di G.O.

Il festival per il diritto a restare, Speak up, riapre la “call to art” per trovare artisti e volontari con cui dare vita al programma di eventi che attraverserà l’Umbria nella prossima primavera. Confermati eventi a Perugia, Foligno e Terni ma l’obiettivo rimangono i territori più periferici e i piccoli Comuni.

Le conferme Quest’anno la macchina di Speak up parte prima, «per dare maggiore spazio ad artisti e volontari anche nella fase di organizzazione degli eventi», spiega la coordinatrice di Una Regione per restare, Alice Spilla. Previsti anche nei primi giorni di gennaio «momenti di formazione su comunicazione e organizzazione logistica» per i volontari che prenderanno parte al festival. Quella del 2024 si preannuncia un’edizione frizzante, confermato il mese di aprile e le città di Perugia, Foligno e Terni ora l’organizzazione si concentrerà sui «piccoli centri e le realtà del sociale, al cuore della programmazione».

Le novità Tra le novità i nomi di alcuni ospiti, ancora non specificati, dal mondo dello spettacolo, dei social e dell’accademia, fermo restando che gli eventi «rimarranno sulla falsa riga dello scorso anno: poetry slam, stand up comedy, mostre, dibattiti e concerti». «Quello su cui non cediamo – prosegue Spilla – è la voglia di alzare la voce sui temi caldi della nostra generazione come giustizia sociale e climatica, questione di genere e diritti civili, libertà di stampa e diritto alla salute, che resteranno i pilastri della programmazione».

Cultura Al centro di Speak up rimane quindi la cultura per far sì che «non sia vissuta dai giovani esclusivamente come spettatori, ma che anzi sia un modo per la nostra generazione di tornare protagonista negli spazi che vive quotidianamente. Per questo le nostre porte sono aperte e intendiamo garantire più partecipazione possibile ai lavori, assieme agli strumenti formativi per accrescere il proprio bagaglio personale», conclude la coordinatrice.

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