Zouhair Bellahmar

Di Stefania Supino

In occasione di Todi Fiorita, un evento che trasforma ogni anno la città umbra in un tripudio di colori e profumi, molti artisti del territorio hanno voluto approfittare per esporre la propria arte. Uno di loro è Zouhair Bellahmar, 35 anni, fotografo, dalle origini metà arabe e metà italiane. Appassionato di fotografia fin dai 18 anni, oggi proprio della fotografia ha fatto il suo mestiere.

Progetto fotografico ‘Flow-erful’

Progetto fotografico botanico ‘Flow-erful’ è un progetto fotografico, nato in collaborazione con Charline Oosterlinck, architetto e imprenditrice di origini belga e Maria Rubtsova, artista e illustratrice lituana, entrambe innamorate dell’Italia e residenti a Todi. «In questo progetto abbiamo unito le nostre creatività per dare vita a questa esposizione – racconta Zouhair -. Per me è la prima volta che fotografo la natura morta perché ho sempre preferito raffigurare i soggetti, ma dopo questa esperienza, specialmente per il successo riscontrato, credo che continuerò anche con queste raffigurazioni». Il nome Zouhair, come ci racconta, è un nome tipicamente arabo e significa «fiore che sboccia», proprio per questo motivo Bellahmar è legato molto ai fiori, tanto che fin da quando è iniziata la sua passione per la fotografia ha sempre voluto renderli protagonisti dei suoi lavori. Attraverso la lente fotografica, i fiori diventano simboli di bellezza e rinascita, catturando la loro essenza effimera: «Sono legato molto ai fiori perché hanno una bellezza gratuita e noi abbiamo il dovere di difendere la natura».

Tra Todi e Marrakech La sua passione per la fotografia nasce da una voglia irrefrenabile di esplorare e raccontare il mondo attraverso immagini che vanno oltre il semplice scatto, «aspiro ad esprimermi, mettendo una parte di me in ogni fotografia» continua Bellahmar. Questa è la sua quarta mostra che realizza a Todi, segno di un legame profondo con la città che ha saputo apprezzare e valorizzare il suo talento. Al contempo, insieme a questo progetto fotografico, Zouhair Bellahmar porta avanti altri due lavori realizzati in Marocco, suo paese d’origine. Nelle esposizioni in Marocco, attraverso le immagini, Bellahmar rappresenta il ritratto autentico delle persone comuni, attraverso il suo sguardo ibrido dovuto al dualismo arabo – italiano. «Uno dei progetti che terrò in Marocco riguarda la donna araba, vista come il motore della famiglia, ovvero che tutto ruota intorno a lei» conclude il fotografo.

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