di Maria Giulia Pensosi
«Quando si inizia a scrivere non si pensa mai fino in fondo di poter pubblicare, eppure in cuor mio lo sapevo. Prima o poi avrei visto i miei pensieri su carta, anche se di tempo, ne sarebbe passato». Ed è così che, da quella passione nata e coltivata negli anni, Marta Carlini, romana ma ternana di adozione, ha confezionato e pubblicato il suo primo libro. Si intitola ‘Della Fragilità’ e verrà presentato venerdì alle 18.30 alla Casa delle Donne di via Aminale a Terni. Un libro di poesie, 60 in versi liberi, «che sfidano il lettore a spogliarsi del suo ruolo e a farsi protagonista della poesia, attraversando i grandi temi dell’amore e della fragilità».

‘Della Fragilità’ Marta Carlini, a Umbria24, racconta come è nato il suo libro: «Ho iniziato a scriverlo nel 2017 e credo di aver scritto l’ultimo componimento nel 2022, e poi non ho scritto più in poesia, qualcosa ma di poca rilevanza». L’opera, edita da Affiori Editore, «è una piccola silloge poetica. Filo conduttore è l’attesa e l’incertezza nella fragilità di una storia d’amore – spiega l’autrice -. La raccolta è dedicata alle donne, così come si evince in epigrafe. Una dedica a tutte le donne della mia vita e all’amore “in tutte le sue meravigliose forme”. ‘Della fragilità’ è un monito a non considerare la parola come univoca e semplice. C’è sempre un significato complesso e molteplice, che invito ad esplorare con la lettura del libro. Non fermarsi alla fragilità per come la intendiamo la maggior parte delle volte, bensì unirla ad un concetto più ampio di riscatto, pazienza e attesa di un cambiamento che però può e deve partire proprio da noi stesse».
Marta Carlini L’autrice nasce a Roma nel dicembre del 1996. Dopo gli studi classici intraprende un percorso universitario in Sociologia. Nel 2020 consegue la Laurea Magistrale in Sociologia e Ricerca Sociale presso l’Università degli Studi di Perugia. Dopo i suoi studi diventa cultrice della materia in Sociologia Generale e in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi nello stesso Ateneo. Da anni si occupa delle tematiche afferenti alla violenza di genere e della sociologia visuale. Dal 2023 è operatrice antiviolenza al Cav ‘Barbara Corvi’ di Narni. Nel 2024 è operatrice anche al Cav ‘Libere tutte’ di Terni. «In questo libro la violenza non è una direttrice, ma posso svelare che c’è una lirica in particolare che parla velatamente di una situazione di violenza – confida Marta Carlini -. E la reazione a questo, almeno nel libro, ma pur sempre nella vita, è che la forza del noi, quel noi della dedica iniziale, non venga mai meno. Perché è attraverso il ‘femminile plurale’ che se ne può uscire».
Monito ai giovani L’autrice non nasconde l’emozione prima della presentazione della sua raccolta: «Mi piacerebbe che questo libro fosse ‘abitato’ – confessa -. Che venga scritto, sottolineato, anche maltrattato, purché ne esca più pieno e ampio di come è entrato nello scaffale della libreria». Poi il monito ai più giovani: «Non abbiate timore di leggere, e non ‘arrabbiatevi’ se i professori provano a insegnarvi una strada, perché potrà essere solo che lastricata di nuove parole per disegnare il vostro mondo. Lasciatevi guidare e provate ad indossare nuovi occhi, perché è questo che fa la buona letteratura: ci insegna a vivere». Il libro dai primi di febbraio è disponibile online e a richiesta anche nelle librerie della città.
