate e sicuramente Bisoli ha fatto bene a risollevare il morale dei suoi sostenendoli anche dopo prestazioni poco convincenti. Quanto ad Abisso, l’arbitro che diresse la partita-spareggio con il Frosinone, verrà giudicato da un ispettore che sedeva al nostro fianco in tribuna stampa e che ha visto e sentito gli umori della folla. Abisso – ma questa è solo una nostra ipotesi – può aver pensato che il Perugia aveva talmente tanta ansia di tornare alla vittoria, e che i suoi attaccanti, proprio perché non lucidissimi, cercassero il contatto con l’avversario per reclamare il rigore. Questo retropensiero ha tradito l’arbitro, perché su Ardemagni Lucchini ha proprio commesso fallo da rigore nel primo tempo.
TENSIONE DOPO LA PARTITA TRA POLIZIA E TIFOSI
Rosati: ordinaria amministrazione, ha avuto un ruolo da spettatore, forse non gli era mai capitato una situazione analoga in tutta la sua lunga carriera.
voto : n.g.
Del Prete: torna a volare, a destreggiarsi con tecnica e lucidità, ma sbaglia a rischiare addirittura il rosso quando mette un gomito a faccia a Ragusa.
Voto : 6,5
Volta: dopo il grande impegno di La Spezia, un sabato di quasi relax. Il Cesena gioca sempre nella propria metà campo, e per lui c’è un lavoro di ordinaria amministrazione
Voto: 6
Belmonte: in crescita, tiene la posizione senza troppo affannarsi, pronto a sparare bordate su punizione o con un tiro che finisce sul palo.
Voto: 6,5
Comotto: Al debutto stagionale, trasmette ai compagni e al pubblico una carica straordinaria. Sembra assolutamente idoneo ad un campionato da protagonista.
Voto : 6,5 (27’st Alahassan: al debutto assoluto anche lui, va all’assalto finale con scarsa fortuna: n.g)
Rizzo: Per noi il migliore in campo, perché gli riesce quasi tutto. Appare trasformato rispetto alle altre prestazioni e la sensazione è che si integri molto bene con il compagno di reparto. Anche lui alla conclusione dalla distanza con scarsa fortuna, e Gomis ringrazia.
Voto: 7,5
Della Rocca: Tecnicamente il migliore della rosa, utilizza il lancio con efficacia e semplicità. Voto: 6,5
Spinazzola: impalpabile sia sulla fascia destra che su quella sinistra; una regressione rispetto alle altre partite. Ha bisogno di spazi e nei contrasti è piuttosto leggero.
voto : 5,5 (14’st Parigini: non riesce ad entrare in partita, appare meno agile di qualche tempo fa. Deve ritrovarsi, perché non può aver disperso in così poco tempo le qualità di cui era accreditato. Voto: 5,5)
Lanzafame: Sullo stesso livello di Della Rocca: dirompente se utilizzato centrale, utile alla causa come rifinitore, non si capisce perché si insiste a richiamarlo in panchina, quando ha ancora meno energie da spendere. Voto: 7,5 (36’st Di Carmine: poco tempo per accendere i motori, ma anche si fa blu quando si tratta di calciare a rete. Voto: n.g.)
Drolè: Bisoli lo schiera dall’inizio a sorpresa e lui ripaga tutti con uan prestazione generosa, di impeto, di «faccio tutto io». Dovrà imparare a cercare più e meglio i compagni. Voto: 6,5
Ardemagni: Fa da torre in ogni angolo del campo; probabile che la buona sorte non lo assista, visto che il suo tiro si stampa sulla traversa
Voto: 6+
Bisoli: ha respinto con forza (eufemismo) critiche e polemiche per difendere la squadra e il suo lavoro. La squadra ha risposto, segno che la sua appassionata difesa ha provocato la reazione. Immette Drolè, e dimostra di saper puntare anche sui giovani. Sembra aver trovatol’assetto giusto, adesso dovrà confermarsi e trovare un quadrifoglio almeno ogni volta. Voto: 6,5
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