di Mario Mariano
Il camaleontismo tattico concede vantaggi a una squadra che può cambiare pelle in corsa, ma è anche necessario un costante allenamento, perchè questa strategia dia i suoi frutti. Altrimenti si finisce per andare in confusione. Costretto a recuperare un gol e un tempo, il primo, perduto per organizzarsi tatticamente, il Perugia è andato incontro alla prima sconfitta in campionato (la seconda della stagione), ma con dignità.
Si dice: la dignità conta relativamente, contano i punti. Verissimo, ma il Perugia ha finito in attacco, e chissà se ci fossero stati altri dieci minuti di gioco. Magari poteva scapparci lo stesso risultato della stagione scorsa un 2-2, con la squadra ridotta in dieci. Per la verità in dieci il Perugia ha giocato per novanta e passa minuti. Sorprende che Bisoli non si sia accorto che Fabinho, senza discutere l’impegno, non è mai entrato in partita. Un corpo estraneo. Un problema da risolvere.
Aveva detto il tecnico alla vigilia: «Se il Pescara dovesse vincere, sarà perchè avrà giocato meglio». E così è stato. Oddo ha una squadra di valore, più qualità e più idee chiare rispetto al Perugia. Che ha lottato, è vero, ma alla resa dei conti, ha prodotto poco gioco offensivo, se appena si pensa che Ardemagni ha tirato in porta una sola volta. E’ la storia della coperta troppo corta: se si coprono i piedi si scopre la testa, e viceversa. L’ingresso in campo di Parigini ha dato verve all’attacco, ha messo pressione al Pescara, ma alla fin fine i rifornimenti per Ardemagni e lo stesso Parigini sono stati scarsi. Salifu non si è confermato come contro il Como e lo stesso Rizzo ha giocato a fasi alterne. Del Prete, migliore in campo domenica scorsa, alla distanza si è bloccato. Ma va ripetuto all’infinito: la prestazione globalmente è stata positiva per l’impegno, gli avversari non si chiameranno tutti Pescara. Bisoli le ha provate tutte, come era giusto facesse, dovendo recuperare, ma alla fine i continui cambi tattici non sono stati compresi appieno.
Rosati Ripete in pratica la prestazione di San Siro contro il Milan, contenendo il passivo nel primo tempo e ripetendosi nel secondo. Di piede o in volo, lui c’è. Voto 7
Mancini In affanno quando il Pescara accelera l’azione, mostra inesperienza nel fare girare a largo gli attaccanti. Qualche pasticcio difensivo, assieme ai compagni di reparto. Voto 5,5 (Dal primo secondo tempo Parigini: entra subito in partita e si intende che è una meraviglia con Ardemagni. Sfiora il gol e tiene sotto pressione la difesa del Pescara. Se è in forma fisica non si discute. Tocca a lui fare coppia co ‘Arde’. Voto 6.5)
Volta Gli capitano attaccanti in grande spolvero, un Coco che vuole portarlo fuori zona, un Lapadula in grande serata. Tampona, rintuzza, spinge la squadra, ma non è indenne da errori quando si tratta di stringere la marcatura. Voto 6-
Rossi Forse è quello che soffre di più il cambiamento tattico della difesa. Negli spazi si perde, il palleggio non è dei migliori. Voto 5.5
Del Prete Duella con Crescenzi, che sfodera una prestazione eccellente. Duello a volte in pareggio, altre volte la clessidra si sposta verso l’ex grifone. Deve crossare più spesso, altrimenti Ardemagni resta senza rifornimenti. Voto 6-
Salifu Tanta grinta, forse a volte troppa, con un calo alla distanza per via di energie poco disciplinate. Maè suo un cross al bacio per Ardemagni. Voto 6 (Dal 28 secondo tempo Di Carmine: ci si accorge di lui quando su una corta respinta dei pescaresi, non ci pensa due volte e dimezza lo svantaggio con un tiro potente e preciso Voto 6)
Rizzo tanti metri quadrati da coprire, forse troppi. Anche lui come Salifu perde lucidità alla distanza. Voto 6-
Spinazzola Tra i più continui nell’azione e nel palleggio. Pur dovendo occuparsi di zone appartenenti a Fabinho. Voto 6.5
Lanzafame Forse tradito dalla rivincita con chi magari era in tribuna, cioè Camplone, non riesce a trovare una posizione giusta per fare la differenza (come spesso gli capita). Quando è così, si intestardisce in azioni personalistiche. Voto 5.5 (Della Rocca dal 14 secondo tempo: entra subito nel vivo della battaglia, affronta i contrasti con tenacia ed efficenza, ma si capisce al volo che cerca la giocata facile e che poco sa dei nuovi compagni. Voto 6
Ardemagni Anche se resta all’asciutto è da elogiare sempre. Si affanna, rincorre tutti ma non gli arrivano palloni giocabili. Se non in misura minima. Voto 6+
Fabinho Non convince in nessuna zona del campo. Tra lui e Mancini combinano il pasticcio che permette all’arbitro di assegnare il rigore decisivo. Voto 5-
Bisoli Partita preparata sicuramente, forse alla fine i troppi cambiamenti tattici frastornano la squadra. Ma lui non ha rimpianti. Può dire di averle provate tutte. E per poco… Voto 6
