martedì 17 settembre - Aggiornato alle 19:48

Ferrucci: «Bisogna unire tutto il mondo civico. Fora? Profili come il suo vanno sostenuti»

L’intervento del professore: «Basta tatticismi. Le elezioni regionali si possono vincere, ma a quattro condizioni»

Il professor Luca Ferrucci

di Luca Ferrucci*

La riflessione avviatasi, oramai circa due mesi, fa sul civismo regionale deve urgentemente approdare in un “porto sicuro” per far partire una campagna elettorale densa di confronti, di proposte e di risposte ai problemi della gente e delle imprese. Non è più il tempo dei tatticismi e dei vari posizionamenti, quasi a rimarcare la necessità di ciascun movimento civico nell’affermare la propria identità. Il civismo è il vero fattore di novità di questa stagione politica e non deve divenire un freno all’innovazione in questa regione. La data delle elezioni regionali è fissata e, a ritroso, anche quella della presentazione delle liste. Il tempo è drammaticamente scaduto. Il civismo deve dimostrare che esiste ed è unito nei suoi propositi politici e programmatici. Ecco perché ogni ritardo, veto o paura da parte di questo civismo rischiano di pregiudicare in modo irreversibile il percorso politico che deve mirare a vincere (ed è ancora possibile) queste elezioni regionali stando nel campo del centro sinistra.

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Quattro condizioni Si possono vincere con quattro condizioni: la candidatura di persone competenti e credibili. Una credibilità delle persone fondata su valori e esperienze di vita, dal mondo del lavoro, della cultura, della sanità e sino all’associazionismo; la validità delle proposte politico-programmatiche, capaci di dare risposte vere ed efficaci ai problemi delle famiglie e delle imprese. Proposte che siano capaci di ridare uno slancio in termini di crescita sostenibile all’economia e, contestualmente, di intervenire in modo forte sui temi della marginalità sociale ed economica; l’unità di tutte le forze civiche, laiche, progressiste, cattoliche ed ambientaliste di questa regione attorno ad un progetto di grande trasformazione della nostra regione, superando tradizionali “steccati”; un’idea di un governo regionale composto da qualificate persone competenti, dialoganti e trasparenti.

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Idee e nomi Ma oggi, e siamo già in ritardo, occorre dare risposte tempestive e chiare a due di queste condizioni: le idee programmatiche e i nomi delle persone da candidare alla presidenza della Regione. Per fare ciò dobbiamo rimboccarci le maniche, tutti insieme, e utilizzare questo tempo come un laboratorio, un’incubatrice di idee. Un laboratorio per non cedere alle false e (troppo) facili scorciatoie che dirompono nel nostro tempo, fondate sul parassitismo, sulla rabbia sociale, sulla violenza verbale. Un laboratorio che attinga al meglio dell’esperienza, delle idee e delle proposte di una sinistra riformista e progressista che, per troppo tempo, si è lasciata ammaliare prima da logiche stataliste, ampliando il raggio di azione (e di occupazione) della sfera pubblica, e poi da quelle neo-liberiste, privatizzando beni pubblici e generando nuovi monopoli privati, anche su scala locale e regionale.

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Crescita Occorre invece guardare a una crescita sostenibile e responsabile, inclusiva e capace di esprimere maggiori dosi di eguaglianza economica e sociale. Occorre ridare centralità a un’idea di comunità per il governo di beni collettivi. Occorre mirare ad una crescita che metta al centro le piccole e medie imprese che rischiano con i propri investimenti in innovazione e internazionalizzazione e che riconoscono un valore centrale ai salari dignitosi dei propri lavoratori e al radicamento nei propri territori. Non abbiamo bisogno di imprese che depredano la ricchezza dell’Umbria ma che contribuiscono ad ampliarla, in una logica equitativa, all’interno della comunità.

I candidati Ma il civismo deve, con la stessa rapidità, proporre non solo idee ma anche una rosa di candidati per la presidenza della Regione da portare ad un tavolo di discussione e confronto con gli altri partiti della coalizione. Anche su questo piano i tempi sono maturi e non possiamo dilatare ulteriormente. Andrea Fora – nell’ambito della comunità civica – ha manifestato la sua disponibilità a candidarsi. Bene. Lo conosco e ne apprezzo le qualità umane, le capacità professionale e l’impegno sociale. Mi auguro che il civismo – per quanto possibile tutto insieme – possa al più presto riconoscersi e sostenere progetti e profili di questo genere mettendosi subito al lavoro per la campagna elettorale”. Per quanto mi riguarda ritengo che, se il civismo saprà ben interpretare e con rapidità queste quattro sfide, allora io sarò disponibile a dare un mio contributo in termini di idee programmatiche: non inseguo candidature ma solo e unicamente il proposito di poter battere politicamente la deriva pericolosa di una destra nella quale non trovo alcuna soluzione condivisibile per la nostra società regionale.

*Il professore di Economia e gestione delle imprese è tra gli animatori di «Cantiere civico»

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