di Mario Mariano

Una partita che entra di diritto tra quelle più rocambolesche della storia del Perugia per le tante avversità con cui la squadra ha dovuto confrontarsi ed infine per un imperioso gol, insperato e perciò entusiasmante del suo giocatore meno prevedibile, a scacciare una sconfitta che avrebbe provocato ancora più sconquassi delle due espulsioni.

Una partita che ci ha fatto tornare in mente un Perugia-Pisa dei tempi andati, con Aldo Agroppi sulla panchina dei toscani e Giagnoni su quella del Perugia, con un arbitro il cui nome è rimasto stampato nella mente dei tifosi più datati-Tonolini di Milano- che prese le stesse decisioni di Marco Serra di Torino, due grifoni espulsi, tra cui il portiere Malizia, sostituito da Ceccarini. Quella domenica il Perugia perse, Tonolini venne contestato dai tifosi, ne nacquero degli incidenti con le forze dell’ ordine, e il giudice dell’epoca, Gianfranco Sassi emise una sentenza che fece notizia: condannò sì i tifosi violenti, ma riconoscendo loro le attenuanti per le provocazioni subite dalle decisioni arbitrali.

C’è una linea lunga 30 anni che lega queste due partite? Si è no, essenzialmente perché il risultato è stato diverso, e nel calcio il risultato modifica i pensieri, rinvia i giudizi, fa metabolizzare meglio anche le ingiustizie vere o presunte subite. Certo è che il Perugia farà bene – come sembra voglia fare – a puntare forte sullo spirito che ha assistito la squadra in nove per un’ora, quello spirito che le ha permesso di compattarsi negli assalti finali quando Fabinho ha trovato il missile che ha pareggiato il conto
dei gol ed ha fatto arrossire Esposito e tutti i suoi allievi, convinti che bastasse un gol di vantaggio per annientare quello che restava della corazzata di Camplone e Dicara.

Una partita tutta da ricordare e da raccontare, ma sostanzialmente racchiusa nella spingarda di Fabio Ayres che ha trafitto Brunelli; un gol che autorizza a guardare il bicchiere mezzo pieno, che compatta il gruppo e che produrrà una affluenza di spettatori se non da record sicuramente significativa. Sperando di non trovare sulla propria strada un Tonolini, pardon un Serra versione vigile urbano con i suoi cartellini “gialli” e “rossi”.

Koprivec: Il tempo per alzare in angolo un tiraccio di De Agostini, di accogliere tra le braccia un rigore che voleva fare il paio con quelli calciati da Totti e di stendere Tiboni in fuga solitaria. Tre interventi in trenta minuti, ma uno devastante.Che gli costa un rosso scontato e un rigore che da il pari al Prato. Voto: 5

Daffara: Lui come gli altri superstiti godono di un bonus di apprezzamento a prescindere per la resistenza che oppongono ad un squadra che potrebbe dilagare. Nella battaglia non tira mai indietro il piede. Voto:6

Comotto: E’ lui che si avvita ad un passo da Koprivec e sbaglia il più elementare dei rinvii che determina il caos e fa prendere una cantonata all’ arbitro, suo concittadino. Nervi sempre scoperti, anche se mantenere la calma deve essere una impresa.Voto:6

Scognamiglio: Paga per un fallo di confusione commesso da altri. Resta in campo appena 24 minuti.Voto:ng

Sini: Resiste anche lui, e deve essere stato più difficile visto che ha meno esperienza dei compagni. Gli errori veniali vengono sanati dall’aver partecipato alla impresa finale. Voto:6

Vitofrancesco: Un goal voluto e perciò più apprezzato, tanto lavoro di qualità prima e dopo le due espulsioni. Lotta almeno per due, e questo gli vale un punto in più. Voto:7

Filipe: Avvio imperioso, con giocate di fino e perfino un takle velenoso che gli costa l’ammonizione. Esce per motivi tattici. Voto:ng ( Dal 37 pt Massoni : fa valere esperienza, temperamento e fisicità. Gli assalti del Prato fruttano
solo un goal, lui nel mezzo dimostra di esserci. Voto:6.5

Nicco: Tutti ad invocare il giocatore dello scorso campionato, per noi è lo stesso, solo che adesso c’è più tensione, più frenesia e qualche suo errore sembra essere più evidente. Ma sul goal di Vitofrancesco è prezioso ed illuminante il suo assist, è solo che fallisce il raddoppio , servito da Fabinho: cantare e portare la croce è difficile anche per Marchisio. Voto:6+

Insigne: Nella mezz’ora che resta in campo luci ed ombre, troppo poco per un giudizio.Voto:ng(dal 31 pt Stillo: Affatto demoralizzato dal goal di Tiboni dal dischetto, dimostra di essere subito reattivo, determinante, forse anche motivato dalla prestazione di Coppa Italia con il Castel Rigone. Ad occhio e croce un acquisto azzeccato.Voto:6.5

Eusepi: Si vede poco in fase offensiva, e forse andava sostituito prima da Moscati dopo le due espulsioni.Ma alla fine della fiera anche lui si sacrifica per mantere la squadra in partita.Voto:6 ( dal 17 st Moscati: Utile, utilissimo perché saranno state le critiche pubbliche, o sarà stato il suo spirito di combattente, ma un fatto è certo: quando entra lui la squadra riesce ad allungarsi, a tenere viva la speranza del pareggio. Voto:6.5

Fabinho: Un assist per Nicco spettacolare, tanto lavoro da mediano, lui funambolico brasiliano che preferisce le praterie, e poi quella ciliegina, anzi no, quella fragola sulla torta che esalta la domenica del grifo. Voto:7.5

Camplone- Di Cara: Volevano una squadra cattiva, da combattimento e a pensarci bene l’hanno trovata: gli episodi della partita obbligano entrambi a cambi necessari ed utili. Solo Moscati sarebbe dovuto entrare prima. Certo è che i nervi per uno che non è più un pivellino dovrebbero essere tenuti sotto controllo. Voto:6

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