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mercoledì 19 maggio - Aggiornato alle 04:11

Umbria Jazz Winter, cento eventi per stupire. Arbore: «Il festival per scoprire nomi nuovi»

A poco meno di un mese dall’inizio di Umbria Jazz Winter (dal 30 dicembre a 3 gennaio a Orvieto) il programma del festival è stato presentato a Roma. A parlare dell”edizione numero 23 sono stati il presidente ed il direttore artistico, Renzo Arbore e Carlo Pagnotta, con il sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani ed il direttore di Radio Rai, Nicola Sinisi.

Nomi nuovi «Umbria Jazz Winter – ha detto Arbore – è il festival dove si sperimentano, più che nell’edizione estiva, nomi non ancora famosi in Italia. Un’altra sua caratteristica è che dà molta attenzione al jazz italiano. Io raccomando sempre il nostro jazz perché è diventato il secondo al mondo, dopo quello americano, per originalità e qualità. E’ una eccellenza italiana». Arbore ha sottolineato poi «il tanto spazio che il festival orvietano in questa edizione riserva allo swing, che è un genere di nuovo di moda».

IL CARTELLONE COMPLETO

Orvieto e la Rai Il ruolo della città, con le sue  bellezze e la cultura dell’accoglienza degli orvietani, è stato puntualizzato dal sindaco Germani, assieme al ringraziamento agli sponsor che hanno reso possibile la manifestazione. Molto intensa sarà nel corso del festival la presenza di Radio Rai con dirette e approfondimenti. «Un impegno massiccio», lo ha definito il direttore Sinisi.

Sinatra e il resto Quest’anno, in occasione delle celebrazioni per il centenario dalla nascita del cantante Frank Sinatra, il Festival ospiterà Kurt Elling che omaggerà ‘The Voice’ con due concerti tributo dal titolo “Elling Swings Sinatra”. Voce ancora protagonista con Jarrod Lawson, astro nascente del panorama soul-jazz. Repentino cambio di musica e genere, a dimostrazione della varietà del cartellone, con la batteria di Lewis Nash che incontra il sax alto di Steve Wilson. Sempre musica strumentale, cambiando completamente coordinate musicali, con Romero Lubambo.

Gli italiani Di livello la pattuglia dei musicisti italiani presenti a Orvieto. A iniziare da un Paolo Fresu particolarmente poetico e intimista con Vinodentro. Dal celebre doppio album live registrato nel 1965 al Golden Circle di Stoccolma da Ornette Coleman, recentemente scomparso, prendono spunto quattro grandi jazzisti Italiani: Rosario Giuliani, Fabrizio Bosso, Enzo Pietropaoli e Marcello Di Leonardo. A un altro grande, Duke Ellington, è dedicato l’ultimo lavoro di Fabrizio Bosso. Danilo Rea offre poi una rilettura della storia della musica dei Beatles e Rolling Stones.

Street band e il resto Come di consueto due le esibizioni quotidiane della marching band Funk Off. Il gospel quest’anno sarà rappresentato dalle Light of Love Gospel Singers. Il quartetto di Larry Franco renderà omaggio alle più grandi voci del jazz e dello swing di tutti i tempi, ricordando nello specifico la musica dei crooner italiani e americani degli anni ’40 e ’50. Viaggi nel tempo anche per Allan Harris, quintessenza del crooner. Esordi infine a UJ per Dirotta su Cuba.

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