di D.N.
A volte i sogni si avverano. A volte può anche accadere che una band umbra che arriva da Foligno sia coinvolta all’improvviso da un entusiasmo contagioso. E questa è proprio una di quelle volte. Sabato 2 giugno, all’Orion club di Ciampino, uno dei locali di riferimento delle nuove scene live d’Italia, è andata in scena la finale nazionale di Emergenza Festival 2018. E a vincere sbaragliando la concorrenza sono stati i Melancholia: Benedetta Alessi, Fabio Azzarelli e Filippo Petruccioli. Ora la band emergente è pronta a spiccare il volo: direzione finale mondiale in Germania.
Emergenza Festival Una manifestazione considerata oggi tra i più grandi contest musicali di band emergenti, che da più di 20 anni è attiva con sedi in tutto il mondo. Il regolamento prevede delle selezioni live con sedi locali nei club più importanti d’Italia, con turni preliminari e finali regionali, fino alle due finali nazionali di Roma (centro sud) e Milano (centro nord) che decretano i 2 vincitori del premio più ambito, ovvero la partecipazione alla finale mondiale del Taubertal Open Air Festival in Germania ad agosto. Il vincitore della finale mondiale avrà un contratto discografico con una major e la produzione di un album con distribuzione mondiale. All’Orion di Roma, appunto, si sono sfidate ben 15 band arrivate dalle selezioni, davanti ad una giuria di spessore e qualità formata da Massimo Scialo’ (direttore Generale Soundreff), DJ Armandino (direttore artistico Orion club), Daniele Giraldi (Afterlife live club general manager), Danilo Piludu (SlipTrick Records), Marco Canigiula (Krishna Music/ Kantieri Sonori), Annalisa Eva Paolucci (Scuola Musica Arca), Francesco Frilli (general manager Emergenza Music Festival). Alla fine di ben 4 ore di esibizioni live di altissimo spessore, la giuria ha decretato all’unanimità i Melancholia come vincitori del primo premio.
Melancholia Benedetta Alessi (voce), Fabio Azzarelli (synth & drum machine), Filippo Petruccioli (chitarra) compongono i Melancholia e fondono diversi stili musicali, dall’hip hop alla drum&bass, passando per sonorità in chiave minore capaci di smuovere le anime più profonde grazie ad una intensità sonora ed interpretativa degna di artisti anagraficamente molto più datati. La contrapposizione netta degli elementi sul palco, dove l’energia della front-woman si contrappone all’eleganza statica dei musicisti, crea un mix incredibile anche a livello visivo. Nei brani si percepiscono chiare influenze di ascolti che partono dagli anni 90 ad oggi di tutto il mondo elettronico, con un cantato che si distingue per la particolarità timbrica alternata da una grande tecnica cantata sia rap che melodica. Il loro spettacolo è così empatico sul pubblico che provare a descriverlo a mezzo di parole è praticamente troppo riduttivo ed unico modo per apprezzarli al meglio è andarseli a godere dal vivo. Sicuramente la giovane età dei componenti è un fattore di potenziale crescita, anche se in alcuni passaggi la maturità artistica della band ha veramente impressionato la giuria. Ed ora, nell’anno in cui l’Italia calcistica è fuori dalla competizione mondiale, per citare una frase di un noto telecronista la band potrebbe urlare in coro: «…si va a Berlino, Beppe…». La Germania infatti attende i Melancholia, e con loro tutta la nostra splendida (e piccola) regione, ad una finale mondiale.
