di Mario Mariano
Chi scherza con il fuoco rischia di bruciarsi. E’ andata bene, ma non si può tacere quanto danno sta producendo il chiacchiericcio sui giornali sulle offerte e controfferte per l’acquisizione del Perugia. Che non è solo una squadra di calcio, ma è tante entità e cose messe insieme: la sua storia, la passione dei tifosi, la cultura di una città. Tutto questo debbono tenere a mente soci umbri e soci di fuori regione. Guai se le beghe e le diatribe si riducono ad una inserzione simili a quelle dei «piccoli annunci» che appaiono sui quotidiani. Il Perugia squadra ha vinto nettamente il confronto con il Perugia-società. Luigi Agnolin ha intuito queste cose ma è paradossale che sia stato un dipendente, ancorché carismatico e di grande esperienza, a dover dettare le regole ai datori di lavoro. Il direttore generale infatti ha recapitato anche ai soci una lettera che contiene i «consigli» giusti per evitare che le beghe societarie finiscano sui giornali. Questo la dice lunga sulla confusione che regna in società dove prima si decide davvero sul futuro e meglio è. E’ raro che la chiarezza trovi spazio nel mondo del calcio, ma dopo Catanzaro si potrebbe arrivare alla fine del braccio di ferro: i tifosi sono sufficientemente stanchi delle manfrine e meritano rispetto. In ogni caso se d’ora in avanti si parla solo di calcio, tanto meglio per tutti.
Solo calcio, please Staremo a vedere come andrà a finire la guerra per le quote societarie, certo è che si è andati ad un passo nel dare un alibi immenso alla squadra e al suo allenatore, costretti a confrontarsi nientemeno che con tre presidenti più o meno in pectore. Sappiamo per certo che c’è chi per mantenersi in perfetto equilibrio, riserva gran parte del proprio tempo alle telefonate ai tre soci maggiori. Agnolin ha capito questo stato di cose, perché lui stesso è vittima di questa paradossale situazione ed ha deciso di mettere nero su bianco le regole che andranno da tutti rispettate: parliamo di calcio e non di altro, please.
La partita La partita l’Aprilia l’ha giocata dal primo minuto all’ultimo con una cattiveria agonistica ammirevole ma con una cattiveria sospetta ogni volta che andava alla conquista del pallone. Squadra ben organizzata, con ottime individualità (chissà se a Foligno si chiederanno se quel Calderini avrebbe sfigurato nella formazione di Pagliari) ha creato almeno mezza dozzina di occasioni da goal, nulla raccogliendo per insipienza dei tiratori scelti ma sopratutto grazie alla straordinaria prestazione di Giordano. Il ragazzone napoletano è assai cambiato in queste ultime settimane mostrando un’altra concentrazione, un’altra preparazione. Un atleta differente rispetto a quello che ci aveva costretto a gettare un grido di allarme.
Tre punti importantissimi Conoscendolo abbiamo toccato con mano la sua determinazione nel migliorarsi, nel mettere nel proprio bagaglio anche le prestazioni incerte del suo girone d’andata. Ci ha colpito il coraggio di uscire di casa a 13 anni per iniziare l’attività nelle giovanili del Lecce e poi andare in Scozia. Ora sappiamo che ha deciso di sposarsi (la data è fissata per fine campionato); ora possiamo dire che avevano visto giusto Riccardo Mazzola che lo ha segnalato, Battistini e Buonaiuti che lo hanno scelto ed aiutato a crescere. Anche in una domenica di precaria condizione, il Perugia ha ottenuto con gli straordinari del suo portiere, con le magie di Clemente e con la tigna di Margarita tre altri punti importantissimi per il traguardo finale. A influire, questo è certo, anche la santa alleanza con la dea bendata. Senza le performance dei tre suddetti, staremmo qui a raccontare le beghe degli altri tre, quelli cui Agnolin ha imposto il silenzio.
