Venerdi 20 febbraio alle ore 21, da non perdere ‘l’incontro tra Mozart e la libertà del jazz’. Questa la proposta di Visioninmusica che porta, sul palco dell’auditorium Gazzoli di Terni, Thomas Enhco. In Mozart Paradox , i temi universali del genio di Salisburgo — dal Don Giovanni all’ Ave Verum Corpus — diventano il punto di partenza per un’improvvisazione jazz raffinata, sorprendente e profonda. Un dialogo tra epoche diverse in cui la tecnica impeccabile di Enhco trasforma la struttura classica in materia viva, poetica e profondamente attuale.
Thomas Enhco Rileggere i componimenti di un’istituzione monumentale come Wolfgang Amadeus Mozart è un’impresa rischiosa e complessa: si può rimanere intrappolati nella sua cifra stilistica senza riuscire a dire nulla di nuovo, oppure allontanarsene tanto da perderne le tracce. Il pianista francese Thomas Enhco, forte di una formazione classica rigorosa e di un’anima jazzistica libera e curiosa, tesse una trama che attinge alla familiarità dei temi mozartiani quanto basta per evocare un immediato riconoscimento, e poi sorprende con riletture profondamente personali e audaci. Il suo percorso musicale, iniziato da bambino con lo studio del violino e del pianoforte, si consolida con eccellenza al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica di Parigi.
Verso il jazz Questa doppia anima, classica e improvvisativa, lo porta a incidere per etichette prestigiose come Verve, Deutsche Grammophon e Sony Music, esibendosi in oltre cento concerti all’anno in tutto il mondo, dal Giappone agli Stati Uniti. Dopo aver esplorato Bach, Brahms e Schumann, Enhco prosegue la sua missione di ponte tra jazz e musica classica con Mozart Paradox: un progetto in piano solo dallo sguardo libero dove la forma si piega all’ispirazione e il repertorio si trasforma in materia viva e pulsante. Il progetto si muove attraverso pagine celebri e angoli più intimi del repertorio mozartiano: l’Ouverture di Don Giovanni apre il viaggio con tensione teatrale, seguita dalla Piccola serenata notturna che si fa gioco di contrasti e leggerezze. L’Ave verum corpus, il Kyrie e il Lacrimosa svelano la profondità spirituale di Mozart, mentre le Sonate in La minore e in La maggiore restituiscono la sua voce più intima e brillante. Il Concerto per clarinetto si distende in una liricità sospesa, prima che il duetto Là ci darem la mano e la Marcia dei sacerdoti chiudano il cerchio con grazia e ironia. Un omaggio che non si limita a rileggere, ma osa riscrivere — con rispetto, audacia, poesia e assoluta libertà. Qui il calendario concerti e la possibilità di acquistare i biglietti.

