Dopo la pubblicazione dell’articolo riguardante un insegnante gay che si dimette dal suo incarico «per le critiche ricevute», risponde il presidente del Forum delle associazioni familiari umbre. Ecco la nota integrale.
Prendiamo atto di una non corretta informazione riportata dalla stampa e purtroppo mal riportata anche da organizzazioni quali Omphalos Perugia e le sue affiliate dell’universo LGBTQIA, forse condizionate da un clima di divide et impera, che non sappiamo a chi possa far gioco e che auspichiamo superare.
I fatti: un insegnante di danza di Passignano, che non fa mistero della propria omosessualità, si dimette perché il suo dirigente scolastico avrebbe ricevuto lamentele, riguardanti l’insegnante, che «non avrebbe i titoli» per insegnare nelle scuole. Poiché Omphalos ha declinato la vicenda a fini politici, evocando un caso di omofobia per giungere a criticare le opinioni di Sentinelle in piedi, Cattolici e chiunque ad essi affine, rappresentando un clima di discriminazioni: ci sentiamo chiamati a portare una luce sulla vicenda, rifuggendo da ogni ricostruzione ideologica, contando sull’onestà intellettuale anche in Omphalos.
1. L’insegnante in parola – a quanto dicono i familiari dei bambini – è persona del tutto per bene, non ha mai profittato del suo ruolo né per propaganda ideologica né per altro, limitandosi a far bene il suo lavoro.
2. Il medesimo per molti anni è stato insegnante presso la scuola paritaria cattolica S. Cuore di Passignano, e anche quest’anno era stata chiesta la sua collaborazione ma il medesimo aveva declinato la proposta non avendo tempo disponibile.
3. Se dunque – come sembrerebbe – le sue dimissioni sono state provocate da pressioni di genitori che lamentavano la sua asserita «mancanza di titoli», invitiamo il dirigente scolastico agli accertamenti opportuni, e quali altri ne servano, anche se – trattandosi di attività a latere del curriculum – non si crede siano necessari titoli particolari, considerando l’attività lodevolmente portata avanti dall’insegnante negli scorsi anni.
4. Nel contempo invitiamo l’insegnante a ritirare le sue dimissioni e a tornare serenamente al lavoro.
5. Detto questo, invitiamo anche Arci Gay Omphalos e altri, ad evitare rischi strumentali che anziché aprire alla verità e al rispetto delle persone possono trascinare nel tritacarne mediatico vicende che per la loro natura meriterebbero migliori cautele verso i protagonisti.
6. Ricordando ad esempio, che è stata proprio la scuola cattolica a dar lavoro per anni a questa persona e ad affidarle – evidentemente senza alcun pregiudizio ideologico – l’educazione fisica dei suoi allievi. Anche a questo vorremmo guardassero i colleghi di Omphalos, pensando ai cattolici.
Un’ultima chiosa: quanto detto, come occasione costruttiva, nel far comprendere che siamo speranzosi di dichiarare inutile questo clima di barricate, perché inizi invece la fase del dialogo: sarà lunga? Chissà; sterile non di sicuro! Apriamo le porte e facciamo entrare un’aria nuova.
Il Presidente Ernesto Rossi
