Classica e contemporanea dialogano nella prima edizione di CONTEMPOCLASSICA – OS Noon Concert Series, rassegna di otto concerti ideata e realizzata al teatro del Pavone di Perugia da Opificio Sonoro – collettivo musicale perugino fondato nel 2019 – con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, e in collaborazione con il Comune di Perugia. Collettivo che non si è arreso, dopo la chiusura da parte della Fondazione Perugia Musica Classica del Festival Orizzonti, storica rassegna dedicata alla musica contemporanea internazionale, attiva dal 2019 al 2025 e divenuta negli anni un punto di riferimento culturale per la città di Perugia e per l’intera regione Umbria.

Dopo una prima fase caratterizzata dalla preoccupazione per il futuro della musica contemporanea in Umbria, l’Opificio di quella esperienza raccoglie l’eredità per proseguire un percorso culturale amato da addetti ai lavori, appassionati e da numerosi giovani musicisti perché modello virtuoso di diffusione e cura della musica del nostro tempo. La musica contemporanea infatti non è una nicchia autoreferenziale, ma uno strumento fondamentale per mantenere vivo il patrimonio musicale del passato. Senza il confronto con la contemporaneità, anche i grandi classici rischiano di allontanarsi definitivamente dal pubblico di oggi. Nasce quindi da questa riflessione la voglia di non mollare, ma anzi di rilanciare.

Il progetto – che si contraddistingue anche per un originale omaggio in musica al poeta Sandro Penna – si svilupperà in due fine settimana di luglio (sabato 18, domenica 19, sabato 25, domenica 26) e di settembre (sabato 12, domenica 13, sabato 19, domenica 20), dalle 12, con otto appuntamenti a ingresso gratuito: otto giornate di musica per un cartellone di quarantacinque brani in cui il repertorio barocco incontrerà la creazione elettronica e contemporanea, in un dialogo coinvolgente tra presente tecnologico e patrimonio musicale europeo. Nel programma – eseguito dai musicisti di Opificio Sonoro – percorsi contemporanei con opere di autori viventi e del recente passato (tra gli altri Sofia Gubaidulina, Bruno Maderna, Luciano Berio, Salvatore Sciarrino) si intrecceranno con pagine di grande classica, tratte dal repertorio di Johann Sebastian Bach, di suoi familiari e di autori coevi, per tematizzazioni attuali, dal canto al numero, dalla spiritualità al dialogo.

In scaletta anche l’esecuzione – in prima assoluta – di otto opere acusmatiche ispirate ai testi di Sandro Penna, realizzate da compositrici e sound artist under 35 selezionate tramite la call OS Poetry Voices (Letizia Ambrosetti, Gaia Aloisi, Bianca Loffreda, Cristina Mercuri). Elemento centrale del festival è infatti l’omaggio al poeta perugino, figura chiave della letteratura italiana del Novecento, la cui opera, intrisa di limpida musicalità e visione universale, diventa fonte d’ispirazione per nuove creazioni sonore. La selezione nazionale OS Poetry Voices ha portato alla nascita di opere acusmatiche originali a partire da una selezione di testi e registrazioni d’archivio in cui lo stesso Penna legge le proprie poesie, tratte dal programma RAI del 1977 La mosca e il miele. In occasione dei concerti saranno esposti supporti cartacei e in braille con i testi poetici e predisposti QR code che consentiranno di accedere a contenuti digitali e materiali d’approfondimento curati da Opificio Sonoro. A spiegare a Umbria24 il nuovo progetto è il direttore artistico Marco Momi.

Contempoclassica nasce con un’idea piuttosto originale: mettere in dialogo Bach, il repertorio barocco e la musica elettronica e contemporanea. Come è nata questa intuizione e quale esperienza vorreste far vivere al pubblico? L’idea nasce dalla convinzione che Bach non appartenga al passato, ma continui a essere un interlocutore del presente. Molti compositori contemporanei, pur parlando linguaggi molto diversi, si confrontano ancora con temi che Bach ha posto in modo esemplare: il rapporto tra struttura e libertà, tra numero e immaginazione, tra spiritualità e costruzione formale. Abbiamo quindi immaginato una rassegna in cui Bach non fosse il punto di arrivo di una prospettiva storica, ma il centro di un dialogo. Accanto alle sue opere trovano spazio autori come Gubaidulina, Berio, Sciarrino, Rihm o Agostini, ciascuno portatore di una diversa idea di suono e di ascolto. Vorremmo che il pubblico vivesse un’esperienza di scoperta reciproca, in cui la musica del passato illumina quella del presente e viceversa, senza gerarchie e senza barriere.

