di Flavio Lotti*
Monia Andreani ci ha lasciato. All’improvviso, per un malore, a soli 45 anni. Ed è un dolore immenso, incontenibile, inarrestabile. Ti viene solo voglia di chiuderti nel silenzio e di metterti seduto in un angolo con gli occhi chiusi e la testa tra le braccia e le gambe. Chi era Monia Andreani? Una donna innamorata della vita e dell’umanità. Una di quelle persone che agisce in profondità. Appassionata, umile, solare, rispettosa, determinata, intensamente impegnata nella cura, nella difesa e promozione dei diritti umani. Io, che ho avuto la sfortuna di conoscerla per un tempo troppo breve, la ricordo così. Una persona “bella”, sempre aperta, disponibile, accogliente, impegnata in tanti percorsi, programmi, progetti accomunati dal principio di cura dei più vulnerabili e dalla valorizzazione delle differenze.
Grazie Monia Monia amava lo studio, la ricerca e l’insegnamento che portava avanti all’università come nella società, nelle scuole come nei gruppi, nelle associazioni e nei movimenti. Studiava, ricercava e viveva in prima persona tutto quello che andava scoprendo: il valore dell’accoglienza, della cura, del dono; il bisogno di far nostra la cultura dei diritti umani, di imparare a viverli in ogni dove, di diffonderne lo spirito ogni giorno, in ogni gesto quotidiano. Grazie Monia, per la tua stra-ordinaria lezione e il tuo bellissimo esempio. Ci mancherai tantissimo. Ti porteremo sempre con noi, in cammino, per la pace. Giovedì 31 maggio, alle ore 16, saluteremo Monia presso la sala del commiato del cimitero monumentale di Perugia.
*Coordinatore Tavola della pace
