di Danilo Nardoni
Quattro anni sono stati necessari, da gennaio 2020 a dicembre 2024, per completare una complicata ristrutturazione della vecchia foresteria del convento di Sant’Agostino a Perugia, un bene culturale che era abbandonato dalla fine degli anni ’90. Il locale fa parte de Il Giardino, ristorante in via dei Pellari di Corso Garibaldi che amplifica la sua proposta. Non solo culinaria, ma ora anche musicale.
Molti ragionamenti sono stati fatti dal gestore Fabrizio Ciancaleoni su che idea mettere dentro questa nuova struttura in particolare nella sala al primo piano; dopo alcune prove fatte nell’inverno scorso, ora la decisione presa è quella di destinare la sala definitivamente anche a spazio di programmazione culturale. “Riprenderemo così le fila dell’organizzazione di serate d’ascolto musicale e concerti live che avevamo lasciato con la chiusura del Bar Chupito in Via r. D’andreotto” afferma Ciancaleoni. Questo spazio, attivo dal 2006 al 2019, ha rappresentato un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti della musica alternativa a Perugia. Ed ora con la Listening Room 23 tutto questo potrà rivivere.
La nuova sala, all’interno della struttura del locale di Il Giardino, in via dei Pellari 23, durante un calendario di date ben specifico sarà quindi dedicata esclusivamente all’ascolto. Già pronto il programma dei prossimi 2 mesi con artisti italiani ed esteri: “Abbiamo ideato un nuovo programma musicale per tutti gli appassionati di musica con un ambiente dedicato appunto ad un ascolto di qualità”.
Si inizia venerdì 14 novembre alle ore 21.30 con Pietro Paris trio. Cosimo Boni tromba, Pietro Paris contrabbasso, Mattia Galeotti, batteria: formazione essenziale, spazio all’ascolto reciproco e alla libertà d’improvvisazione, alterna brani originali a pagine nate da
altre penne, cercando tra le pieghe di melodie note, un suono personale e contemporaneo.
Sabato 15 novembre, dalle ore 20 alle 24, The Soul Club. “Two turntables e a mixer” è da sempre lo slogan del Soul Club, serata in cui viene selezionato il meglio della musica nera degli ultimi 50 anni : Soul, funk, disco. Come da tradizione l’ultima mezz’ora è dedicata ai lenti e alle ballate.
Venerdì 20 novembre, alle ore 21:30, Jacopo Buda, trombettista, compositore e sound-artist: la sua ricerca indaga le infinite possibilità dell’incontro tra tromba ed elettronica in un contesto di improvvisazione; un crocevia tra jazz glitch con sfumature noir; il mondo sonoro dei su live dà vita a soundscapes, tessiture sonore e melodie acustiche in costante evoluzione.
Venerdì 28 novembre, alle ore 21:30, toccherà a Ruggero Fornari (chitarra ed elettronica). In collaborazione con Festival t’Immagini, il set includerà la sonorizzazione di tre cortometraggi muti di Hans Richter. Di base a Roma, laureato all’accademia di Siena Jazz la sua ricerca ed approccio sperimentale lo hanno portato ad interagire in diversi linguaggi dell’arte sonora con particolare attenzione verso l’estetica del suono elettroacustico.
Venerdì 5 dicembre alle ore 21:30, Mira (violino, voce, synth, electronica). Francesca Colombo violinista e compositrice di base a Roma è una figura della comunità underground italiana, il suo percorso è un intersezione tra musica classica, improvvisazione, teatro ed arti performative, con il suo progetto solista sviluppa una ricerca musicale creativa attraverso lo strumento classico, la voce e il sinth.
Martedì 9 dicembre, ore 21, l’atteso ritorno in Umbria di Amaury Cambuzat (Ulan Bator, Faust), con la visual artist Daisy Dickinson. Un nuova collaborazione audiovisiva fonde i paesaggi sonori di Cambuzat densi e meditativi, costruiti con chitarra, drone e noise, con immagini immersive, analogiche di Dickinson – fluide, testurizzate, improvvisate – costituendo un rituale, un’allucinazione condivisa.
Sabato 13 dicembre alle ore 21:30, Alberto Popolla, clarinettista dei Roots Magic (Roma), arriva con il suo lavoro solista “Really the Blues” dove costruisce ed elabora il suo mondo fatto di tradizione ed avanguardia, l’ebano del clarinetto, il tapping del piede e una pedaliera di oggetti raccontano una musica del Delta e New Orleans, blue notes e sperimentazioni, silenzi, abrasioni e tonalità tenui.
Infine, sabato 20 dicembre alle ore 21:30, Kadath, progetto di Filippo Radicchi batteria, elettronica, synth, composizione e Paolo Acquaviva trombone e elettronica: presentano il nuovo e primo album per una continua ricerca dell’amalgama perfetta tra suoni strumentali acustici ed elettronica con una buona dose d’improvvisazione. Radicchi elabora
il progetto a seguito della sua esperienza britannica ispirandosi al free degli anni ’60 e dalle
moderne orchestre jazz.
