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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 21:08

Il Persichetto di Rolando, dal 1980 ad oggi: «Ognuno ha dentro di sé una parte artistica che aspetta di uscire fuori»

Tra coktails e pop art; il drink che ha fatto la storia raccontato dal suo ideatore, bartender e artista a tutto tondo

di Maria Giulia Pensosi

«Una grande passione coltivata sin da ragazzo quella per il bartending e per l’arte in generale, perché questo non è solo un lavoro, per me, è una manifestazione di creatività» racconta a Umbria 24 Rolando Oddi, l’inventore del conosciutissimo Persichetto, il cocktail fresco e gustoso al sapore di pesca che dal 1980 ad oggi accompagna tra le vie del centro i ternani negli aperitivi e nei dopo serata.

Il Persichetto di Rolando «Era il 1980 – rivela Rolando Oddi – e lavoravo al Randez Vous quando venne messo sul mercato un liquore alla pesca bianca che mi colpì molto, a quei tempi non era facile reperire liquori particolari. Facevo parte dell’associazione Aibes, ma ho deciso di uscire fuori dalle righe, osare oltre i tradizionali metodi di preparazione dei drink e dunque ho iniziato a shakerare questo liquore alla pesca con la vodka, aggiungendo poi il prosecco, ed ecco qua, il Persichetto». Negli anni il cocktail si inserisce nel territorio ed esplode nel 2004: «All’inizio ho avuto un po’ di timore per il nome, induceva a giochi di parole e allusioni, la mentalità di allora non è come quella di oggi». L’ideatore ricorda di aver dedicato il drink ad una donna e di averlo chiamato Persichetto proprio per richiamare la presenza del liquore alla pesca, gusto amato anche dalla sua musa. «La storia di questa bevanda non si ferma – continua il barman – negli anni ho ideato delle varianti dello stesso, sostituendo il prosecco con il brachetto o con il moscato. Due anni fa è nata la variante allo zenzero, fresca ed estiva, e quest’anno il Persichetto select». Rolando vorrebbe persino imbottigliare il cocktail, ma per ora, resta solo un’idea.

Drink, bottiglie e pop art Non solo bartender, ma artista a tutto tondo: «Ognuno di noi – esplode Rolando – ha dentro di sé una parte artistica, basta aspettare il momento giusto e verrà fuori». Le scuole alberghiere, gli anni all’estero, l’esperienza nei locali del Ternano e poi finalmente nel 1989 apre Rolando, il cocktail bar sito tutt’ora in via Lanzi: «’Rolando, cocktail magic show’ era il nome del locale quando lo ho aperto – racconta – intrattenevamo i clienti con giochi di prestigio». Personalità energica ed instancabile già dall’adolescenza, ma è stata la ripartenza dopo un brutto periodo che ha portato il barman ad esplorare nuovi orizzonti: «Mi chiamano ‘riciclatore’, la verità è che oltre alla passione per il bartending sono un appassionato d’arte, faccio pop art». Rolando ha una galleria d’arte, Rolando artist, sita nelle vie del centro. «Non getto via nulla – confessa l’uomo – ed è proprio riciclando che ho iniziato a pensare di riutilizzare quello che sennò sarebbe stata spazzatura per creare qualcosa di nuovo, dal nulla».

Raccoglie bottiglie finite, tappi ed altro materiale per comporre le sue opere che variano tra quadri e sculture: «Il primo quadro l’ho realizzato col Campari – confessa – poi ho iniziato a dipingere città e comporre sculture, inserendo in ogni opera elementi recuperati e riadattati». 

Ancora tanti i sogni nel cassetto di Rolando: «Vorrei esporre – chiosa – organizzare delle mostre, vendere qualche opera ed insegnare ai ragazzi: non ci si ferma mai».

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