di Lucia Caruso
Carica di incontenibile energia Gianna Nannini non smette di stupire. Mamma da sei mesi, l’outsider della musica italiana torna sulla scena con un nuovo tour che prende il nome dal suo ultimo album: “Io e Te”. E lo fa in grande stile, con una produzione tutta internazionale. Dal look griffato William Gilchrist, stylist internazionale che ha selezionato per l’evento capi capaci di dare risalto alla grinta e alla vitalità del rock, al set che porta la grande firma di Patrick Woodroffe, lighter disigner che è stato collaboratore di Bob Dylan, Michael Jackson, Police, Rolling Stone e tanti altri. Perugia è stata battezzata come una delle 22 tappe italiane del suo tour (37 in tutta Europa).
Il concerto Alle 21.40 si spengono le luci del PalaEvangelisti per dare spazio ai riflettori sul palco. E Gianna, c’era d’attenderselo, fa il suo ingresso in pieno stile rock, affidando l’ouverture del suo concerto a Rock 2. Saluta Perugia e comincia con una scaletta in cui si alternano vecchi successi e nuovi brani del suo album che svetta tutte le classifiche, concedendosi al suo pubblico, per due ore di fila, senza riserve. Dirompente e inarrestabile corre su e giù per il palco, gioca con l’asta del microfono, canta , urla, suona, saltella, suda, quasi non prende fiato. Che è classe ’54 non si direbbe. Instaura da subito un feeling molto forte con i suoi più di 4 mila fans che si lasciano contagiare, senza resistenze, dalla carica adrenalinica della regina del rock italiano.
La trasformazione E’ evidente a chi la segue da sempre la trasformazione che c’è in lei. La sua voce è più brillante e meno roca. Nei suoi testi celebra un amore diverso, questa volta meno fisico e più spirituale, meno trasgressivo e più “ortodosso” se così possiamo dire, approdando ad una maturità interpretativa indiscutibile. “Io e te” si consacra come approdo della sua ricerca artistica, nel quale la “rabbia” concede spazio alla dolcezza. Una dolcezza comunque energica, frizzante, intensa, piena d’amore, a tratti struggente. E’ insolita poesia tra le sue note. Il titolo dell’album sembra suggerire, una nuova esperienza d’amore e di vita, uno sguardo nuovo, dove l’Io si apre, si confronta, dialoga, si sperimenta, vive con il Tu, come se solo nell’alterità prendesse forma e forza l’Io stesso.
A Penelope Uscito ad appena due anni da “Gianna Dream”, questo ultimo disco, inciso durante il periodo della gravidanza, in cui ci sono ben 11 brani inediti, è quasi un parto potremmo dire, perché emblema della sua continua voglia di creare e del suo continuo bisogno di dare voce al suo percorso di donna, e anche di mamma, come dire: vita alla vita. A Penelope, la sua primogenita, è dedicato il singolo Ogni tanto, con il quale Gianna dà inizio al vero spettacolo. Si apre il sipario, quasi come fosse il palcoscenico di un teatro, per dare spazio ad un’orchestra d’archi, che con violini, viole e violoncelli impreziosisce l’atmosfera. E’ incredibile come s’intrecci il suono caldo di questi strumenti con quello vibrante delle chitarre elettriche e soprattutto con l’impronta vocale della Nannini, fino a completarsi e creare un tappeto armonico ricco e variopinto.
Lo spettacolo A fare da scenografia un grande schermo incorniciato come un quadro, nel quale vengono proiettate immagini che seguono attente il battito umano della musica. Passando da Dimentico e Perché fino a Io e te quello di Gianna è uno spettacolo di grande impatto visivo e sonoro. Una meravigliosa pioggia di stelle sui led accompagna Ti voglio bene e proietta il PalaEvangelisti in una dimensione surreale. Straordinaria l’interpretazione di Io e Bobby Mc Gee di Janis Joplin, cantata in parte in italiano e davvero unica la cover di Volare di Domenico Modugno che la Nannini reinterpreta in chiave hard-rock.
Sei nell’anima Poi prende una chitarra per intonare Sei nell’anima e “tra respiro e battito” la performance diventa un crescendo di emozioni al punto che a tratti la rocker senese sembra rapita dalla sua stessa musica. Ma non lascia neanche un attimo i suoi fans. Con lo sguardo, con il corpo, con la voce è sempre in mezzo al pubblico e con questo ha una sintonia assai tangibile. Lei cerca il pubblico e il pubblico cerca lei. Ogni istante. E’ proprio lì, su quel palco, che il ciclone Gianna sembra ritrovare la sua dimensione naturale. Anche con la sua band, che lei stessa definisce “favolosa”, e che è parte integrante della performance, Gianna gioca e scherza mentre canta. Accompagnata dalle chitarre di Davide Tagliapietra, dalla batteria di Thomas Lang , dal basso di Francis Hilton, dalle chitarre di Davide Ferrario, e dalle tastiere di Luca Scarpa, Gianna Nannini domina il palcoscenico perugino.
La sorpresa Ad un tratto e a sorpresa, sotto gli occhi stupiti degli spettatori, si ritrova catapulatata nella folla, seduta davanti al suo pianoforte per regalare al PalaEvangilisti un’indimenticabile Notti senza cuore. Prosegue il concerto con Scandalo e Latin Lover. E ancora Bello Impossibile e i Maschi. Racconta e si racconta attraverso i suoi successi di sempre, che hanno sconvolto, commosso ,fatto sorridere, fatto innamorare l’Italia e l’Europa.
America E poi arriva America, uno dei suoi pezzi più belli, che lei stessa comincia ad accompagnare con un violino che metterà tra le sue gambe, una provocazione con la quale sembra quasi voler sottolineare che lei è comunque la Gianna di un tempo, una Gianna da urlo, è proprio il caso di dirlo.
Meravigliosa creatura Si chiude con Meravigliosa creatura la magica notte firmata dalla stella del rock italiano che riesce ancora ad incantare e a sorprendere un pubblico trasversale e transgenerazionale,unendo tutti in un comune ed emozionante sentire, in questa esperienza intima e al contempo condivisa e condivisibile che è la sua musica, la sua poesia, la sua carica vitale. E’ l’Amore. E’ Gianna Nannini.


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