Una sera d’estate al Teatro Romano e buona musica: il Gubbstock festival è pronto a tornare. Dal 25 al 27 luglio, Gubbio diventa il centro della musica giovanile umbra con la 32esima edizione di un festival gratuito capace di scommettere sui talenti emergenti.
Il festival Nato come spazio di espressione per le band dell’area di Gubbio, Gualdo Tadino, Fossato di Vico e Sigillo, il Gubbstock ha saputo negli anni portare sul palco nomi poi esplosi sulla scena nazionale. Negli anni ha ospitato artisti come Fast Animals and Slow Kids, Calibro 35, I Camillas, Il Pan del Diavolo, Studio Murena, Emma Nolde e tanti altri, mantenendo vivo uno spirito di ricerca e scoperta che unisce pubblico giovane e non solo.
Il programma Si parte il 23 luglio con il Songwriting Café, un doppio laboratorio di scrittura musicale condotto da Riccardo Ruspi e Michele Menichetti, che coinvolgerà anche il gruppo Semo buli del Cad Il passo di Ulisse e il progetto Sai di Gubbio. Il giorno dopo, il 24 luglio, tocca all’irriverente quiz show Don Quizzote, proposto da Capa e Cape in piazza 40 Martiri, tra domande di cultura generale e sfide musicali. Poi sarà il palco del Teatro Romano a fare da protagonista, con 18 progetti musicali tra band locali, artisti emergenti, una rappresentanza di Szentendre (Ungheria) – città gemellata con Gubbio – e ospiti di rilievo nazionale.
Gli ospiti Ad aprire la prima serata, il 25 luglio, ci saranno i Neoprimitivi e Gaia Banfi. I primi sono una meteora psichedelica venuta da Roma: sette elementi e suite visionarie che mescolano krautrock, noise e ambient. Gaia Banfi è una giovane artista che ha fatto parlare di sé per la sua vocalità ariosa e sperimentale, tra jazz, elettronica e poesia. Dopo il debutto a X Factor nel 2023, continua a incantare con performance audaci e raffinate. Il 26 luglio tocca invece a Teamcro, collettivo artistico che fonde musica, immagine e design in live set multisensoriali, tra performance, proiezioni e sperimentazione sonora. Gran finale sabato 27 luglio con Masamasa, artista campano che fonde atmosfere disco, gusto vintage e testi intrisi di malinconia.

