sabato 19 ottobre - Aggiornato alle 09:07

Orvieto, bassa produttività, valore aggiunto e retribuzioni: ecco perché

Analisi del comprensorio in base ai dati Istat in uno studio di Paolo Borrello

Orvieto nello scatto della mostra L'Umbria dall'alto del maestro Ficola

di Paolo Borrello*

Una breve sintesi Il valore aggiunto per addetto, definibile anche come produttività del lavoro, e le retribuzioni per dipendente, hanno assunto nel 2016 nel comune di Orvieto valori piuttosto bassi. La causa più probabile di tale situazione è individuabile nella debolezza del sistema produttivo orvietano, contraddistinto dallo scarso peso del settore manifatturiero e dal prevalere, invece, di settori caratterizzati da livelli di produttività del lavoro e di valore aggiunto poco elevati. Del resto tale articolazione del sistema economico locale è un suo tratto distintivo, una sua caratteristica strutturale. E se si intendesse operare per modificare, anche parzialmente, tale caratteristica con l’obiettivo di accrescere l’importanza di settori economici a più alto valore aggiunto, e, di conseguenza, di aumentare considerevolmente il prodotto interno lordo, con effetti positivi sull’occupazione, sarebbe necessario promuovere interventi di notevole rilievo e i cui effetti si potrebbero manifestare non nel breve periodo, ma, più probabilmente, nel medio e nel lungo periodo.

Interattivo: dati comune per comune

L’analisi della situazione delle imprese, i risultati ottenuti e le loro caratteristiche, assume notevole importanza se si intende individuare le principali modalità di funzionamento di ogni sistema economico.
Ma se i dati disponibili per l’intero sistema produttivo nazionale sono numerosi e attendibili, lo stesso non si può affermare relativamente ai sistemi produttivi locali, soprattutto per quelli dei diversi comuni italiani.
Recentemente però sono stati resi noti dall’Istat dati riguardanti il valore aggiunto, il fatturato, le retribuzioni della gran parte delle imprese operanti in tutti i comuni italiani, da cui si possono desumere anche i dati relativi alla produttività del lavoro, variabile economica di notevole rilievo, soprattutto per l’economia italiana.
L’anno di riferimento è il 2016. Del resto quando si ha a che fare con dati economici comunali è frequente il ritardo con il quale essi vengono pubblicati. E’ anche vero comunque che è presumibile che la situazione nel 2019 non sia caratterizzata da rilevanti cambiamenti rispetto a quella relativa al 2016.

Prima di esporre e analizzare i dati disponibili per il comune di Orvieto, e per i comuni vicini, è opportuno riportare una parte delle note metodologiche evidenziate dall’Istat.

Il cosiddetto universo di riferimento è rappresentato da tutte le imprese che operano nei settori industriali e dei servizi, con l’esclusione di alcuni comparti dell’intermediazione monetaria e finanziaria, delle assicurazioni e dei servizi domestici. Non lo esplicita l’Istat, ma mi sembra opportuno precisarlo, non sono prese in considerazione le imprese agricole.

Concludo questa premessa, facendo riferimento ai sistemi locali del lavoro di cui successivamente mi occuperò.
In primo luogo riporto la definizione utilizzata dall’Istat:
“I sistemi locali del lavoro rappresentano una griglia territoriale i cui confini, indipendentemente dall’articolazione amministrativa del territorio, sono definiti utilizzando i flussi degli spostamenti giornalieri casa-lavoro (pendolarismo) rilevati in occasione dei censimenti generali della popolazione e delle abitazioni. Poiché ogni sistema locale è il luogo in cui la popolazione risiede e lavora e dove quindi esercita la maggior parte delle relazioni sociali ed economiche, gli spostamenti casa-lavoro sono utilizzati come proxy delle relazioni esistenti sul territorio”.
I sistemi locali del lavoro sono quindi delle aggregazioni di comuni ottenute nel modo descritto nella precedente definizione.
Nel 2015, l’Istat ha proceduto a realizzare una nuova geografia dei sistemi locali del lavoro, introducendo delle modifiche rispetto alla configurazione di tali sistemi, utilizzata negli anni precedenti. E in questa mia nota si tiene conto di tali modifiche che hanno interessato anche i sistemi locali del lavoro dell’Umbria.
Quindi i sistemi locali del lavoro considerati sono i seguenti: Assisi, Cascia, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Norcia, Perugia, Spoleto, Todi, Umbertide, Orvieto e Terni.
Per quanto riguarda il territorio orvietano, vi è un solo sistema locale del lavoro, quello di Orvieto, mentre in passato ne esisteva anche un altro, quello di Fabro.
Il sistema locale del lavoro di Orvieto è composto da dodici comuni, di cui tre appartenenti al Lazio: Allerona, Alviano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Guardea, Montecchio, Orvieto, Porano, Castiglione in Teverina, Civitella d’Agliano e Lubriano.
E i restanti comuni del comprensorio orvietano dove sono andati a finire?
Fanno parte del sistema locale del lavoro di Chiusi che, infatti, è composto dai seguenti comuni: Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Parrano, Cetona, Chianciano, Chiusi, San Casciano dei Bagni, Sarteano.
La composizione dei sistemi locali del lavoro di Orvieto e di Chiusi induce a formulare una considerazione interessante, sebbene non sorprendente. Alcuni comuni dell’Alto Viterbese hanno relazioni significative con Orvieto e i comuni vicini appartenenti all’Umbria, e alcuni comuni dell’Alto Orvietano hanno relazioni, più che con Orvieto, con Chiusi e comuni vicini.
Pertanto mi è sembrato opportuno considerare non solo tutti i sistemi locali del lavoro dell’Umbria ma anche quello di Chiusi.

