di Danilo Nardoni
Passato e futuro. Storia e innovazione. Per un teatro fatto per «emozionarsi» e che mette attenzione alle stagioni dei vari spazi teatrali umbri del circuito, alle produzioni dello Stabile sempre più di livello internazionale, ai giovani e al rapporto con il pubblico. I punti cardine dell’operato del nuovo direttore del Teatro Stabile dell’Umbria fanno leva su questi pilastri. Temporali, di progettazione già avviata e di contenuti da sviluppare. «Cercherò di avere la forza per conservare quanto costruito finora ma guardando in avanti e interpretando i tempi». Detta subito la linea Nino Marino, al suo primo incontro con la stampa seduto, da solo, al centro del palco del Teatro Morlacchi di Perugia.
Palcoscenico Marino ha voluto incontrare i giornalisti umbri sul palcoscenico del Morlacchi, dopo la recente nomina per i prossimi tre anni, «perché è qui che accade tutto». Dal palcoscenico si sa, infatti, si può guardare il mondo e ci si può guardare dentro. Marino lo ha fatto per la sua prima volta da neo direttore davanti alla stampa e si è rivisto giovanissimo avvicinarsi al teatro andando a guardare di nascosto a Palermo Carlo Cecchi che provava, oppure ad attendere con trepidazione a mezzanotte, dopo ore di lavoro, attori e registi che andavano a mangiare nel ristorante dove lavorava come cameriere.
44 anni Marino, 44 anni, è tra i più giovani direttori di teatri stabili in Italia e succede a Franco Ruggieri. Proprio dall’ex guida dello Stabile umbro, che Marino ha ringraziato per aver creduto in lui ed averlo chiamato 15 anni fa prima per occuparsi di relazioni internazionali poi anche come direttore di produzione e da tre anni pure nel ruolo di vice direttore, il neo direttore ha ricordato di voler partire ma mettendo anche del suo: «Spero di saper interpretare al meglio il segnale che il Consiglio di amministrazione ha voluto dare dando fiducia ad un giovane come me che sappia coniugare bene il passato con il futuro» ha sottolineato Marino per poi aggiungere: «L’innovazione e il sapersi innovare sono alla base del teatro ma importante sarà anche mantenere quanto di buono è stato fatto”. Già aver scelto come nuovo direttore una persona di 44 anni, ma che comunque è stata capace in poco tempo di conquistare la stima e la fiducia di tutti i registi e gli attori che sono venuti a contatto con lo Stabile, è un bell’atto di innovazione e fiducia da parte del cda della realtà teatrale umbra.
Ruggieri Visibilmente emozionato («a 44 anni – ha detto – trovarmi alla guida di un teatro così importante mi riempie di orgoglio»), Marino ha voluto ringraziare prima di tutto Ruggieri «che ha creato, amato e difeso questo teatro e che 15 anni fa mi ha chiamato a lavorare e mi ha trasmesso passione e senso del teatro, del dovere e della correttezza, tutte basi per un teatro sano e di spessore». «Il suo esempio – ha proseguito – sarà da guida e il confronto con lui imprescindibile per il lavoro da fare». Un ringraziamento, oltre che ai colleghi («in questo primo triennio saranno le persone che mi sosterranno») è stato rivolto anche al presidente Brunello Cucinelli che, ha affermato Marino, «ha messo il domani e l’aspetto etico al centro del suo agire».
Teatri umbri e Norcia Poi ringraziamenti alla Regione Umbria, ai Comuni e a tutti i soci dello Stabile. Tra i punti da cui partire, messi al centro da Marino, ci sono appunto «i 17 importanti teatri con cui lavoriamo perché metterò attenzione alle loro stagioni in quanto è fondamentale dare una spinta, anche attraverso il teatro, per rivitalizzare i centri storici». Marino ha ricordato pure l’avvio della stagione teatrale a Norcia, che si aggiungerà nel 2018 al cartellone dello Stabile «per essere vicini ai cittadini colpiti dal sisma» con spettacoli che al momento, in attesa del ripristino del Teatro comunale, si sta valutando di farli all’interno del nuovo spazio Boeri.
Azioni Quella della produzione di spettacoli, come ha inoltre ricordato Marino, è stata «la grande sfida» di Ruggieri. Ed il nuovo direttore ha rimarcato che proverà quindi a lavorare per portare avanti «produzioni competitive a livello nazionale ma anche internazionale». Altro aspetto su cui Marino ha deciso di puntare è quello del rapporto con il pubblico che va «emozionato» («emozionarsi è la parola che per me ha più senso in questo momento» ha ribadito) per puntare a smuoverlo e farlo andare a teatro: «Il futuro del teatro, quello di domani – ha osservato – si basa nel capire cosa il pubblico desidera e nel saper dare degli stimoli. Oggi, con le nuove tecnologie, si può rimanere a casa ed avere costantemente il mondo sottomano, quindi ogni volta che lo spettatore verrà a teatro per lui dovrà valerne la pena». Infine, Marino ha ribadito anche l’importanza dei giovani, altro elemento di continuità con quanto impostato già da Ruggieri per lo spazio che negli ultimi anni è stato dato alla Compagnia dei giovani del Teatro stabile dell’Umbria. Il neo direttore ha anche evidenziato che metterà «molta attenzione alla percezione che si ha del teatro Stabile perché tutti si accorgano di più dell’importanza che ha».
Cartelloni Durante una delle sue ultime uscite pubbliche l’ex direttore Ruggieri aveva reso pubblica la difficolta, negli ultimi anni, ad allestire i cartelloni delle stagioni, dividendosi infatti dalla scelta per cose artisticamente più suggestive ed esigenze di botteghino. Ne è consapevole anche Marino: «Saper scegliere bene gli spettacoli sarà una sfida». «Prima la gente andava a teatro per l’autore e per il titolo, ora si va per il nome» ha affermato il nuovo direttore che poi ha aggiunto: «Il nome di richiamo è spesso una garanzia ma il pubblico si accorge se una proposta è facile. Per questo è necessario capire se uno spettacolo è ideale per una determinata città e per quel pubblico e se soprattutto ha un vero perchè».
Stampa e cultura Al momento dell’annuncio della nomina, Marino ha ricordato di aver ricevuto molte telefonate da parte della stampa locale, nazionale e internazionale. Da qui il pretesto per sottolineare l’importanza della stampa a supporto del lavoro di una realtà come lo Stabile dell’Umbria: «Sono consapevole che gli spazi per la cultura nei giornali sono sempre meno, ma lottiamo ancora insieme per portarla sempre più al centro delle nostre vite».
