di Danilo Nardoni
Di artisti unici, in un panorama musicale italiano che non brilla certo in questo momento, c’è bisogno come il pane. Cosmo può fare sicuramente al caso. Al momento infatti, ci sono pochi musicisti capaci di fondere come lui una scrittura pop dagli spiccati tratti autoriali con un approccio alla materia sonora così libero e fuori dagli schemi. Ed è più figlio della musica elettronica da club che della nostra tradizione cantautorale. Lo ribadisce anche al telefono, rispondendo ad alcune domande per Umbria24, prima dell’atteso concerto che il 24 agosto terrà ad Assisi per il Riverock festival: «Parto prima sempre dalla musica, l’autorialità è accidentale».
Cosmotronic Dopo aver fatto ballare i principali superclub di tutta Italia, Cosmo non accenna a fermarsi ed è infatti protagonista per tutta l’estate delle line up dei più importanti festival musicali. La parte estiva del tour, che è partita lo scorso 25 maggio dal Mi Ami Festival di Milano sta proseguendo con tantissimi altri live in tutta Italia, ed arriverà anche al Riverock Festival. Il singolo e video attualmente in rotazione è ‘Quando ho incontrato te’ che si afferma tra i brani più trasmessi dalle radio ed è diventato fin da subito una delle canzoni simbolo di Cosmotronic, titolo del suo nuovo album che ha ottenuto numerose recensioni positive dalla critica che l’ha definito un coraggioso esempio di pop elettronico del quale la musica italiana aveva bisogno, segnando una svolta nella carriera dell’artista. Per esprimersi al meglio, ha scelto di dar vita a un doppio album: il primo, cantato, che rispecchia la sua anima più cantautorale e l’altro, strumentale, fa emergere la sua anima da club sofisticata. Sull’andamento del tour e se si aspettava tutto questo successo risponde: «Ci speravamo e partiamo da una buona premessa, quella del passato tour invernale quando siamo partiti con grandi aspettative. Vedere però raddoppiare le date dopo i sold out è stato bello. Anche l’estate sta andando benissimo con migliaia di persone sempre ai concerti».
Lo show Da molti considerato «il miglior live del momento», quello di Cosmo è uno show particolarissimo, enfatizzato anche da un set up di luci molto diverso e lontano da quello dei normali concerti pop. L’idea, infatti, «non è tanto quella di illuminare i musicisti, ma far sì che appaiano e scompaiano di continuo fino a mettere al centro la musica, la vera protagonista degli show del Cosmotronic Tour, e quasi provare a disorientare il pubblico. Guardare fissi il palco non è obbligatorio. Provare a perdersi nel flusso delle tracce di Cosmotronic invece sì». Così lo descrive lo show, per poi aggiungere: «Lo spettacolo è quello che porto in giro da un po’ e prende lo spunto da un dj set con i pezzi tutti mixati e attaccati l’uno all’altro, per un flusso continuo ed intenso con luci coordinate alla musica in un clima di euforia e di festa».
Nei tuoi live infatti e grazie ai pezzi si respira sempre aria di clubbing in particolare e scatenare la pista, come si dice, è una tua esigenza a quanto pare. Preferisci la parte strumentale allora a quella cantautoriale?
«Parto sempre prima dalla musica, l’autorialità è accidentale. Mi sento prima di tutto produttore e poi autore e per questo ogni volta sono al lavoro inizialmente alla parte strumentale e quello che faccio tutti i giorni è suonare. Il clubbing in Italia è molto di nicchia ma c’è tanta roba molto pop con capacità di trascinare».
Sei un po’ il portabandiera di questo nuovo pop elettronico che gira in Italia ma Cosmo a quanto pare non cerca la hit per forza, trovando così un compromesso tra quello che vuole fare e quello che “deve” fare?
«Quello che mi distingue e che mi rende originale dal resto della scena indie credo sia il fatto che sono un produttore e quindi la mia non è roba rock travestita da elettronica come tanti stanno ora provando a fare evidenziando una carenza nel padroneggiare quello che stai facendo. Io non ascolto cantautorato o indie ma produzioni techno, house, rap, trap. E da questa roba parto per fare il mio pop, cercando un pat ritmico, un suono, un’improvvisazione musicale. Anche una rock star come Madonna ha sempre fatto così, rovistando nell’underground per portare quella energia fresca dentro il pop. In pratica sono come Madonna».
Sono lontani i tempi “alternativi” con i Drink to me, band post-punk dei tuoi esordi?
«Ai tempi dei Drink to me l’approccio e l’attitudine era quello e ben evidente ma anche oggi è lo stesso. A volte suonando davanti a migliaia di persone mi dico, cavolo ho portato quello che facevo con i Drink to me, e quindi la band, fino a qui».
Fino al 2016 insegnavi storia in un istituto professionale. L’insegnamento ti manca?
«Praticamente lo ho abbandonato quando la musica ha preso il sopravvento. Avendo studiato filosofia era quello che volevo fare, avendo fatto scelte di vita in tal senso. Ora però la musica nella mia vita è a tempo pieno e soprattutto più remunerativa. Comunque l’insegnamento mi ha fatto entrare in contatto con altre generazioni e con un mondo che non era, anagraficamente parlando, il mio».
Riverock Con Cosmo tra i maggiori protagonisti, di «musica contemporanea italiana e internazionale» sarà ricco il Riverock festival (23, 24, 25 agosto), una tre giorni all’insegna di concerti live e dj set da godersi ad Assisi nell’Arena estiva antistante il Teatro Lyrick e il Palaeventi. Oltre 20 artisti e un collettivo di dj e illustratori sono attesi sui 3 diversi palchi dal tardo pomeriggio a tarda notte. Tutti gli headliner delle 3 serate porteranno al Riverock il loro spettacolo live completo: dopo Cosmo sono attesi anche Frah Quintale, Rancore e The Soft Moon.
