di E.U.
Percorrendo vecchi sentieri a sud di Narni, in particolare tra il Monte Santa Croce e il Monte Pellea, alle porte di Montoro, è facile incontrare simboli e vestigia e di un passato ricco di storia e quasi sepolto. Sentieri un tempo percorsi a piedi, a dorso d’asino o di mulo, da briganti con gesta tramandate agli anziani e studiate dagli appassionati di storia locale. Il viaggio e il fotoracconto di Umbria24.
Tra fossili, ponti romani e monasteri Percorrendo i sentieri nel Narnese ci si imbatte in antiche edicole votive ora restaurate, ponti in perfette condizioni quasi sicuramente di origine medioevale su torrenti che erano fonte di sostentamento, ma oggi asciutti per la maggior parte dell’anno. Scrutando intorno si possono trovare antiche incisioni fatte su pietra lungo i sentieri a testimoniare nelle vicinanze la probabile presenza di un cimitero, un centro abitato, un monastero. L’ampio territorio su cui si snodano questi sentieri non finisce di stupire ricordandoci che milioni di anni fa l’area era sommersa dal mare, vista la gran quantità di fossili reperiti nel territorio. Percorsi qui quali passata una storia millenaria, storia che va tutelata, e tramandata come testimonianza del nostro passato.