Giordano Chiamo a testimone Antonello Ferroni, mio vicino di scranno in tribuna stampa: quando Cruciani si apprestava a battere il rigore, ho anticipato: se para anche questo gli dò nove. Impegno mantenuto, perché fino ad allora era stato da otto pieno salvando quasi da solo la squadra dalla Waterloo. Assai migliorato in tutto, compresi stile e personalità. Voto: 9
Anania Si perde Gomes spesso e volentieri, ma in fase propulsiva è il solito che va all’arrembaggio e sa cosa fare quando ha il pallone tra i piedi. Fatta la media si guadagna la pagnotta e la sufficienza piena. Voto: 6.5
Cacioli Alti e bassi; errori e prodezze si mischiano con una alternanza che la dice lunga su una equa distribuzione della fatica. Salvataggi all’ultimo tuffo, rinvii approssimativi ed infine il fallo del rigore che poteva riaprire la partita. Voto: 6
Borghetti Chissà se gli giova l’entrare ed uscire dalla formazione titolare. Certo è che un guerriero come lui accetta tutto, la figuraccia quando l’avversario di turno lo lascia di stucco e il recupero prodigioso o l’anticipo a centrocampo con buona scelta di tempo. Analizzando tutto anche lui passata la buriana ritrova il sorriso. Voto: 6
Zanchi Il goal infrasettimanale contro il Giulianova deve avergli provocato un piccolo corto circuito, perché pensa gli sia concesso di ripetere quella prodezza. No, le cose non vanno proprio così e le sue iniziative non danno i frutti sperati e i lanci sono troppo spesso fuori misura. Voto: 5.5
Carloto Gira a vuoto come tutti per la prima mezz’ora, ma nel grigio che più grigio non si può ha l’intuizione di allargarsi per il passaggio di Clemente ed il cross sul quale si avventa Margarita, atterrato in area. Ripresa altalenante, ma in ogni caso sta recuperando. Voto: 6
Borgese I problemi di famiglia che lo hanno tenuto lontano per qualche tempo vanno considerati, perché quasi d’un tratto ha perduto smalto e corsa. Non si raccapezza nella prima mezz’ora e Battistini giustamente lo rimpiazza con Mocarelli. Voto: 5.5 (dall’11’ st Mocarelli C’è bisogno di legna a centrocampo e lui la porta a casa; c’è bisogno di stringere i denti e mostrare lo sguardo truce a Cruciani e lui non si tira indietro. Utile. Voto: 6)
Moscati Le cose migliori le fa quando si accentra a centrocampo, prendendo iniziative, rincorrendo l’avversario, anche se poi è un suo cross che innesca il secondo goal. Voto: 6
Clemente Perfino scontato che alla velocità imposta dall’Aprilia nella prima mezz’ora lui faticasse più degli altri, ma le batterie sono cariche quando c’è da diventare decisivi nel liberare un compagno, come accade in entrambi i goal, o quando c’è da mantenere i nervi saldi nel trasformare il calcio di rigore. Non merita assolutamente che i tre soci litighino per ascriversi il merito di chi lo ha voluto al Perugia. Lui ha promesso di dire la verità vera a fine campionato, ma in tanti la conoscono. Voto: 7 (dal 36′ st Ferri Marini Giusto il tempo di scaldare i muscoli e di partecipare alla gioia collettiva. Voto: Ng)
Margarita I suoi avvitamenti stanno diventando sempre più frequenti e determinanti, come le sue rincorse, il suo farsi trovare al posto giusto dopo tanto correre. Crea superiorità numerica ogni volta che si muove, sia con la palla al piede, sia senza. Voto: 7
Balistreri Partita di sofferenza perché non arrivano rifornimenti e quando arrivano viene fermato dalle decisioni dell’assistente che sostiene sia sempre in fuorigioco anche quando non è così. Voto: 6 (dal 27′ st Tozzi Borsoi Sembra più tirato rispetto al passato, ma all’atto pratico appare ancora impacciato e dai riflessi annebbiati. Va bene che dopo una corsa di 30 metri non si può essere lucidissimi, ma…. telefonare al portiere è da principianti. Voto: 5,5)
Barbetta Gli capita una responsabilità troppo grande sulle spalle, e c’è da capirlo, altri «vice» promossi per una domenica andarono in bambola in passato. Per fortuna che hanno funzionato i mezzi tecnologici e sono arrivati i cambi giusti. Voto: 6+

