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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 02:05

Padre musicista, studi al Briccialdi e talento, Elia Portarena: «Strimpellavo già a due anni»

Vincitore di concorsi anche internazionali, il 21enne racconta a Umbria24 il suo primo album: disponibile su Spotify e non solo

foto Facebook

di M.G.P.

È online da qualche giorno su tutte la piattaforme il primo disco Elia Portarena, giovane interprete di chitarra classica e ternano di adozione. ‘Le départ’ è il titolo dell’album contenente sette brani per una durata di circa un’ora di musica, dotGuitar l’etichetta. «Questo cd per me rappresenta un punto di partenza – racconta a Umbria24 l’artista -. L’album contiene tutti i miei cavalli di battaglia, tutte quelle tracce che mi hanno accompagnato verso risultati importanti. Le départ è la mia presentazione».

Le départ Il musicista dedica l’intero album «Alla musica, alla chitarra stessa, la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto e seguito, nonché a tutti i miei insegnanti». Cari al ragazzo tutti i sette brani, ma racconta di essere particolarmente affezionato a ‘Le départ’,  traccia che dà il titolo all’album stesso e ‘Fantaisie variée sur le Carnival de Venise’: «Il primo brano – dice il chitarrista – mi ricorda diverse esperienze vissute che hanno avuto come sottofondo questa traccia, ormai è nel cuore, la suonerei ovunque. Il secondo è un brano a cui tengo molto perchè mi appartiene come tipologia, l’ottocento, lo stile romantico e perché è una prima incisione assoluta».

Un po’ di Elia Il ventunenne Elia Portarena, nato a Orvieto diventa ternano di adozione grazie ai suoi studi musicali compiuti al liceo e al conservatorio della città. «Ho tenuto lo strumento in man fin da bambino, a due anni già strimpellavo – racconta Elia -. Mio padre è un insegnante di chitarra, lui mi ha trasmesso questa passione per la musica. Ho iniziato a studiare seriamente intorno ai cinque anni, poi appena adolescente sono entrato in conservatorio, a Terni, e mi sono laureato nel 2019 con il massimo dei voti». Vincitore di oltre quaranta concorsi, nazionali ed internazionali, il musicista confessa di voler puntare sempre più in alto: «Non si è mai arrivati. Il mio sogno è quello di diventare un concertista affermato non solo nell’ambito prettamente chitarristico, ma anche nella musica in generale. Vorrei ampliare le vedute verso il mondo della musica e spero che la chitarra venga riconosciuta come uno strumento valido, alla stregua, per esempio, del pianoforte o del violino perché non ha niente da invidiare a questi strumenti e non è giusto che venga considerato uno strumento ‘di nicchia’».

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