Il primo week end ha segnato già ottimi risultati. Il Trasimeno Blues, festival itinerante inaugurato quest’anno a Castiglione del Lago, ha offerto quattro giorni consecutivi e fitti di appuntamenti con musica di alto livello. Dopo l’apertura esplosiva di giovedì con la nigeriana Justina Lee Brown ed groove della Morblus band, venerdì la Rocca Medievale ha visto alternarsi sul palco alcuni pezzi da novanta della storia del Blues italiano. L’appuntamento con l’Italian Blues Legends, organizzato in esclusiva per Trasimeno Blues, ha sfidato il maltempo. Idem sabato alla Rocca per il concerto degli Area che a quarant’anni dal loro esordio, continuano a segnare la storia della musica.
Da lunedì a Paciano Il festival da lunedì 22 luglio si sposta a Paciano. Qui il blues d’avanguardia dei Bagamojo, il combo fresco di zecca targato Paul Venturi & Max Sbaragli che per l’occasione saranno accompagnati dal percussionista e polistrumentista senegalese Dudu Kouate. L’edizione 2013 di Trasimeno Blues si volge così all’Africa e, quasi a seguire le orme del noto film documentario di Martin Scorsese, il viaggio alle radici del Blues si dirige ‘Dal Mississippi al Mali’, nel cuore del continente che è stato la più remota culla del Blues e demiurgo del Desert Blues. La musicalità del Desert Blues, nuovo genere creato dai viandanti sahariani che ha ottenuto prestigio e popolarità all’estero, manifesta un orgoglioso senso di appartenenza, magnificando la cruda bellezza del Sahara e raccontandone le asprezze. I ritmi e i canti ipnotici della tradizione autoctona sono fusi con forme occidentali Rock e Blues.
Arriva il desert rock Le atmosfere tuareg dei viandanti sahariani avvolgeranno quelle lacustri del Trasimeno Blues invece martedì 23 luglio, sulle sponde del lago, a Tuoro. Arrivano infatti i Terakaft, gruppo desert rock, plasmato dall’aria ustionante e dalle dune del Sahara. Con i loro riff selvaggi incarnano tutto ciò che c’è di sfrenato e libero nel desert blues odierno. Hanno all’attivo due album. 23 luglio, il Parco il Sodo di Tuoro accoglierà così i Terakaft, il sincretismo delle due chitarre ritmiche e i toni profondi del basso che ricordano i passi, delicati ma decisi, di un cammello sulle lande desolate, mentre il battito pulsante delle percussioni fa viaggiare l’ascoltatore fino al cuore più profondo, comunitario e coinvolgente del Sahara. La maggior parte del repertorio è stata scritta dai co-fondatori dei Tinariwen, mentre le canzoni più moderne sono state composte da Diara, Sanou e Abdallah, rivelando un sound più pop tanto da essere ascoltate e cantate quotidianamente dai giovani Tamasheq. E’ una band che dal vivo dà il suo meglio.
