di Mario Mariano
A folate, a ritmi cadenzati, distanze non sempre giuste tra i reparti, tattica del fuorigioco che somiglia ad un roulette russa: insomma quello visto contro il Sorrente è solo un parente del Perugia degli ultimi mesi, ma ciò che conta è che all’atto finale non solo la parentela non viene disconosciuta, ma a fare la differenza, pur in un pomeriggio di calura e sofferenza prevalgano i gesti tecnici dei giocatori più esperti. Chapeau ancora una volta davanti alla disponibilità di Ciofani di mettersi lui, goleador di mestiere, a disposizione del compagno di volta in volta meglio piazzato.Un segnale importante, perché vuol dire non solo compatezza, ma anche lucidità nei momenti topici. E che dire di Fabinho che nella prima parte della stagione non inquadrava la porta neppure a due metri dalla riga fatidica ed ora addirittura centra il bersaglio con bordate dalla lunga distanza: da brasiliano tutto ‘tacco e punta’, come a voler dimostrare che le qualità ci sono, ad attaccante che unisce il preziosismo alla concretezza. Ci sono state sbandate in difesa, cosi come per la prima volta il tenacissimo Nicco è sembrato in apnea. Ma non è tempo di puntare sulle defaillance, quanto guardare con intensità il bicchiere mezzo pieno, sottolineare l’entusiasmo della piazza, i caroselli di fine partita che avevano – immaginiamo – un preciso obbiettivo: far capire all’Avellino che i tempi stringono e se durante la sosta arrivasse il tanto sospirato verdetto sul punto di penalizzazione, a prescindere dall’esito, a guadagnarne sarebbe solo il calcio, la sua credibilità.
Nulla di nuovo sotto il sole, che stavolta era perfino cocente e dunque capace di ficcare energie e magari anche offuscare qualche idea: Camplone ha rimandato ancora il debutto di Italiano, che ad un certo punto sembrava dovesse entrare, confermando che lui è propenso a dare fiducia ad oltranza alla squadra di partenza, a prescindere dagli eventi. Non tragga in inganno il secondo cambio, durante il recupero: era solo per allentare la tensione. Che è durata solo sei minuti, il tempo intercorso tra il pareggio di Salvi e la bordata vincente di Fabigho. Un prezzo neppure troppo alto per un secondo posto sempre più consolidato e con un margine risicatissimo dalla vetta. Vai a capire se l’ennesima sosta gioverà maggiormente al Perugia oppure a chi sembra ribaltare il detto che il potere logora chi non ce l’ha.
Koprivec: Graziato in un paio di occasioni, trova un giudice di linea con la bandiera alzata a segnalare il fuorigioco millimetrico di Konan. Davanti a lui non si muovono con sincronia e sul goal del momentaneo pareggio non gli resta altro che tentare l’uscita. Voto :6+;
Moscati: Da lui ci si aspetta di fare legna e di accendere il fuoco. Entra nelle azioni offensive della giornata e già questo basta a salvarne la prestazione. Voto:6
Russo: Se qualche centrocampista si allunga e non tiene le distanze, se l’intesa con Massoni non funziona è chiaro che qualche duello si perde, ma senza gravi conseguenze. Voto:6
Massoni: Un calo di rendimento evidente rispetto al passato, ma non è da processare per qualche errore evidente anche sul momentaneo pareggio del Sorrento. Forse anche per lui la sosta può diventare corroborante. Voto: 6
Liviero: Costretto a mantenere una concentrazione sempre alta perché il Sorrento prova a sfondare sulle fasce. Si adegua al ritmo di giornata, dopo aver fatto lo stantuffo per tanto tempo. Voto: 6
Dettori: Il goal impreziosisce la prestazione, ma non solo quello. Anche lui in affanno nella ripresa, ma lascia il posto a Garcia solo per far respirare i tifosi. Voto:6.5 ( dal 46 st Garcia: può andare sotto la curva a festeggiare senza la tuta .Voto:ng)
Esposito: I ritmi si abbassano e lui torna dalla luna sulla terra, perché sbaglia qualche passaggio, ed a conferma che al loggione non piace, arrivano i soliti mugugni. Ma continua a fare il suo. Voto: 6.5
Nicco: Non poteva reggere ai ritmi degli ultimi tre mesi e non c’è da sorprendersi che abbia ritirato il fiato, con l’arrivo del caldo opprimente. A conferma di una padronanza che ha rafforzato proprio con la nuova maglia, centra un palo dalla distanza. Voto:6
Politano: Le accelerazioni note accompagnate da qualche pausa, sempre disponibile a cambiare fronte d’attacco, pecca di freddezza sotto rete. Voto :6.5 (dal 39 st Rantier : Il goal di Fabinho ne favorisce l’ingresso in campo per la consueta standing ovation a vantaggio di Politano.Voto:ng )
Ciofani: Utile sempre, quando la porta avversaria è vicina e quando è distante. Non è egoista, ma questa è una qualità perché riesce sempre a valutare se deve essere lui a tirare in porta o servire un compagno meglio piazzato. Voto:7
Fabinho: Ancora una volta decisivo, per la gioia dei tifosi che lo hanno eletto a beniamino e di Camplone che lo considera inamovibile. Voto:7+
Camplone: Gli va riconosciuto quell’aplomb che lo mette in condizione di non esaltarsi troppo di fronte a grandi prestazioni o a preoccuparsi troppo nelle giornate meno felici. Il gioco stavolta non è il solito, ma la sostanza è quella che conta. Voto:6.5.
