di Mario Mariano
Ripartire senza danni in classifica dopo quanto accaduto più o meno inopinatamente la settimana scorsa, con colpi di scena a ripetizione sul fronte societario, non era affatto scontato. Anzi, adesso che da Chieti è arrivato il responso tanto atteso e che i tre punti incamerati con qualche sofferenza sul finale hanno lasciato inalterato il distacco dalle inseguitrici, si può dire con forza che proprio gli addetti ai lavori erano preoccupatissimi per le ricadute sulla squadra del cataclisma che ha portato allo azzeramento dei quadri societari con la nomina di un solo condottiero, Gianni Moneti. Se in campo le difficoltà sono state solo di natura tecnico-tattica (da non sottovalutare che il Chieti aveva subito in casa una sola sconfitta) il merito principale va dato a Battistini, bravissimo a metabolizzare il susseguirsi delle vicende ed abile a respingere qualsiasi tentativo di coinvolgimento nel processo mediatico in atto. In ogni caso importante è stato anche il lavoro di raccordo tra dirigenti e squadra portato avanti da Alvaro Arcipreti, che dalla estate scorsa non ha mai avuto un attimo di tregua, sempre costretto a dover dimostrare che le scelte da lui operate sono all’altezza di una piazza esigente.
Battistini e la polizza La partita non è certo da annoverare tra le migliori della stagione. Poche occasioni create e solo qualche affanno sul finale per via di una intesa ai minimi termini tra Giordano e Cacioli. La condizione atletica è parsa migliore rispetto all’anticipo con l’Aversa, ma altri termini di confronto sono praticamente impossibili, tante sono le differenze ambientali e tecnico-tattiche. Battistini si conferma abile interprete delle pieghe della partita: una lettura attenta che lo porta a migliorare quasi sempre il quadro generale con le sostituzioni. E’ accaduto anche a Chieti ed è importante per il futuro del Grifo: un allenatore che si è calato nella parte domenica dopo domenica vale quanto una buona polizza assicurativa.
Giordano Gli va dato atto che anche davanti ai rimbrotti più clamorosi e alle tensioni provocate nei compagni, riesce a mantenere una calma olimpica. Mettersi a disquisire sulle sue mancate uscite è puro esercizio dialettico. Cacioli non gliele manda a dire, ma per poco Berardino non approfitta di una intesa tutta da inventare. Voto: 6–
Anania Si riappropria di quella condizione fisica che è principale qualità del suo gioco, spinge sulla fascia come prima della sosta ed in fase offensiva non c’è molto da rivedere. Semmai qualche sbavatura in chiusura su Gammone. Voto:6.5
Cacioli Si aggiunge agli attaccanti sui calci piazzati come mai aveva fatto fin qui con tanta insistenza, segno che esegue le disposizioni dell’allenatore. Giocando molti palloni è inevitabile che accresce la possibilità di sbagliarne qualcuno, non sceglierebbe Giordano neppure come compagno in una partita a briscola e si vede chiaramente che i due proprio parlano lingue diverse. Ad un errore su Gammone, rimedia un attimo dopo opponendosi con il corpo al tiro a botta sicura di Berardino. E’ evidente che non è a suo agio ed il rendimento ne risente. Voto: 6-
Russo Borghetti può prendersela con calma nel recuperare, perché l’ex Todi fa la sua parte con coraggio e buon anticipo ed in più è maggiormente preciso, anche nei rinvii, rispetto alla gara contro l’Aversa. Voto: 6.5
Zanchi Sul goal ha ampi meriti perché l’affondo è di quelli dirompenti, che creano superiorità numerica ed alternative nel servire i compagni, anche scegliere la soluzione Clemente è azzecatissima perché dimostra che quando vuole ha i riflessi per far valere le sue qualità. In fase difensiva talvolta si perde l’avversario, ma stavolta è tra i più vivaci. Voto: 6.5
Carloto Non si raccapezza nel mare magnum del centrocampo e per non sfiatarsi troppo decide di restringere il campo di azione. Meglio nella ripresa, ma è ancora lontano da un rendimento importante. Voto: 6-
Benedetti Anche lui lontano dal rendimento standard perché in mezzo al campo ci sono intasamenti di ogni genere, con l’aggiunta che ogni volta che prova a lanciarsi verso una corsia lo fermano sempre con calci e spintoni. Voto: 6- (dal 31′ st Borgese Entra da subito in partita ed il suo apporto è importante per frenare il forcing del Chieti. Mette un po’ più ordine a centrocampo, arpiona qualche pallone e fa respirare la difesa dando così un senso alla manciata di minuti in cui resta in campo. Voto: 6+
Margarita Si butta senza risparmio di energie anche sui palloni più difficili, quelli che neppure Speedy Gonzales riuscirebbe a recuperare. Guadagna angoli, cerca il goal dalla distanza, non è disciplinato ma la sua frenesia è di sicura utilità per la squadra. Voto: 6.5 (dal 27′ st Ferri Marini Un recupero a tempo di record dopo l’ennesimo problema muscolare, qualche accelerazione e la certezza che è vispo come all’inizio di stagione. Voto: 6
Clemente Ancora una volta decisivo perché è lui che «chiama» a Zanchi il passaggio da cui scaturisce il tiro che manda in tilt D’Ettorre e permette a Tozzi Borsoi di andare in goal. Non è preciso nei lanci, non è continuo, non ha la mira giusta dei mesi scorsi, ma tutto gli può essere perdonato se resta decisivo. Voto: 6+ (dal 43′ st Moneti Sei minuti di gloria anche per lui, troppo pochi per un giudizio, ma intanto nei minuti finali, frenetici, non sbaglia i palloni che gioca ed in più non appare neppure emozionato dal fatto di avere un padre che ora ha un altro ruolo nel Perugia. NG)
Tozzi Borsoi Farsi trovare al posto giusto nel momento giusto è sempre un gran merito per qualsiasi attaccante. Si segnala per stazza e presenza nella propria area in più di una circostanza, meno presente a centrocampo dove fatica a recuperare palloni per far salire la squadra. E’ chiaro che il goal di Chieti potrebbe far rivedere i propositi di prendere un attaccante. Voto: 6+
Moscati Non si fa prendere dalla smania di «miracol mostrare», anzi capisce che c’è da giocare in copertura, da rinconcorrere chi si avventura sulle fasce, ha poche possibilità di farsi vedere in attacco se non quando va a battere i calci d’angolo. Voto: 6
Battistini Non era facile tenere la squadra sotto pressione, non era facile leggere la partita per apportare qualche miglioramento. Riesce nella impresa perché si applica, perché è umile, perché ha tanta voglia di trasmettere allo ambiente la sua voglia di vincere. Voto: 7


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