Nel comune di Orvieto sono state considerate 1.989 unità locali, con 6.629 addetti di cui 4.354 dipendenti, con un totale delle retribuzioni pari 92.661.000 euro, con un valore aggiunto complessivo pari a 242.726.000 euro, con un fatturato complessivo pari a 801.130.000 euro.

E i due principali rapporti esaminati sono il valore aggiunto per addetto e le retribuzioni per dipendente. Il primo rapporto può anche essere definito “produttività del lavoro”, il più importante indicatore utilizzato per determinare l’efficienza delle imprese, ed anche di un intero sistema economico.
A tale proposito è bene ricordare che uno dei più considerevoli problemi strutturali del sistema economico italiano è il basso livello della produttività del lavoro oltre che la sua insufficiente dinamica. Per quanto concerne la seconda questione, è opportuno osservare che da molti anni ormai la produttività del lavoro media annua è di fatto stagnante, non cresce o cresce pochissimo e ciò rappresenta la principale causa del lieve, e del tutto insufficiente, aumento del Pil – una delle cause peraltro dell’elevato livello sia del rapporto deficit-Pil sia del rapporto debito pubblico-Pil -, verificatosi anche negli anni in cui il nostro Paese è parzialmente uscito dalla crisi economica.

E’ utile poi precisare cosa si intende per valore aggiunto, in economia. Il valore aggiunto è la misura dell’incremento di valore che si verifica nell’ambito della produzione e distribuzione di beni e servizi finali grazie all’intervento dei fattori produttivi (capitale e lavoro) a partire dai beni e dalle risorse primarie iniziali.

A questo punto, si riportano i valori assunti dal valore aggiunto per addetto, quindi dalla produttività del lavoro, nei principali comuni umbri, confrontandoli con il valore medio regionale.

Tavola 1: valore aggiunto per addetto in alcuni comuni umbri nel 2016
(valori espressi in euro)

Assisi 39.517
Bastia Umbria 37.266
Castiglion del Lago 30.227
Città di Castello 34.729
Corciano 47.177
Foligno 39.590
Gualdo Tadino 28.289
Gubbio 30.147
Marsciano 31.085
Narni 57.386
Orvieto 36.617
Perugia 39.843
Spoleto 32.872
Terni 38.499
Todi 30.652
Umbertide 41.392

Umbria 37.207
Centro 46.135
Italia 46.575

(Fonte: elaborazioni su dati Istat)

Sono stati presi in considerazione i 16 comuni umbri con il maggior numero di residenti.
Nel comune di Orvieto la produttività del lavoro assumeva nel 2016 un valore leggermente inferiore al valore medio regionale e più basso rispetto ai valori che contraddistinguevano 7 dei comuni esaminati. E, soprattutto, il valore del comune di Orvieto era molto inferiore sia al valore medio delle regioni del Centro sia al valore medio nazionale.
Pertanto il valore della produttività del lavoro nel comune di Orvieto può essere ritenuto poco elevato, valutazione che può essere estesa all’intera Umbria. Tale valore poco elevato rappresenta l’evidente dimostrazione della debolezza del sistema produttivo orvietano, causata anche dal limitato peso assunto dal settore manifatturiero, generalmente caratterizzato da livelli di produttività del lavoro ben superiori a quelli che contraddistinguono i settori di maggiore rilievo del sistema economico orvietano.