Al centro della rassegna c’è anche un omaggio a Sandro Penna, attraverso nuove opere acusmatiche realizzate da giovani compositrici. Perché avete scelto proprio Penna e cosa rende la sua poesia ancora così capace di dialogare con la musica di oggi? Abbiamo scelto Penna anzitutto perché è una voce profondamente legata a Perugia e perché la sua scrittura possiede una qualità sonora straordinaria. Le sue poesie sembrano spesso nascere da un ascolto del mondo prima ancora che da una descrizione: sono brevi, luminose, attraversate da silenzi, sospensioni e dettagli minimi che parlano ancora con sorprendente immediatezza al presente. Per il concorso OS Poetry Voices abbiamo fornito alle compositrici non soltanto una selezione di testi, ma anche le registrazioni originali in cui Penna legge le proprie poesie, tratte dalla trasmissione RAI La mosca e il miele del 1977. La sua voce, nuda e fragile, diventa così materiale compositivo e punto di partenza per nuove opere acusmatiche. Abbiamo voluto che questa presenza accompagnasse l’intera esperienza del pubblico: la voce di Penna sarà diffusa già nel foyer del Teatro Pavone, dove saranno disponibili le poesie selezionate sia in formato cartaceo sia in braille, insieme a QR code che permetteranno di approfondire la sua opera. Non si tratta quindi di una semplice commemorazione, ma della creazione di uno spazio d’ascolto in cui la parola poetica, il documento sonoro e la musica contemporanea possano incontrarsi e trasformarsi reciprocamente.

Il progetto coinvolge artiste under 35 selezionate tramite una call nazionale e propone concerti gratuiti in un teatro storico come il Pavone. Quanto è importante, oggi, creare occasioni in cui i giovani autori possano confrontarsi con il grande repertorio e incontrare un pubblico il più possibile ampio? È fondamentale, ma non basta offrire una prima esecuzione: bisogna creare le condizioni perché un’opera possa avere una vita successiva. Con CONTEMPOCLASSICA abbiamo scelto di investire in particolare sulla presenza autoriale femminile attraverso OS Poetry Voices, una call nazionale rivolta a compositrici e sound artist under 35. Le otto opere selezionate saranno realizzate appositamente per la rassegna e presentate in prima esecuzione assoluta, ma per noi la selezione non rappresenta un punto d’arrivo ma l’inizio di un percorso, di un legame curatoriale. Opificio Sonoro ha sempre cercato di dare continuità alle opere che commissiona o presenta per la prima volta, includendole nei propri programmi successivi e favorendone la circolazione in altri contesti. Anche i lavori nati per CONTEMPOCLASSICA entreranno nel repertorio dell’ensemble, continuando a vivere oltre la rassegna. La gratuità dei concerti completa questo processo, consentendo alle nuove creazioni di raggiungere un pubblico ampio e diversificato. Crediamo che il confronto tra giovani autori, grande repertorio e ascoltatori non specialisti sia uno dei modi più efficaci per costruire una cultura musicale viva, aperta e capace di rinnovarsi.

Opificio Sonoro è una realtà nata a Perugia ma con uno sguardo nazionale e internazionale. Questa rassegna rappresenta un punto di partenza: quale futuro immaginate per CONTEMPOCLASSICA e quale ruolo può avere una città come Perugia nella sperimentazione musicale contemporanea?CONTEMPOCLASSICA nasce grazie alla vittoria del bando Per Chi Crea promosso da SIAE in collaborazione con il Ministero della Cultura, ma non vorremmo che restasse un episodio isolato. Speriamo di poter continuare a sviluppare progetti pensati specificamente per Perugia, costruiti attorno all’idea di città che immaginiamo: aperta, curiosa, capace di mettere in relazione patrimonio storico, ricerca artistica e dimensione internazionale. In questo senso CONTEMPOCLASSICA raccoglie l’eredità di altri percorsi importanti di Opificio Sonoro, come il Festival Orizzonti, recentemente chiuso ma che ha dimostrato quanto una progettualità ambiziosa possa incidere sul profilo culturale della città. Non ci siamo arresi: crediamo che Perugia possa essere molto più di una sede ospitante. Può diventare un luogo di produzione culturale riconoscibile, un laboratorio in cui si immaginano programmi originali capaci di circolare poi in Italia e all’estero. Opificio Sonoro è sempre più spesso invitato a ideare progetti per contesti internazionali. Vorremmo che Perugia continuasse a essere il nostro atelier creativo: il luogo in cui le idee prendono forma prima di viaggiare. CONTEMPOCLASSICA possiede molte delle caratteristiche necessarie per crescere in questa direzione: qualità artistica, forte identità progettuale, un clima informale e immersivo e la capacità di attrarre un pubblico curioso ed esigente. È da esperienze come questa che una città può costruire non solo una programmazione, ma anche una reputazione culturale.