Stop alla control room del nucleo idroelettrico a Terni, da oggi il posto di teleconduzione, ritenuto tassello essenziale nel sistema elettrico nazionale, confluisce a Montorio al Vomano completando il piano di razionalizzazione di Enel green power.

Quello ternano era perfettamente integrato con il territorio circostante; 527 MW di capacità massima complessiva, ripartita in un sistema di asset produttivi con un sistema di 16 centrali idroelettriche, 7 dighe, 3 bacini, capace di gestire tre fiumi, Tevere, Nera e Velino, coinvolgendo quattro province: Terni, Perugia, Rieti e Macerata. In provincia di Teramo, Enel Green Power ha creato, si legge testualmente sui canali social ‘uno degli esempi di infrastruttura tecnologica avanzata in Italia, che monitora continuamente e gestisce a distanza le centrali idroelettriche. Con cento impianti sotto controllo, tra cui 32 grandi dighe, il sistema assicura e ottimizza la produzione di energia elettrica’. A questo vanno aggiunte le 7 linee di riaccensione della rete nazionale 24 ore su 24.

«Mentre i recenti dati confermano il crollo dell’industria manifatturiera con la provincia di Terni fanalino di coda in Italia, il comprensorio vede restringersi ulteriormente il recinto politico e strategico con la confluenza del Posto di Teleconduzione dalla Valnerina a Montorio. Terni, e di conseguenza l’Umbria, nel sistema del bacino idroelettrico conta di meno, con l’annunciata messa in opera del Disaster Recovery Nazionale ancora da approfondire. Grazie al lavoro effettuato tra la Direzione aziendale e le organizzazioni sindacali – rivendicano Riccardo Marcelli e Ciro Di Noia, rispettivamente segretario regionale Cisl Umbria e segretario generale Flaei Cisl Umbria –  il personale altamente qualificato utilizzato nel Posto di Teleconduzione sarà riallocato dopo la conclusione del processo di integrazione. Da un punto di vista matematico non si è perso un posto di lavoro. C’è poco da esultare, però, perché sempre da un punto di vista matematico altre dieci assunzioni potenziali di giovani non sono state effettuate. E per un territorio che lamenta anche il fatto che i giovani vadano a lavorare altrove, si tratta di un’ulteriore perdita certa».

«Cisl Umbria e Flaei Cisl Umbria confermano la contrarietà all’allineamento del Posto di Teleconduzione al modello Enel, che prevede appunto un ridimensionamento occupazionale, una perdita di professionalità mettendo a rischio la sicurezza idraulica del territorio, come denunciato all’unisono da tutte le organizzazioni sindacali. A Terni ma più in generale in Umbria, occorre rilanciare il diritto a ricevere la buona politica, la sua idoneità specifica a servire il bene pubblico. Al contrario in questi ultimi mesi si sta assistendo ad un’opera costante di demolizione delle istituzioni. Tutto ciò, alla lunga, sta conducendo a delegittimare le stesse istituzioni e chi le rappresenta, con il rischio che vengano svuotate del loro effettivo valore. A partire dalla vicenda del Posto di Teleconduzione appare urgente ristabilire e recuperare valori e regole condivise, spirito di servizio e rispetto delle persone e dei ruoli ricoperti. A cominciare da quelle persone che ricoprono ruoli apicali per la comunità. Altrimenti il rischio è quello di assistere ad un lento depauperamento dei centri strategici con relativa ulteriore perdita di peso politico».

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