Tavola 2: valore aggiunto per addetto nei comuni del comprensorio orvietano nel 2016
(valori espressi in euro)

Allerona 24.783
Baschi 31.082
Castel Giorgio 20.796
Castel Viscardo 23.595
Fabro 33.655
Ficulle 18.433
Montecchio 42.479
Montegabbione 26.442
Monteleone 19.651
Orvieto 36.617
Parrano 22.309
Porano 19.773

(Fonte: elaborazioni su dati Istat)

Risulta evidente che in tutti gli altri comuni del comprensorio, tranne Montecchio, i valori assunti dalla produttività del lavoro erano inferiori, nel 2016, al valore attribuibile al comune di Orvieto. E ciò comporta come conseguenza che negli altri comuni la debolezza del sistema produttivo era ancora maggiore rispetto a quella che contraddistingueva Orvieto.

Può risultare interessante analizzare i valori che il valore aggiunto per addetto assumeva nel 2016 in altri comuni, appartenenti alla regione Toscana e alla regione Lazio, vicini o relativamente vicini ad Orvieto.

Tavola 3: valore aggiunto per addetto in alcuni comuni della Toscana e del Lazio nel 2016
(valori espressi in euro)

Arezzo 39.205
Cortona 31.734
Sansepolcro 36.241
Grosseto 35.181
Monte Argentario 27.128
Orbetello 28.832
Pitigliano 22.444
Siena 60.401
Abbadia S.Salvatore 29.859
Cetona 38.804
Chianciano 27.233
Chiusi 45.383
Montepulciano 30.394
Piancastagnaio 41.104
Pienza 27.790
San Gimignano 45.482
Viterbo 33.572
Acquapendente 27.045
Bagnoregio 23.716
Bassano in Teverina 23.078
Bolsena 18.477
Castiglione in Teverina 30.183
Civita Castellana 36.591
Civitella d’Agliano 25.193
Gradoli 16.399
Grotte di Castro 22.516
Lubriano 14.426
Marta 19.835
Montalto di Castro 36.089
Montefiascone 24.446
Orte 49.096
San Lorenzo nuovo 21.999
Tarquinia 30.761
Tuscania 24.329

(Fonte: elaborazioni su dati Istat)

Due considerazioni possono essere formulate analizzando i dati contenuti nella precedente tavola: il comune di Orvieto nel 2016 presentava un valore della produttività del lavoro inferiore ai valori di diversi comuni della Toscana ma inferiore ai valori di pochi comuni del Lazio; i valori assunti dalla produttività del lavoro nei comuni nei quali notevole importanza ha il settore turistico sono generalmente valori non molto elevati. Tale seconda considerazione, utilizzabile ovviamente anche per il comune di Orvieto, è un’ulteriore dimostrazione di quanto già sostenuto in precedenza e cioè che se il settore manifatturiero, nel nostro comune, fosse stato maggiormente presente il valore della produttività del lavoro sarebbe stato decisamente più alto.

Tavola 4: valore aggiunto per addetto nei sistemi locali del lavoro umbri nel 2016
(valori espressi in euro)

Assisi 38.010
Cascia 18.822
Castiglion del Lago 35.955
Città di Castello 35.998
Foligno 37.218
Gualdo Tadino 32.011
Gubbio 30.115
Norcia 27.924
Perugia 39.322
Spoleto 33.047
Todi 34.748
Umbertide 40.957
Orvieto 33.464
Terni 38.720
Chiusi 37.051

(Fonte: elaborazioni su dati Istat)

Per disporre delle necessarie informazioni sul significato e sulle caratteristiche dei sistemi locali del lavoro esaminati si può far riferimento a quanto scritto nella parte iniziale di questo studio.
Si ricorda comunque che è stato considerato anche il sistema locale del lavoro di Chiusi perché esso comprende anche alcuni comuni dell’Alto Orvietano e cioè Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Parrano. Aggiungo che nel sistema locale del lavoro di Orvieto sono ricompresi anche alcuni comuni del Lazio. I comuni che fanno parte del sistema di Orvieto sono Allerona, Alviano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Guardea, Montecchio, Orvieto, Porano, Castiglione in Teverina, Civitella d’Agliano e Lubriano.
Il valore che la produttività del lavoro assumeva nel 2016 nel sistema locale del lavoro di Orvieto era poco elevato (comunque il valore del solo comune di Orvieto era più alto pari a 36.617 euro). Era superiore il valore relativo al sistema di Chiusi ma ciò è dovuto ai valori abbastanza elevati che contraddistinguevano i comuni toscani facenti parte di quel sistema locale del lavoro.

