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sabato 12 giugno - Aggiornato alle 20:50

Nella cucina di Heinz Beck poi il ritorno nella sua Amelia, chef Tarchi: «Voglio ripartire da qui»

Giovane cuoco ternano Michele: «La pandemia mi ha segnato, ho rifiutato anche un’offerta in Spagna. La ripresa voglio giocarla ‘in casa’»

di Maria Giulia Pensosi

Covid-19 è nome del mostro che ha messo in pausa vite, cambiato abitudini, spezzato la routine e gli equilibri. Molti si sono rassegnati e si sono messi in attesa della normalità, altri hanno deciso di rimboccarsi le maniche, non perdersi d’animo e trarre il massimo beneficio possibile da questa situazione invalidante. È il caso di Michele Tarchi, un giovane chef ternano che dopo il lockdown ha deciso di tornare a casa, o quasi, per sentirsi parte integrante e non solo spettatore di quella che è e sarà la ripartenza post-covid.

Dalla cucina all’amore per il territorio «Al giorno d’oggi sono tanti i ragazzi che in un certo senso fuggono dall’Italia attratti dalle bellezze tante del mondo – racconta a Umbria24 Michele Tarchi, chef della country house Il Podere San Giuseppe -. Anche io per un po’ ho valutato l’opzione, ho creduto di voler fare un’esperienza all’estero, ma quando ci siamo ritrovati tutti chiusi in casa, quando non era possibile nemmeno andare a bere un caffè al bar del quartiere dove sei cresciuto o cenare nel tuo ristorante preferito, ho iniziato a rivalutare la mia terra d’origine e a pensare che alle volte già siamo molto fortunati, senza andare a tentare la sorte altrove, ma non riusciamo a vederlo. La pandemia mi ha aperto gli occhi». Spinto da quest’amore per l’Umbria e dalla voglia di portare una ventata d’aria fresca nella sua terra, lo chef, dopo aver lavorato nella cucina dello stellato Heinz Beck, rifiuta un’offerta di lavoro in Spagna e ritorna a casa, più precisamente da Terni ad Amelia, al Podere San Giuseppe. «Respiro l’aria di casa qui – continua il giovane cuoco -. Non ho la pretesa di poter insegnare qualcosa a qualcuno, ma so di avere tante buone idee e non voglio essere solo una comparsa, voglio essere parte attiva di questa ripartenza dopo la pandemia ed è qui che voglio stare, nella mia terra, per vederla finalmente rinascere».

I progetti Lo chef ha da sempre cara l’immagine della cucina stessa come momento di aggregazione, dei pasti come attimo di condivisione. «Vorrei che tutti potessero godere di quello che per me è la gioia del mangiare bene e dello stare in compagnia – confida Michele Tarchi -. Un mio grande sogno è quello di organizzare una mensa per i poveri, già facendo i primi passi, penso che questo sia il momento più giusto». Oggi il Paese si sta muovendo verso il ritorno alla normalità e questo accende l’animo dello chef ventiquattrenne che esplode: «È il momento di rialzarsi e far brillare ancora di più la nostra terra. Torneranno i matrimoni, le grandi cerimonie, ma anche le cene a lume di candela o tra vecchi amici ed io ci sarò, torneremo a stare tutti insieme ed io ci sarò, sarò quello con la divisa e la toque in testa, per voi forse, solo uno dei tanti che vi preparerà da mangiare, ma per me qualcuno che, in un certo senso, sta restituendo agli altri la tanto attesa vita di tutti i giorni».

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