La struttura Aidas di Collerolletta

di Angelo Morbidoni*

Deve essere reso noto, che per peculiarità specifica del loro ruolo, i soci della cooperativa Aidas sono azionisti e dipendenti che operano in un contesto esterno fortemente interpretato dal pubblico e che interagiscono con lo stesso per il raggiungimento dello scopo sociale della cooperativa: «Il perseguimento del benessere dei soggetti svantaggiati della collettività».

Molte delle difficoltà che investono la cooperativa Aidas sono strettamente collegate all’appalto con l’Asl (ora Ausl Umbria) e al ruolo primario che la cooperativa riveste nell’ambito della attività residenziale socio-sanitaria in Umbria. I suoi 173 posti letto autorizzati, sono un patrimonio costruito in tanti anni di duro lavoro.

Le cronache locali già hanno versato litri di inchiostro per raccontare le dinamiche della gara d’appalto; hanno parlato del ricorso al Tar ed al Consiglio di stato, ma troppo poco è stato detto rispetto a quello che è accaduto negli ultimi 3 anni a questa cooperativa, la quale sta per compiere i suoi 30 anni di storia nella cooperazione, vissuti interpretando le esigenze di un settore dirimente come quello dei servizi socio sanitari rivolti agli anziani non autosufficienti.

Alla collettività è stato solo riferito che la cooperativa Aidas ha trovato un altro partner per partecipare alla gara d’appalto con la ex Asl4 , nessuno però si è mai chiesto cosa ha portato la cooperativa ad agire questa scelta.
E’ stata forse partorita dalla volontà di produrre uno sbrego o dalla necessità di difendere la propria autonomia ?

Intanto è noto che all’interno dell’Aidas sono cambiate le cariche sociali, che i membri dell’organo amministrativo si sfiduciano reiteratamente a vicenda, che l’appalto è stato aggiudicato all’Ati che lo ha gestito per 13 anni. A tale proposito vogliamo evidenziare che già si è espresso il Tar con una sentenza che ha ratificato tale assegnazione, ma la cooperativa Aidas, non demordendo, ha inoltrato il suo ricorso al Consiglio di stato.
Abbiamo anche assistito a travasi di lavoratori da una cooperativa all’altra rispondendo ad una prassi inedita e discriminatoria verso alcuni di essi. Molti soci mantengono il loro ruolo addirittura in due cooperative garantendosi, previa voto, potere decisionale in entrambe.

Tutto questo avviene mentre molti soci dell’Aidas si sono autotassati per pagare le spese legali utili a dar mandato al ricorso presso il Consiglio di Stato contro l’assegnazione della gara d’appalto. Sorge spontanea una domanda apparentemente retorica: come mai gli amministratori non sembrano essere interessati alla potenzialità di vincere la gara? Come mai per avviare la nuova struttura inaugurata 2 anni fa c’è voluta una sentenza di stato?

Non pretendiamo che l’opinione pubblica assuma come priorità la conoscenza delle reali problematiche, ma vogliamo denunciare l’idea che ormai si è strutturata nelle nostre menti; questa afferma con perentorietà che qualcuno per i propri vantaggi sta lavorando per l’esaturazione della gloriosa cooperativa.

Noi vogliamo, a dispetto delle nostre paure, andare avanti e con la determinazione delle nostre strategie e delle nostre idee continuare ad affermare l’utilità della nostra azienda. Vogliamo continuare ad essere indipendenti dalla politica e dalla concorrenza ad essa collegata. E’ giunto il momento di dare un segnale forte alla città. Noi soci non ci arrenderemo. Difenderemo fino allo stremo delle nostre forze l’utilità della nostra cooperativa e della nostra professionalità. Questo lo faremo per la nostra dignità e per quella della nostra martoriata città.

*Segretario del Partito della rifondazione comunista di Terni

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