Tavola 5: retribuzioni per dipendente in sedici comuni umbri nel 2016
(valori in euro)

Assisi 22.849
Bastia Umbria 22.713
Castiglion del Lago 22.628
Città di Castello 22.355
Corciano 25.595
Foligno 23.038
Gualdo Tadino 20.114
Gubbio 23.345
Marsciano 21.395
Narni 25.690
Orvieto 21.284
Perugia 22.895
Spoleto 20.702
Terni 23.567
Todi 21.887
Umbertide 24.998

Umbria 22.719
Centro 25.186
Italia 25.592

(Fonte: elaborazioni su dati Istat)

Considerando di nuovo i 16 comuni umbri con maggior numero di residenti, nel comune di Orvieto il valore assunto dalle retribuzioni per dipendente era nel 2016 piuttosto basso, superiore solamente ai valori relativi ai comuni di Spoleto e Gualdo Tadino, inferiore quindi al valore medio regionale. E ciò può essere dovuto al prevalere nel comune di Orvieto di imprese operanti in settori a basso valore aggiunto, impossibilitate a corrispondere retribuzioni elevate.

Tavola 6: retribuzioni per dipendente nei comuni del comprensorio orvietano nel 2016
(valori in euro)

Allerona 20.517
Baschi 20.366
Castel Giorgio 14.496
Castel Viscardo 16.272
Fabro 19.152
Ficulle 18.140
Montecchio 21.382
Montegabbione 24.319
Monteleone 15.842
Orvieto 21.284
Parrano 24.792
Porano 13.563

(Fonte: elaborazioni su dati Istat)

Se si esaminano invece i comuni del comprensorio orvietano, si evidenzia che il valore delle retribuzioni per dipendente nel comune di Orvieto era inferiore, nel 2016, ai valori verificatisi nei comuni di Parrano e Montegabbione.

Tavola 7: retribuzioni per dipendente nei sistemi locali del lavoro umbri nel 2016
(valori in euro)

Assisi 22.721
Cascia 17.135
Castiglion del Lago 23.185
Città di Castello 22.633
Foligno 22.534
Gualdo Tadino 19.323
Gubbio 23.309
Norcia 19.925
Perugia 22.973
Spoleto 21.081
Todi 23.489
Umbertide 25.173
Orvieto 20.491
Terni 23.366
Chiusi 23.324

(Fonte: elaborazioni su dati Istat)

Se si analizzano, inoltre, i sistemi locali del lavoro, il valore delle retribuzioni per dipendente nel sistema locale di Orvieto risultava essere, nel 2016, superiore solamente ai valori relativi ai sistemi locali della Valnerina, Cascia e Norcia, oltre a quello di Gualdo Tadino. La causa di tale situazione è la stessa già individuata nel commento ai dati contenuti nella tavola 5.

Tavola 8: variazioni del valore aggiunto e del fatturato nel 2016 rispetto al 2015
(valori percentuali)

Valore aggiunto e fatturato
Orvieto +8,09 +6,40
Comprensorio orvietano +9,04 +8,27
Sll Orvieto +7,75 +6,39
Sll Chiusi +3,30 +16,18
Umbria +2,95 +0,92
Centro +5,82 -1,19
Italia +4,82 -0,93

(Fonte: elaborazioni su dati Istat)

Infine, esaminando le variazioni del valore aggiunto complessivo e del fatturato totale, si può rilevare che nel 2016, rispetto all’anno precedente, nel comune di Orvieto si è verificato un aumento sia del valore aggiunto che del fatturato. Per quanto riguarda il valore aggiunto l’aumento registratosi nel comune di Orvieto è risultato essere inferiore solo ai valori relativi al comprensorio orvietano e al sistema locale del lavoro di Orvieto. Per quanto concerne, invece, il fatturato l’aumento determinatosi nel comune di Orvieto è stato inferiore esclusivamente ai valori relativi al comprensorio orvietano e al sistema locale del lavoro di Chiusi. Se si considerano poi il Centro Italia e l’Italia nel suo complesso, in entrambi i casi si è registrata una lieve diminuzione.

*Responsabile dell’ufficio programmazione, analisi e controllo del Comune di Orvieto

 

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